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Angelina Jolie dopo la mastectomia bilaterale si fa asportare le ovaie

di Ferdinando Iacuaniello

JOLIE

Paura o evidenze scientifiche, cosa ha mosso la decisione di Angelina? Cosa dicono gli studi scientifici pubblicati ad oggi? Ha fatto bene la Jolie?

Per spiegarlo parto con un articolo pubblicato dalla Rivista Americana  Journal of Clinical Oncology  in un lavoro di Autori Canadesi che hanno raccolto circa 6.000 pazienti portatrici di mutazioni di BRCA1 e 2 da più Paesi nel mondo: Canada, Usa, Austria, Francia, Italia, Norvegia e Polonia.

Di queste pazienti 3.500 erano già operate di Tumore della mammella e 2.500 sane, cioè senza precedenti interventi per tumore della mammella e dell’ovaio, seguite per più di cinque anni .

Quali dati sono emersi?
L’asportazione delle ovaie e delle tube uterine in queste pazienti ha determinato una diminuzione dell’80% per quanto si riferisce al Cancro dell’Ovaio e delle tube e del 77% per la mortalità in generale. Se si pensa per la mortalità generale che molta è dovuta anche al Cancro della mammella, la ovariectomia determina una netta riduzione anche della probabilità di sviluppare un cancro della mammella.

Tant'è che viene da domandarsi se non possa essere sufficiente in queste pazienti eseguire solo Ovariectomia e asportazione delle tube, senza procedere poi anche alla Mastectomia bilaterale. Questa osservazione, che è la mia Alberto Ravaioli, potrà essere valutata man mano che gli studi progrediranno e un maggior numero di anni sarà passato.

Vi è una certa differenza nella procedura chirurgica di Ovariectomia fra BRCA1 e BRCA2. Nel caso di BRCA1 l’ovariectomia va fatta prima dei quarant'anni in quanto la presenza di cancro ovarico precede di circa dieci anni quello delle pazienti con BRCA2. A queste ultime la Ovariectomia può essere proposta prima dei cinquant'anni.
Non va dimenticato che in molte delle pazienti che sono state operate di Ovariectomia, senza nessun sintomo o esami diagnostici alterati (ecografia, dosaggio del Ca125), il tumore era già presente in stadio cosiddetto occulto, e in questo caso con percentuali di guarigione del 90-98%.

L’argomento, quello della ovariectomia bilaterale, appare convincente sulla base dei numeri.
Ma occorre fare alcune considerazioni:
1 - per salvare queste pazienti su 100 di esse, 50 vengono operate inutilmente nel caso del BRCA1 e 70 nel caso del BRCA2.
2 - anche nelle pazienti che fanno l’Ovariectomia una piccola percentuale può sviluppare sempre un tumore ovarico dal peritoneo (la pellicola che riveste l’addome).
3 - dopo l’ovariectomia possono comparire in modo più significativo i disturbi della menopausa, con tutti i riflessi che conosciamo sulla qualità della vita.

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Di positivo vi e’ il fatto che l’utero non debba essere asportato e che nelle donne giovani la terapia estrogenica sostitutiva possa essere somministrata senza pericolo.

Ancora molto dobbiamo imparare su questo argomento e nei prossimi mesi –anni vi ritorneremo con altre informazioni.
Ma alla fine una domanda: e’ da consigliare l’Ovariectomia e l’asportazione delle tube in queste pazienti?
Occorre parlare bene , in genere piu’ specialisti, con la paziente, ma i numeri illustrati sembrano convincenti.
Angelina Jolie ha seguito un percorso razionale e ragionato.

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