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Malattia professionale, cos'è e come si ottiene l'indennità

di Chiara Vannini

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Per malattia professionale si intende una patologia che insorge a causa dell’attività lavorativa. È detta anche tecnopatia e presuppone che il rischio sia provocato dall’attività lavorativa in maniera progressiva e da una serie di atti ripetuti nel tempo. È infatti caratterizzata da un’azione lenta sull’organismo, non violenta e non concentrata nel tempo.

Per malattia professionale si intende una patologia che insorge a causa dell’attività lavorativa. È detta anche tecnopatia e presuppone che il rischio sia provocato dall’attività lavorativa in maniera progressiva e da una serie di atti ripetuti nel tempo. È infatti caratterizzata da un’azione lenta sull’organismo, non violenta e non concentrata nel tempo.

Inoltre, per fare diagnosi di malattia professionale, possono essere considerate anche le cause extraprofessionali che possono avere contribuito all’insorgere della patologia, purché non siano le sole cause ad aver procurato l’infermità.

La malattia professionale va distinta dalla comune malattia, che non è di solito correlata al lavoro. È il caso, ad esempio, della sindrome influenzale. Va inoltre distinta dall’infortunio, che è invece un evento traumatico che interviene durante l’orario di lavoro, in maniera violenta e concentrata nel tempo.

La malattia professionale di norma non è a rapida evoluzione, tutt’altro: il soggetto manifesta in maniera lenta e progressiva i segni e sintomi nel tempo ed è per questo motivo che fare diagnosi è spesso difficile e non tempestivo.

La malattia professionale “inizia” dal primo giorno in cui non ci si reca al lavoro per una causa correlata a quella che verrà poi accertata come malattia professionale.

Diagnosi di malattia professionale

Fare diagnosi è un processo molto lento talvolta; questo è dovuto al fatto che il soggetto, prima di manifestare segni e sintomi, si deve esporre al rischio per un lungo periodo di tempo prima di manifestare una sintomatologia specifica e che si possa ricondurre alla sua attività lavorativa.

Un esempio calzante è la silicosi, malattia polmonare progressiva secondaria ad un’esposizione prolungata al biossido di silicio. Coloro che sono esposti a questa sostanza, manifestano una sintomatologia polmonare correlata alla silicosi solamente dopo un’esposizione prolungata e non quindi in maniera traumatica, né tempestiva, né a breve termine.

Quando il soggetto crede che i segni e sintomi possano essere secondari all’attività lavorativa, si deve rivolgere al medico curante. Di norma, è il medico stesso che richiede tutti gli accertamenti al fine di verificare che la causa possa essere lavorativa.

Malattie professionali tabellate e non tabellate

L'Inail ha creato delle tabelle che racchiudono numerose malattie professionali, per le quali l’ente prevede una causa di servizio. In linea generale, le malattie professionali sono distinte in tabellate e non tabellate.

Malattie professionali tabellate Malattie professionali non tabellate
Sono racchiuse in tabelle;
ne è prevista una per l’industria e una per l’agricoltura.
Fra le più diffuse vi sono la silicosi, l'asbestosi e le malattie da esposizione a raggi x per il personale sanitario.
Non è richiesto che il lavoratore dimostri la causa professionale
Non sono racchiuse in tabelle e
prevedono che il lavoratore dimostri la causa professionale

Il DM del 27/04/2004 ha poi raggruppato le malattie professionali in 3 liste:

Origine lavorativa elevata Origine lavorativa di limitata probabilità Origine lavorativa possibile
Ad esempio l'ernia discale lombare per la movimentazione manuale dei carichi
eseguita con continuità durante il turno lavorativo,
il sovraccarico biomeccanico della spalla, del gomito o del polso
Ad esempio la tendinite del tendine d’Achille,
la sindrome del tunnel tarsale per traumi e posture incongrue a carico del piede
Ad esempio: il morbo di Dupuytren (malattia che interessa la mano) per il lavoratore
che è esposto a microtraumi e posture incongrue degli arti superiori per attività eseguite
con ritmi ripetitivi e continuativi nel turno di lavoro

Malattia professionale e danno biologico

La malattia professionale può comportare un danno biologico e quindi un’invalidità temporanea o una menomazione permanente. Il danno biologico è un danno accorso ad una persona che riguarda la sua salute, la sua integrità fisica e psichica. È un danno che ha conseguenze sulla vita della persona, poiché ne danneggia la capacità di dedicarsi alle normali attività quotidiane.

Il danno biologico viene di norma accertato attraverso una perizia medico–legale, che assegna una percentuale di danno alla persona.

Come ottenere il riconoscimento della malattia professionale

Una volta fatta la diagnosi da parte del medico, è necessario effettuare la denuncia di malattia professionale all’Inail, compilando l’apposito modulo predisposto dall’ente. Il modulo deve essere compilato dalla persona che fa diagnosi di malattia professionale, può quindi essere il medico di base o il medico competente del servizio di prevenzione e protezione aziendale.

Il medico, una volta ricevuta la comunicazione di malattia, deve compilare ed inviare all’Inail entro 5 giorni la denuncia di malattia professionale.

La denuncia prevede che vengano indicati i dati del lavoratore, quelli dell’azienda, ed inoltre, fra gli altri:

  • il certificato medico e la malattia per la quale è richiesta una descrizione approfondita
  • il luogo di lavoro e settore di appartenenza
  • l’orario di lavoro
  • la retribuzione del lavoratore

Una volta denunciata la malattia, l’Inail deve certificare o meno la presenza della malattia professionale. Il lavoratore viene convocato nella sede Inail territoriale di competenza per essere sottoposto a visita medica e per iniziare l’iter per il riconoscimento della malattia.

Indennità per malattia professionale

Una volta riconosciuta la malattia professionale e qualora questa impedisca al lavoratore di tornare a lavorare, l’Inail corrisponde al lavoratore un’indennità dal quarto giorno successivo alla manifestazione della malattia, così retribuita:

  • 60% della retribuzione media giornaliera per i primi 90 giorni
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione

L’indennità viene calcolata sulla retribuzione corrisposta al dipendente nel 15 giorni prima dell’evento.

Se il dipendente ha riportato un danno biologico, l’indennità di malattia professionale cambia e si ha diritto ad un indennizzo Inail tarato sulla base della percentuale di danno biologico.

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