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Pubblico Impiego

Distacco sindacale, cos'è e come è regolamentato

di Chiara Vannini

Pubblico Impiego

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Per distacco sindacale (o aspettativa sindacale retribuita) si intende una parziale o totale riduzione dell’orario di lavoro presso l’amministrazione pubblica, per espletare il proprio mandato all’interno di un’organizzazione sindacale. A poter fruire del distacco sindacale sono dipendenti e dirigenti che hanno un mandato all’interno del sindacato in possesso di determinati requisiti.

Aspettativa non retribuita per cariche sindacali

Per aspettativa sindacale non retribuita si intende un distacco dall’attività lavorativa per svolgere una carica sindacale, senza però che vi sia retribuzione correlata. È diffusa nel settore privato, mentre nel settore pubblico è più utilizzata l’aspettativa retribuita (distacco).

I requisiti per poterne fruire sono i medesimi che per l’aspettativa retribuita e anche la modalità di comunicazione all’amministrazione di appartenenza rimane la stessa.

In regime di aspettativa sindacale non retribuita, poiché vi è una vera e propria sospensione del rapporto di lavoro, non vi è l’obbligo di erogare contributi da parte dell’amministrazione di appartenenza.

In questi casi, tuttavia, si verifica di norma che il sindacato di appartenenza versi dei contributi figurativi al dipendente per tutelarlo ai fini pensionistici. Durante tutto il periodo di aspettativa, infatti, vengono accreditati dei contributi figurativi commisurati alla retribuzione che avrebbe percepito in presenza di rapporto di lavoro.

Il dipendente in aspettativa sindacale non retribuita, al pari del dipendente in distacco al 100%, non matura ferie.

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