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Pubblico Impiego

Maternità e paternità, i congedi per il dipendente pubblico

di Chiara Vannini

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Infermiere in dolce attesa, da quando si ha diritto alla maternità? E che cos’è la maternità anticipata? E quella facoltativa? A queste domande prova a dare una risposta questa mini-guida sui congedi parentali per il dipendente pubblico.

Congedi per maternità e paternità, ecco cosa spetta ai neogenitori

donna incinta

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice percepisce un’indennità economica in sostituzione della retribuzione.

Il padre ha diritto al congedo di paternità nel caso in cui la compagna sia deceduta o abbia una malattia grave, se è l’unico genitore affidatario, oppure se la madre rinuncia del tutto o in parte al congedo di maternità.

Congedo parentale obbligatorio

La madre ha diritto a:

  • 2 mesi precedenti la data presunta del parto (salvo flessibilità) e il giorno del parto
  • i periodi di astensione anticipata disposti dall’azienda sanitaria locale (per gravidanza a rischio) oppure dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili)

E dopo il parto:

  • i 3 mesi successivi al parto (salvo flessibilità) e, in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta e la data effettiva.
  • In caso di parto anticipato rispetto alla data presunta (parto prematuro o precoce), ai tre mesi dopo il parto si aggiungono i giorni non goduti prima del parto, anche qualora la somma dei 3 mesi di post partum e dei giorni compresi tra la data effettiva del parto e la data presunta del parto, superi il limite complessivo di cinque mesi
  • I periodi di astensione prorogata che vengono disposti dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili con il puerperio).

In caso di parto gemellare la durata del congedo di maternità non varia.

Ai papà spettano 2 giorni di astensione del lavoro e 2 giorni di congedo facoltativo da utilizzare alternativamente alla madre in astensione obbligatoria.

Ai genitori adottivi spettano i mesi di astensione obbligatoria (2 + 3) dall’entrata del minore in famiglia o a partire dal periodo di permanenza all’estero.

Congedo parentale facoltativo

Il congedo parentale spetta ai genitori fino ai 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi. Questo periodo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente. Nello specifico prevede:

  • per la madre lavoratrice dipendente, un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • al padre lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi

Ai genitori adottivi, lavoratori dipendenti, il congedo parentale spetta con le stesse modalità dei genitori naturali, entro i primi dodici anni dall’ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento, e non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.

In caso di parto gemellare la durata del congedo facoltativo è doppia.

Congedo per malattia del figlio

Il genitore ha diritto al congedo retribuito per la malattia del figlio fino ai tre anni in maniera illimitata. Oltre i tre anni e fino agli otto, a ciascun genitore spettano al massimo 5 giorni lavorativi all’anno. Questo limite non può essere superato nemmeno se uno dei due genitori ne ha fruito solo parzialmente. Questo tipo di congedo non è soggetto a visita fiscale del medico competente. Per fruire di questa tipologia di permesso, è necessario presentare la documentazione del pediatra e del medico relativa allo stato di salute del bambino.

Sono retribuiti fino a 30 giorni all’anno fino ai 3 anni del bambino; i giorni ulteriori fino ai 3 anni, e tutti quelli fino agli 8 anni non sono retribuiti, e incidono sulla maturazione delle ferie e sulla 13° mensilità.

Aspettativa non retribuita

Il lavoratore a tempo indeterminato, che ne fa richiesta formale e motivata, può richiedere un periodo di aspettativa per motivi personali o di famiglia senza retribuzione, fino ad un massimo di 12 mesi in un triennio. L’aspettativa viene concessa solamente se vi sono esigenze organizzative e di servizio compatibili con la richiesta. I 12 mesi di aspettativa possono essere fruiti anche in maniera frazionata.

Se durante il periodo di aspettativa, vengono meno i motivi per cui al dipendente è stata concessa, è tenuto a riprendere servizio con un preavviso di 10 giorni.

Se il dipendente non rientra al lavoro al termine del periodo di aspettativa, si risolve automaticamente il contratto di lavoro, senza indennità di preavviso.

L’aspettativa è concessa anche:

  • Per un periodo totale di 6 mesi, ovvero per tutto il periodo di prova, qualora il dipendente sia stato assunto a tempo indeterminato da una pubblica amministrazione per vincita di concorso pubblico 
  • Per un incarico, presso un’amministrazione pubblica, per tutta la durata del contratto di lavoro a tempo determinato 
  • Per 2 anni (e per una sola volta nella vita) per gravi e documentati motivi di famiglia. 
  • Per motivi di studio senza assegni se ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, per tutto il periodo degli studi. 
  • Nel caso in cui il coniuge lavori all’estero, il dipendente può richiedere l’aspettativa non retribuita per il periodo di permanenza all’estero del coniuge, se non vi è la possibilità di trasferimento nella località in cui opera il coniuge.

È importante ricordare che, durante il periodo di astensione obbligatoria, il dipendente matura le ferie e i contributi a fini pensionistici come se fosse al lavoro a tutti gli effetti. Nel periodo di astensione facoltativa, invece, il dipendente non matura le ferie, né i contributi a fini previdenziali (che potranno eventualmente essere riscattati in un secondo momento tramite apposita richiesta all'Inps).

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NurseReporter

Commenti (2)

angelina87

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1 commenti

congedo parentale facoltativo

#2

Buona sera mi chiamo Angela,vorrei delle informazioni riguardo il congedo parentale facoltativo. Sia io che mio marito siamo infermieri, io lavoro in una struttura privata e mio marito in una struttura pubblica. Possiamo entrambi fare domanda di congedo parentale facoltativo nello stesso periodo e quindi contemporaneamente?

Anizgz

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Aspettativa non retribuita

#1

Buongiorno, sono una infermiera e mamma in maternità che tra un po' dovrà rientrare al lavoro.
Volevo chiedere se era possibile chiedere un congedo non retribuito per qualche mese in modo tale di stare a casa con il mio piccolo ancora. E se fosse così se quel congedo posso chiederlo prima di usufruire tutta la maternità facoltativa. Volevo tenermi un po' di giorni di maternità facoltativa in caso di eventuali necessità.
Grazie a chi mi risponderà.