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Coordinamento Nazionale Caposala – Coordinatori: convegno ad Arenzano

di Tania Buttiron Webber

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L’incontro avvenuto questa mattina ad Arenzano sul tema “Coordinamento Infermieristico: navigare a vista o seguire una rotta?”

ARENZANO. Si è da poco concluso l’8° Convegno Regione Liguria, organizzato dal Coordinamento Nazionale Caposala – Coordinatori con il patrocinio del Collegio Ipasvi di Genova, intitolato “Coordinamento Infermieristico: navigare  a vista o seguire una rotta?”.

Tra i protagonisti relatori dell’evento vi erano professionisti sanitari dell’Ospedale Galliera:

Daniela Maloberti Coordinatrice Infermieristica della S.C. Geriatria 

Daniela Ronsval Coordinatrice Infermieristica della S.C. Geriatria e S.C. Gastroenterologia

Giulia Pegoraro Infermiera presso U.O. di Osservazione Breve Intensiva e Degenza Breve 

Alessandro Fazio Infermiere presso D.E.A.

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Daniela Maloberti e Daniela Ronsval hanno affrontato il tema dell’Indice Prognostico Multidimensionale (MPI) utilizzato nella valutazione multidimensionale utilizzata nell’assistenza all’anziano fragile. “Il principale scopo della valutazione della fragilità è la prevenzione e la promozione della qualità della vita. E’ utile pensare alla fragilità come una condizione di rischio di un rapido deterioramento dello stato di salute e funzionale” - afferma Maloberti.

L’indice Prognostico Multidimensionale (MPI) è un’indice di mortalità a breve (1 mese) e lungo termine (1 anno) basato su informazioni ottenute dalla Valutazione Multidimensionale (VMD) dell’anziano. Da questo è possibile identificare per il soggetto un diverso grado di rischio di mortalità, lieve - moderato - severo.

L’MPI è calcolato da parametri che valutano 8 domini della VMD: activities of daily living (ADL), instrumental activities of daily living (IADL), short portale mental status questionnaire (SPMSQ), mini nutrizionali assessment (MNA), exton smith scale, cumulative illness racing scale comorbility (CIRS), numero di farmaci, stato abitativo.

Revisioni della letteratura hanno dimostrato quanto questo strumento risulti valido, affidabile e fattibile da realizzare”.

“L’infermiere ed il coordinatore infermieristico sono le figure costantemente presenti nei team assistenziali ricoprono un ruolo significativo sia nella gestione della “fragilità” che della “complessità” evidenziata dalla persona assistita , in questo caso del malato anziano, nella sua presa in carico, promozione dell’auto-cura, supporto alla rete parentale non che mantenimento della continuità del percorso clinico assistenziale” - prosegue Ronsval.

L’Ospedale Galliera risulta essere sempre più vicino al paziente Geriatrico con percorsi clinici terapeutici di eccellenza e con l’implementazione, proprio in questi giorni, di uno strumento innovativo come la cartella informatizzata “integrata”, alla cui realizzazione hanno contribuito Daniela Maloberti (Coord. Inf. S.C. Geriatria) Daniela Ronsval (Coord. Inf. S.C. Geriatria e Gastroenterologia), il Prof. Alberto Pilotto, Direttore del Dipartimento Area Cure Geriatriche, Ortogeriatriche e Riabilitative ed il Dott. Alberto Cella Responsabile delle Cure Intermedie e Domiciliari, oltre alla partecipazione del Servizio Informatico.

Recentemente all’interno del Reparto di Geriatria sono stati condotti, da due studenti della Laurea Triennale, due ricerche importanti aventi come tema il “Delirium” e la “Malnutrizione” nel paziente anziano ospedalizzato. I risultati ottenuti sono stati molto interessanti ed utili per la definizione degli interventi infermieristici, garantendo così un’assistenza di qualità. Prossimamente verranno presentati i dati delle due ricerche sopracitate.

Entrambe le Coordinatrici Infermieristiche tengono a precisare quanto sia importante la formazione e l’acquisizione di competenze geriatriche avanzate per garantire outcome positivi sui pazienti, sui caregiver e sul gruppo di lavoro che ogni giorno assiste queste persone.

Una revisione sistematica quantitativa eseguita in Canada e Usa (Donald F. et altri, Review Paper, 2013) ha verificato come cambino le cure in residenze a lungo termine quando il personale infermieristico è altamente specializzato (ad esempio con l’uso delle best practice, linee guida e modelli di assistenza infermieristica). Dallo studio sono risultati più outcome misurabili: diminuzione delle lesioni da pressione, minor infezioni, minor uso di sedativi/antidepressivi, minor ricoveri per polmoniti ab ingestis, minor incontinenza urinaria. Maggiore soddisfazione dei pazienti e dei caregiver e miglioramento della qualità di vita.

Infermieri con competenze avanzate hanno dimostrato maggiore soddisfazione dell’ambiente lavorativo e maggiore benessere di tutto lo staff!

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Giulia Pegoraro parla della certificazione ISO nell’ambito di gestione   della qualità.

“L’ISO l'Organizzazione internazionale per la normazione è il più autorevole organismo a livello mondiale per la determinazione di regole tecniche, valutazioni, ispezioni e standardizzazione dei processi di qualità in diversi ambienti produttivi.

La qualità nel contesto sanitario, indica la capacità di fornire le migliori risposte, possibili e compatibili con il livello delle conoscenze e con le risorse disponibili di uomini e mezzi nel rispetto delle regole. Non molti anni fa questo termine era poco conosciuto nell'ambiente sanitario; la situazione è cambiata quando il concetto di qualità in sanità è stato introdotto in Italia con il D. Lgs. 502 del 30 dicembre 1992, “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, successivamente modificato dal D.Lgs. n. 513/93.  Questi provvedimenti sanciscono l’obbligo per le regioni di mettere a punto ed utilizzare sistemi di sorveglianza, strumenti e metodologie per la verifica della qualità dei servizi, delle prestazioni sanitarie e per il controllo del bilancio, al fine di garantire la qualità dell’assistenza sanitaria nei confronti di tutti i cittadini”.

“Le norme ISO in ambito sanitario prevedono che per avere un efficace sistema di gestione qualità, vengano rilevati sistematicamente gli eventi indesiderati adottando opportune azioni correttive volte all'eliminazione delle cause che le hanno generate. Occorre quindi:

1)definizione  delle linee guida e standard tecnici;

2)monitoraggio della soddisfazione dell'utente;

3)individuazione di indicatori chiave manageriali, clinici e di struttura;

4)individuazione, dove  possibile , di indicatori risultato.

Tutto questo è necessario al fine di mantenere e migliorare la qualità dei servizi.

Il coordinatore infermieristico è una figura centrale nell'organizzazione sanitaria e deve avere acquisito competenze specifiche nelle aree organizzative e gestionali per poter ottenere politiche di programmazione sanitaria e interventi volti al miglioramento della qualità. Nelle sue competenze deve saper motivare, garantire e monitorare la qualità dell'assistenza.

Un buon coordinatore deve avere tra i propri obiettivi la conoscenza e la coscienza di attenersi e far rispettare alla sua equipe le procedure per raggiungere la “massima” qualità, seguendo una “rotta”  definita e precisa.

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Alessandro Fazio (Infermiere di Pronto Soccorso) ha parlato della figura del “Bed manager”, figura istituita con delibera n.1509 del 29 novembre 2013.

Il Bed manager rientra nell’attività di “Bed management”, un nuovo modello organizzativo in grado di gestire in modo avanzato ed efficiente i flussi di ricovero, trasferimento e dimissione in una logica di rete ospedaliera integrata. Fazio spiega: “ il Bed Manager è emerso sulla base del modello assistenziale del Case Manager anglosassone, quale snodo di riferimento in grado di far incontrare le diverse esigenze, cliniche, assistenziali e logistiche nel percorso del paziente in ospedale e nella supervisione dei posti letto, al fine di raggiungere il setting assistenziale ottimale rispetto alle risorse disponibili”.

“Il Bed Manager deve avere competenze cliniche-assistenziali, relazionali, logistiche e di leadership. Tra gli obiettivi del Bed Manager :

Contribuire alla miglior efficacia del turn over dei posti letto per fronteggiare l’emergenza/urgenza ed assegnare ad ogni paziente il posto letto più appropriato sulla base dell’organizzazione per intensità di cure e per competenza specialistica”.

“Il Bed Manager all’interno dell’Ospedale Galliera garantisce una copertura oraria dalle ore 8:00 alle ore 16:00 dal lunedì al venerdì mentre nelle altre fasce orarie ad assolvere i compiti del Bed Management è il dirigente medico reperibile della Direzione Sanitaria.

Al fine di assicurare l'appropriata assegnazione logistica dei posti letto all'interno dell'Ente il team opera con l'obiettivo di assegnare entro le ore 10:30 i posti letto disponibili comunicandoli ai medici interessati. La pagina interna http://sani.ceed/cgi-bin/PS/LETTI/letti.pl rappresenta lo strumento operativo primario per la valutazione della situazione dei ricoveri in atto”.

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