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Il Codice deontologico dell'Infermiere

di Sara Di Santo

Il Codice Deontologico degli Infermieri, in attesa dell’istituzione dell’Ordine, è da qualche tempo in fase di revisione. Un’apposita commissione istituita dalla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI si sta occupando di riscriverlo e di attualizzarlo. Ed è “vecchio” solo di 7 anni. Quello vigente risale, infatti, al 2009 e in alcuni punti è contestato dagli Infermieri stessi.

Il cardine della professione infermieristica

Il Codice Deontologico, la cui ultima versione risale al 2009, è un insieme di regole e principi adottati dalla professione che ne orienta il comportamento: è un patto esplicito dei professionisti con la società ed è il più importante atto di autoregolamentazione.

Gli Infermieri Italiani hanno un loro Codice Deontologico

Elaborato in seno alla professione stessa, viene successivamente recepito dal Legislatore e assume forza di legge in caso di contenzioso (all’inosservanza delle norme deontologiche, inoltre, corrisponde l’intervento del Collegio di riferimento il quale può procedere con sanzioni che vanno dall’ammonizione/avvertimento alla censura, dalla sospensione a termine fino alla radiazione dall’Albo professionale).

È il Codice Deontologico a fissare le norme dell’agire professionale dell’Infermiere e a definire i principi guida che strutturano il sistema etico in cui si svolge la relazione con l’assistito; per farlo si basa sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e sulla Costituzione Italiana.

Il Codice Deontologico racchiude i principi etici della professione ed è al suo interno che è spiegato come l’Infermiere agisca nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, concependo la salute come un bene fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività, tenendo conto dei valori etici, ideologici, religiosi, culturali, etnici e sessuali dell’individuo.

Ciò che deve essere chiaro è che l’assistenza infermieristica è componente essenziale e diversificata dell’assistenza sanitaria e ricade sotto la responsabilità professionale dell’infermiere, responsabilità che consiste nell’assistere, curare e prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e dignità dell’individuo (art.3)

L’infermiere, infatti, è un professionista sanitario che possiede, da un lato, una competenza tecnica esclusiva articolata in disciplina, modelli e teorie di riferimento, strumenti e metodi e, dall’altro lato, un ideale di servizio che è incarnato proprio dal Codice deontologico.

Nella pratica professionale, l’infermiere incontra quotidianamente conflitti dalla valenza etica ed è portato a prendere decisioni secondo la deontologia: (da “deon”, discorso su ciò che va fatto, dovere, ed “éthos”, comportamento, tenuti insieme da “logos”, discorso) ovvero l’insieme dei valori, dei principi, delle regole e delle consuetudini che ogni gruppo professionale si dà e deve osservare ed alle quali deve ispirarsi costantemente nell’esercizio della sua professione.

Il Codice Deontologico, dunque, stilato in forma scritta e reso pubblico, è lo strumento che stabilisce e definisce le concrete regole di condotta che devono necessariamente essere rispettate nell’esercizio della specifica attività professionale infermieristica.

Il termine “Deontologia”, coniato dal filosofo Jeremy Bentham (1748-1832) (link ad articolo Responsabilità e Deontologia: ecco il “codice” dell’Infermiere) appartenente al filone dell’utilitarismo, oggi consiste in un’articolazione del diritto professionale e non si deve fare l’errore di confonderla con norme etico-morali che, in quanto tali, parlano solo alla coscienza dell’uomo.

La Deontologia in ambito sanitario delimita l'esercizio della professione sia sotto l’aspetto scientifico sia sotto quello professionale. Fissa norme e comportamenti professionali in relazione a regole, consuetudini sociali e norme giuridiche; dice all’infermiere chi è chiamato ad essere nel servizio ai cittadini.

È la deontologia, e dunque il codice deontologico, che disciplina i doveri e nello stesso tempo le competenze dell'operatore, seguendo la visione propria della professione, ma non perdendo mai di vista il confronto continuo con le funzioni degli altri operatori e con i diritti/doveri della persona umana.

Il Codice Deontologico degli infermieri, in sostanza, rappresenta:

  • una guida per l’esercizio quotidiano della professione in merito ad autonomia e responsabilità;
  • un riferimento per affrontare la complessità delle varie situazioni cliniche;
  • uno strumento di crescita, confronto ed evoluzione dei professionisti;
  • l’identità della categoria professionale.

Il patto infermiere-cittadino

Il patto infermiere-cittadino che precede e si compenetra con il Codice Deontologico in vigore, consiste nell’impegno che l’infermiere si assume di:

  • considerare il cittadino come membro attivo delle proprie cure, riconoscendogli quel principio di autonomia per il quale viene tutelata la sua capacità di agire consapevolmente, senza costrizioni, anche qualora l’autonomia stessa si riduca o venga addirittura a mancare;
  • aggiornare le proprie conoscenze per mezzo di formazione continua, riflessione critica e ricerca;
  • curare e prendersi cura della persona, promuoverne il bene e non nuocerle mai;
  • modulare le informazioni e gli interventi educativi in base al grado di comprensione di ogni singolo assistito;
  • agire con imparzialità ed equanimità.

Il Codice Deontologico, ad oggi composto da 51 articoli suddivisi in 6 capi con l’aggiunta delle Disposizioni finali, manifesta quindi come la professione infermieristica possieda un’identità propria ben definita e come sia oggi in grado di assumersi tutte le responsabilità che questa sua connotazione comporta.

Vediamo nel dettaglio gli articoli del codice deontologico.

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