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Osteoporosi, epidemia silenziosa

di Domenica Servidio

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PESARO.  Gli infermieri spesso soffrono il mal di schiena e i dolori articolari. Così come è chiaro che saremo destinati a convivere con dolori ossei che potrebbero modificare la nostra routine quotidiana. L’attività che svolgiamo quotidianamente è solo un esempio facilmente generalizzabile a molte altre professioni per le quali lo sforzo fisico è particolarmente accentuato. L’aumentare dei dolori ossei potrebbe essere un importante campanello d’allarme da non sottovalutare, un sintomo fondamentale di una diffusissima epidemia silenziosa che ormai colpisce in Italia più di 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini: l'osteoporosi.


Se nel 2000 si sono registrate 86.000 fratture di femore, nel 2020 una proiezione ci dice che diventeranno 150.000. Questi numeri spaventano e fanno riflettere. Proprio per informare e sensibilizzare la popolazione sui trattamenti e soprattutto sulla prevenzione di questa malattia, si celebra Domenica 20 Ottobre la giornata Mondiale sull’Osteoporosi, organizzata dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da) insieme a più di 70 ospedali italiani premiati con i Bollini Rosa “Ospedali a misura di Donna”.

 

Ne soffre una donna su 3 e spesso ne viene colpita prima dei 60 anni. Tali dati sembrerebbero destinati a progredire negativamente nel tempo se si considera il progressivo invecchiamento della popolazione. E’ infatti una malattia dagli alti costi sociali, in Europa le cifre si aggirano intorno ai 57 miliardi di euro.

 

Gli studi hanno dimostrato che gli individui con uno stile di vita sedentario hanno maggiori probabilità di subire una frattura dell’anca rispetto a quelli che sono più attivi. Ad esempio, le donne che siedono per più di nove ore al giorno hanno un rischio di frattura dell’anca più elevato del 43% rispetto a quelli che passano meno di sei ore al giorno in posizione seduta. Studi clinici controllati inoltre hanno dimostrato che l’esercizio determina aumenti piccoli ma statisticamente significativi della densità minerale ossea (BMD), dell’ordine dell’1-2%.

 

Umberto Solimene, Presidente del Centro di Ricerche Bioclimatologia Medica, Medicina Termale e Scienze del Benessere dell'Università degli Studi di Milano afferma che, "Le progressive modificazioni alimentari hanno determinato non pochi squilibri nutrizionali, a svantaggio del consumo di latte e derivati con conseguente riduzione dell'apporto giornaliero di calcio, minerale che contribuisce ad avere ossa forti e denti sani". 

 

Oltre ad una corretta alimentazione e all’attività fisica, importantissimi sono i test di screening. In occasione della giornata Mondiale verranno ad esempio effettuati importanti iniziative in diverse città italiane. Interessanti i test gratuiti in grado di predire il rischio di andar incontro a frattura, presso il Policlinico Universitario di Roma “Campus Biomedico”.

 

Questo test spiega il dott. Andrea Palermo, endocrinologo di tale Policlinico, non è altro che ''un esame ultrasonografico di ultima generazione, una specie di ecografia a livello delle dita della mano o del calcagno. Ciò rappresenta un buon test di screening in quanto non espone l'individuo a radiazioni ionizzanti. Nel caso in cui venga riscontrata una situazione anomala, i medici consiglieranno un ulteriore approfondimento''.

 

Prevenire significa quindi scoprire precocemente un’osteopenia e adottare la terapia più adeguata, ma anche ridurre il rischio di fratture invalidanti per la persona.

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