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Pubblico Impiego

Pronta disponibilità, la guida per il dipendente pubblico

di Chiara Vannini

Pubblico Impiego

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La pronta disponibilità (PD) è un istituto contrattuale previsto dal contratto collettivo nazionale (Ccnl), caratterizzato da una precoce reperibilità del dipendente sul luogo di lavoro, al fine di rispondere alle esigenze di un’unità operativa.

Come funziona la pronta disponibilità per il dipendente pubblico in sanità

La pronta disponibilità è regolata dall’art. 7 del Ccnl integrativo del 7/4/99. Tuttavia, l’istituto della PD è in gran parte gestito a livello di contrattazione decentrata aziendale, per cui ogni azienda ospedaliera ha diritto di sottoscrivere un regolamento locale tarato sulla propria tipologia organizzativa del lavoro, nel pieno rispetto delle norme generali definite dal contratto nazionale.

A questo proposito, all’inizio dell’anno le aziende sanitarie devono predisporre un piano annuale di dotazione organica per poter far fronte alle necessità ed urgenze dei vari servizi.

L’istituto della PD deve essere applicato solamente in caso di:

  • Obbligo di garantire interventi assistenziali urgenti e non programmabili
  • Necessità di assicurare la funzionalità organizzativa o tecnica delle strutture.

Personale coinvolto

In linea generale, le unità operative che necessitano di personale in pronta disponibilità, sono le sale operatorie e le strutture di emergenza.

Non possono svolgere la pronta disponibilità tutti i dipendenti in categoria:

  • A, B, C e D (del ruolo amministrativo)
  • A, C, D (del ruolo tecnico)
  • Per la categoria D del ruolo sanitario, sono esclusi il coordinatore e i professionisti della riabilitazione.

In casi eccezionali, può essere richiesta la pronta disponibilità al personale del ruolo tecnico in categoria B e Bs e al personale del ruolo sanitario in categoria Ds.

Pronta disponibilità: Quando si applica

La programmazione della pronta disponibilità deve avvenire di norma mensilmente, in concomitanza con i turni di servizio.

I turni in pronta disponibilità devono essere limitati:

  • Al turno notturno
  • Nei giorni festivi
  • Per un massimo di 6 turni al mese.

Inoltre, qualora il dipendente venga chiamato in pronta disponibilità in un giorno festivo, ha diritto ad un riposo settimanale compensativo, senza riduzione del debito orario settimanale, assegnato in maniera automatica e non su richiesta.

Quanto dura la pronta disponibilità

La pronta disponibilità ha una durata di dodici ore. L’indennità prevista è tarata sulle 12 ore.

Tuttavia può essere prevista anche per un numero minore di ore, purché non inferiore a 4. In questo caso, l’indennità è corrisposta in maniera proporzionata alla durata, maggiorata del 10%.

Pronta disponibilità e obblighi del dipendente

Fino a qualche anno fa, il dipendente aveva l’obbligo di raggiungere il luogo di lavoro entro 30 minuti dalla chiamata. Oggi, il dipendente ha l’obbligo di raggiungere il luogo di lavoro nel minor tempo possibile, ma non vengono più indicati i tempi massimi in cui deve essere in ospedale.

Tuttavia, essendo un istituto contrattuale con carattere di urgenza, è obbligo del dipendente raggiungere il luogo di lavoro in tempi ragionevoli.

Il dipendente che non risponde alla chiamata di PD e non si presenta sul luogo di lavoro, può essere sottoposto a procedimento disciplinare aziendale per mancato rispetto del regolamento aziendale.

Come viene retribuita la pronta disponibilità

Ad ogni turno di pronta disponibilità al dipendente viene corrisposta un’indennità di € 20,66. Per turni di almeno 4 ore, ma inferiori a 12 ore, spetta un’indennità di €1,89 all’ora (con maggiorazione del 10%).

Oltre all’indennità, al lavoratore vengono retribuite le ore di servizio come lavoro straordinario con le maggiorazioni previste dal Ccnl:

  • Per il lavoro diurno +15%
  • Per il lavoro notturno o festivo +30%
  • Per il lavoro notturno e festivo +50%

Riposo delle 11 ore e pronta disponibilità

Sul riposo giornaliero, il Ccnl recita: Il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.

In linea generale, il riposo del dipendente può essere interrotto dalla pronta disponibilità, ma tra un turno e l’altro devono comunque essere garantite 11 ore di riposo anche frazionate.

Esonero dai turni in pronta disponibilità

È esonerato dai turni notturni in PD il personale dipendente madre di un bambino di età inferiore ai 3 anni, in quanto il decreto legislativo 151/2001 recita: È vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

  • La lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o in alternativa il padre convivente
  • Il lavoratore che sia unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni.

Il Ccnl non indica alcun esonero dalla PD per i dipendenti che usufruiscono della legge 104. Tuttavia, essendo il regolamento della PD in parte gestito dalle singole pubbliche amministrazioni, sono numerose le aziende sanitarie che esonerano dalla pronta disponibilità il dipendente che usufruisce di permessi per 104.

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Commenti (1)

marconurse78

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1 commenti

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#1

ciao sono un infermiere di pubblico impiego e presto servizio in area di emergenza, la mia compagna e madre di mia figlia (9anni) è anch'essa infermiera turnista della medesima asl. per poter badare alla piccola abbiamo bisogno di turni opposti e uno dei due ha necessità dell'esonero dalle reperibilità/PD perchè cadono sul turno dell'altro. esiste un articolo del contratto che ci tuteli? grazie