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Infermiera

Ricominciare dopo la maternità, il mio piccolo grande trauma

di Redazione

Stare lontani dal proprio posto di lavoro, dalla propria professione - anche se per un lieto evento come quello della nascita di un figlio - a volte può rappresentare uno scoglio stressante, sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista emotivo. Lo sa bene Laura, infermiera, che dopo la gioia del diventare mamma sta provando paure e ansie che pensava di aver lasciato sui banchi dell’università.

Io, infermiera, e il mio trauma del rientro dopo la maternità

Scopri di essere incinta e pochissimi giorni dopo rimani a casa. Gravidanza a rischio, per giunta.

Lontana dal tran tran del reparto il tempo all’inizio sembra non passare mai, ma poi la pancia cresce, il pensiero del tuo bambino si concretizza, finalmente lo stringi tra le tue braccia…

L’arrivo di una nuova vita ti sconvolge. Di gioia e di fatica. Da mamma riversi tutte le tue energie in ogni cosa che possa far del bene a tuo figlio e per diverso tempo il tuo lavoro, quello per cui hai studiato e speso tanto in termini di impegno, viene relegato qualche gradino più in basso nella scala dei valori.

Quando arriva il primo stipendio al 30%, però, ci pensi al momento del rientro in reparto, perché la differenza nell’economia familiare si sente, eccome.

Sette mesi sono volati. È arrivato il momento di tornare al lavoro, anche se piange il cuore a lasciare a casa il piccolo.

Ho saputo che sarei stata assegnata ad un altro reparto poco tempo prima di ricominciare. Disagio. Avevo dei colleghi splendidi in urologia e ora ricominciare dopo tutti questi mesi in un contesto completamente diverso mi sembra una montagna ancor più ardua da scalare.

Nelle ultime settimane, non so nemmeno bene come, mi sono sentita quasi come appena uscita dall’università: stare lontana dal reparto per tutto il tempo della gravidanza e per molti mesi ancora mi ha riportata come indietro nel tempo, con le stesse paure.

Sono disorientata, perché sembra che i miei 5 anni di esperienza alle spalle si siano volatilizzati.

Tutti mi chiedono come stia il mio bambino, se farò fatica a separarmene per tornare al lavoro. Io invece mi chiedo: sarò ancora in grado di fare l’infermiera?

Sembra assurdo, lo so. Eppure mi sta succedendo: ho paura di aver perso il mio saper fare e saper essere infermiera.

Ho paura che il pensiero di perdermi ogni minimo cambiamento, ogni minima conquista di mio figlio mi distragga dai pazienti, dalle loro storie. Ho paura di non riuscire più ad essere tanto empatica con loro quanto facevo prima.

Sia chiaro: il mio lavoro mi è mancato, tanto. E sono convinta che dalle novità, come da un nuovo reparto, ci sia sempre da imparare e da crescere. Ho voglia di farlo.

Però in queste ore prima del rientro al lavoro sento un mix di emozioni strane che mi confondono. Spero che una volta indossata di nuovo la divisa queste ansie svaniscano in una bolla di sapone.

Ho pensato anche che probabilmente sembrerò un po’ matta. Ma del resto senza essere un po’ matti, oggigiorno, non si farebbero né gli infermieri né i genitori.

Laura, Infermiera

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