Nurse24.it

editoriale

L’unione fa la forza. L'équipe multiprofessionale

di Marco Alaimo

Tutti i professionisti con un unico scopo. Al centro del lavoro, della ricerca, dell’attività scientifica e professionale ci deve essere “il benessere del malato”. Questa è la prospettiva futura che tutte le professioni sanitarie devono raggiungere. Non è sempre scontato che il malato sia al centro dell’attenzione del professionista della salute.

Il professionista vuole tutto intorno a se, malato compreso

cartella informatizzataSempre più si sente parlare di “Ospedali orientati al paziente” nei quali si identificano delle organizzazioni che definiscono dei “processi” diagnostici e terapeutici centrati sulla soluzione dei problemi di salute e capaci di soddisfare i bisogni quotidiani e i diritti fondamentali del paziente. Un aspetto che sembra essere essenziale per la piena realizzazione di questo tipo di organizzazione e che è alla base di ogni buona struttura sanitaria è la presenza di una équipe professionale e multidisciplinare che come unico scopo ha il completo benessere del malato.

Se ne parla spesso ma in molte realtà la multidisciplinarietà è ancora una favola. Ci sono professionisti della salute che credono di avere il primato e l’unicità della cura. Questo modello oramai antico è stato sorpassato da nuovi concetti di “Patient Centred”. E' solo uno dei molti approcci alla medicina nati come alternative al tradizionale paradigma biomedico, che, intorno alla fine degli anni '70, ha iniziato a mostrare chiari segnali di crisi.

Ecco alcuni suggerimenti di riflessione in particolare sulla documentazione clinica che è necessaria allo sviluppo di un piena organizzazione multiprofessionale. E'’ uno strumento dove i professionisti rendono visibili i processi che applicano e può essere decisiva nel promuovere integrazione tra gli stessi. Negli ultimi anni, in diversi reparti è già in uso o in fase di sperimentazione la cartella clinica integrata, come strumento unico. Essa è multiprofessionale e multidisciplinare che raccoglie tutte le informazioni legate al percorso di cura e assistenza del paziente durante il ricovero.

In questo senso la cartella integrata rappresenta uno strumento che favorisce l’integrazione sia interprofessionale sia multidisciplinare e scaturisce dalla consapevolezza che non si possono erogare prestazioni adeguate ai bisogni dell’utente se non vi è un coordinamento dei processi clinici assistenziali ed una integrazione dei “saperi” e delle “abilità” di tutti gli operatori professionali.

Ecco alcuni vantaggi che si possono ottenere utilizzando la cartella clinica integrata:

  • Miglioramento dell’assistenza ai malati: al centro del processo assistenziale c’è il paziente (passaggio da un’assistenza per compiti ad      un’assistenza personalizzata);
  • Integrazione dei processi clinico - assistenziali;
  • Uniformità degli strumenti di comunicazione;
  • Centralità delle documentazioni;
  • Riduzione degli errori: si evitano le doppie trascrizioni;
  • Riduzione dei tempi di consultazione da parte di tutti i professionisti;
  • Miglioramento della rintracciabilità del lavoro d’équipe;
  • Facilità di identificazione degli operatori coinvolti;
  • Maggiore valorizzazione dei professionisti;
  • Reciprocità di accesso alle valutazioni ed alle evoluzioni del processo clinico;
  • Modulazione degli interventi in base alle diverse valutazioni;
  • Ottimizzazione degli interventi terapeutici e assistenziali (si evita anche approccio minimalista).
  • Nella cartella integrata possiamo trovare:
    1. una valutazione multidimensionale e multidisciplinare comune per codici e linguaggio comune (gli strumenti devono essere reciprocamente riconosciuti e in linea ideale per quello che è possibile unificati per alcune parti evitando ripetizioni);
    2.  la presenza di un diario multidisciplinare in cui viene descritto il decorso clinico del paziente dai vari punti di vista (trovare meccanismo di identificazione immediata dell’operatore, ad es. timbro);
    3. uno spazio per le annotazioni delle decisioni prese nel briefing (anche come indicatore di misura dell’ infermiere professionale).

Uno dei principali indicatori di avvenuta integrazione è certamente dato dal raggiungimento da parte di tutti i professionisti delle conoscenze inerenti la situazione clinico/assistenziale. L’acquisizione deve essere spinta oltre che da iniziative individuali e spontanee soprattutto da momenti interattivi istituzionalizzati in cui le conoscenze e il rispetto reciproco sono alla base del processo comunicativo.

Alcuni aspetti che potrebbero portare ad effetti negativi:

  1. grafia non leggibile;
  2. utilizzo di sigle universalmente non riconosciute;
  3. dispersione dei vari allegati alla cartella;
  4. circolazione di informazioni verbali senza riscontro scritto.

Tuttavia questi elementi possono essere superati attraverso l’informatizzazione della cartella integrata.

(Per approfondire si può vedere la seguente review della Cochrane Collaboration: Zwarenstein M, Goldman J, Reeves S, “Interprofessional collaboration: effects of practice-based interventions on professional practice and healthcare outcomes”, The Cochrane Library 2009, Issue 3).

Corsi ecm fad, residenziali per sanitari

Commento (0)