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editoriale

L’unione fa la forza. L'équipe multiprofessionale

di Marco Alaimo

Tutti i professionisti con un unico scopo. Al centro del lavoro, della ricerca, dell’attività scientifica e professionale ci deve essere “il benessere del malato”. Questa è la prospettiva futura che tutte le professioni sanitarie devono raggiungere. Non è sempre scontato che il malato sia al centro dell’attenzione del professionista della salute.

Il professionista vuole tutto intorno a se, malato compreso

cartella informatizzataSempre più si sente parlare di “Ospedali orientati al paziente” nei quali si identificano delle organizzazioni che definiscono dei “processi” diagnostici e terapeutici centrati sulla soluzione dei problemi di salute e capaci di soddisfare i bisogni quotidiani e i diritti fondamentali del paziente. Un aspetto che sembra essere essenziale per la piena realizzazione di questo tipo di organizzazione e che è alla base di ogni buona struttura sanitaria è la presenza di una équipe professionale e multidisciplinare che come unico scopo ha il completo benessere del malato.

Se ne parla spesso ma in molte realtà la multidisciplinarietà è ancora una favola. Ci sono professionisti della salute che credono di avere il primato e l’unicità della cura. Questo modello oramai antico è stato sorpassato da nuovi concetti di “Patient Centered”. È solo uno dei molti approcci alla medicina nati come alternative al tradizionale paradigma biomedico, che, intorno alla fine degli anni '70, ha iniziato a mostrare chiari segnali di crisi.

Ecco alcuni suggerimenti di riflessione in particolare sulla documentazione clinica che è necessaria allo sviluppo di un piena organizzazione multiprofessionale. E'’ uno strumento dove i professionisti rendono visibili i processi che applicano e può essere decisiva nel promuovere integrazione tra gli stessi. Negli ultimi anni, in diversi reparti è già in uso o in fase di sperimentazione la cartella clinica integrata, come strumento unico. Essa è multiprofessionale e multidisciplinare che raccoglie tutte le informazioni legate al percorso di cura e assistenza del paziente durante il ricovero.

In questo senso la cartella integrata rappresenta uno strumento che favorisce l’integrazione sia interprofessionale sia multidisciplinare e scaturisce dalla consapevolezza che non si possono erogare prestazioni adeguate ai bisogni dell’utente se non vi è un coordinamento dei processi clinici assistenziali ed una integrazione dei “saperi” e delle “abilità” di tutti gli operatori professionali.

Ecco alcuni vantaggi che si possono ottenere utilizzando la cartella clinica integrata:

  • Miglioramento dell’assistenza ai malati: al centro del processo assistenziale c’è il paziente (passaggio da un’assistenza per compiti ad      un’assistenza personalizzata);
  • Integrazione dei processi clinico - assistenziali;
  • Uniformità degli strumenti di comunicazione;
  • Centralità delle documentazioni;
  • Riduzione degli errori: si evitano le doppie trascrizioni;
  • Riduzione dei tempi di consultazione da parte di tutti i professionisti;
  • Miglioramento della rintracciabilità del lavoro d’équipe;
  • Facilità di identificazione degli operatori coinvolti;
  • Maggiore valorizzazione dei professionisti;
  • Reciprocità di accesso alle valutazioni ed alle evoluzioni del processo clinico;
  • Modulazione degli interventi in base alle diverse valutazioni;
  • Ottimizzazione degli interventi terapeutici e assistenziali (si evita anche approccio minimalista).
  • Nella cartella integrata possiamo trovare:
    1. una valutazione multidimensionale e multidisciplinare comune per codici e linguaggio comune (gli strumenti devono essere reciprocamente riconosciuti e in linea ideale per quello che è possibile unificati per alcune parti evitando ripetizioni);
    2.  la presenza di un diario multidisciplinare in cui viene descritto il decorso clinico del paziente dai vari punti di vista (trovare meccanismo di identificazione immediata dell’operatore, ad es. timbro);
    3. uno spazio per le annotazioni delle decisioni prese nel briefing (anche come indicatore di misura dell’ infermiere professionale).

Uno dei principali indicatori di avvenuta integrazione è certamente dato dal raggiungimento da parte di tutti i professionisti delle conoscenze inerenti la situazione clinico/assistenziale. L’acquisizione deve essere spinta oltre che da iniziative individuali e spontanee soprattutto da momenti interattivi istituzionalizzati in cui le conoscenze e il rispetto reciproco sono alla base del processo comunicativo.

Alcuni aspetti che potrebbero portare ad effetti negativi:

  1. grafia non leggibile;
  2. utilizzo di sigle universalmente non riconosciute;
  3. dispersione dei vari allegati alla cartella;
  4. circolazione di informazioni verbali senza riscontro scritto.

Tuttavia questi elementi possono essere superati attraverso l’informatizzazione della cartella integrata.

(Per approfondire si può vedere la seguente review della Cochrane Collaboration: Zwarenstein M, Goldman J, Reeves S, “Interprofessional collaboration: effects of practice-based interventions on professional practice and healthcare outcomes”, The Cochrane Library 2009, Issue 3).

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