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Protesta Infermieri

Precariato e mobilitazioni, la settimana calda della Campania

di Pino de Martino

Il ciclone salute sta per abbattersi sul Governatore della Campania. Ritardi e nodi irrisolti stanno per trasformarsi in un autentico tzunami per il Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Campania tra precariato e mobilitazioni

protesta sindacati

Una protesta dei sindacati della funzione pubblica

Tutto concentrato in pochi giorni. Si parte con la proclamazione dello stato di agitazione del comparto di specialistica ambulatoriale del privato accreditato. Una mobilitazione decisa da FederLab Campania, l'associazione maggiormente rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati (con oltre 700 strutture associate presenti su tutto il territorio regionale).

Ad innescare la protesta lo sforamento anticipato dei tetti di spesa. Da oltre un mese, infatti, a causa dell'esaurimento del budget relativo al primo trimestre, diverse prestazioni sono state rifiutate o peggio programmate nel trimestre successivo, col serio rischio di vedere presto esaurito anche il prossimo budget.

Un grave problema denunciato qualche giorno fa da Cgil Campania, Spi Cgil e Filcams Cgil. Ma che ha fatto letteralmente imbufalire i vertici nazionali e regionali di FederLab, che lunedi prossimo proclameranno ufficialmente lo stato di agitazione. Il senatore uscente Vincenzo D'Anna, presidente di FederLab Campania e Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia sono inferociti: Finora dal governatore Vincenzo De Luca abbiamo ricevuto solo promesse. Ma sui tetti di spesa siamo sempre peggio. Se prima il budget si esauriva tra ottobre e novembre - dice Vincenzo D’Anna - adesso, dopo la decisione di programmare trimestralmente il volume regionale delle prestazioni, i cittadini campani, anche quelli affetti da patologie oncologiche, si ritrovano costretti a pagare di tasca propria esami e analisi. E questo accade in media, una volta ogni due mesi. Altro che rivoluzione copernicana. Quelli di De Luca sono solo annunci a vuoto e alla fine chi paga è sempre il cittadino. Un’altra bomba potrebbe deflagrare a breve. Si tratta della stabilizzazione dei precari del settore, vale a dire infermieri (la grossa parte), medici e amministrativi e altro personale di Asl e ospedali. C’è da dare corso alla cosiddetta circolare Madia, il provvedimento varato dal Ministro della Funzione pubblica che detta le linee guida per il superamento del precariato nelle amministrazioni pubbliche. I tempi sono stretti.

Ma in Campania è tutto fermo: i direttori generali delle aziende sanitarie sono in ritardo. E il 30 marzo scade il termine per avviare le procedure semplificate previste dalla riforma. Diversamente, c’è il rischio concreto di lasciare al palo una fetta dei 1500 precari in lista.

Mancano otto giorni al 30 marzo, dopo tale data la stabilizzazione dei precari della sanità diventerà una sorta di lunga marcia, dicono in sostanza i sindacati del settore in una allarmata nota inviata al governatore nei giorni scorsi. Superata tale data, risulterebbe infatti molto più complesso attuare le procedure per il superamento del precariato storico in sanità. Ultima ma non ultima, la manifestazione in programma domani alle 15, indetta dai comitati aderenti alla rete “StopBiocidio”.

Un corteo di protesta che tiene insieme tante realtà associative indetto, come proclamato nella conferenza stampa di presentazione, per sfiduciare il governo regionale. All’iniziativa prenderanno parte, tra gli altri, le associazioni delle madri di bambini colpiti da neoplasie in Terra dei Fuochi e diversi operatori sanitari.

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