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In pillole

SIMEU bacchetta La7: "infermiere protagonista del triage"

di Sara Di Santo

118-bologna

La Società Scientifica ha chiesto una rettifica immediata alla conduttrice Tiziana Panella e alla trasmissione "Tagadà".

La Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (SIMEU) difende gli infermieri del Pronto Soccorso, dopo gli attacchi infondati da parte della giornalista Tiziana Panella nel corso della trasmissione "Tagadà" (La7) del 18 marzo scorso. A ribadirlo, attraverso un comunicato, Maria Pia Ruggieri, presidente della società scientifica.

Il Triage infermieristico è una delle più importanti conquiste della sanità internazionale, spiegano da SIMEU, e consiste nella valutazione della condizione clinica dei pazienti e del loro rischio evolutivo attraverso l'attribuzione di una scala di codici colore (bianco, verde, giallo, rosso) che indica la priorità di trattamento, non la gravità del singolo caso, cioè un ordine di pazienti in base alle loro necessità di salute e alle risorse disponibili.

Infermiere impegnato in un triage italiano

Infermiere impegnato in un triage italiano

Dal 1996 il triage è entrato nel panorama italiano con l'attuazione del decreto n.76/1992, il quale afferma che in ogni Dipartimento di emergenza e accettazione deve essere prevista tale funzione come primo momento di accoglienza e valutazione dei pazienti. A svolgerla è il personale infermieristico adeguatamente formato che opera secondo protocolli prestabiliti dal dirigente. Adeguamenti legislativi nazionali e regionali  hanno confermato, negli anni, tale competenza infermieristica.

La SIMEU, che rappresenta circa 3.000 medici e infermieri dell'emergenza sanitaria nazionale e che è impegnata nella formazione per l’acquisizione delle competenze dei professionisti del settore, scrive a La7 per chiedere ufficialmente una rettifica immediata ai contenuti espressi dalla Panella e da alcuni dei suoi ospiti.

"Il professionista del triage dell'emergenza sanitaria è quindi l'infermiere: attraverso una formazione specifica, basata sulla metodologia del problem solving, e attraverso l'esperienza quotidiana in area critica, l’infermiere apprende il corretto processo metodologico decisionale per il triage telefonico nelle centrali operative del 118 e per il triage ospedaliero. Dopo il triage, il medico e l'infermiere continuano la presa in carico come équipe per gli accertamenti e le cure del caso; - ricorda la presidente SIMEU Ruggieri - i Pronto Soccorso accolgono in media ogni anno oltre 20 milioni di persone, circa un terzo di tutta la popolazione italiana. Il sovraffollamento delle strutture di emergenza è un fenomeno ormai endemico che si può affrontare unicamente con soluzioni di tipo organizzativo. L'indiscussa professionalità dell'infermiere di Pronto Soccorso, a cui la normativa nazionale affida il triage, è uno dei cardini del sistema d'emergenza sanitaria."

Il Sistema sanitario nazionale riconosce perciò all'infermiere la capacità decisionale di collocare il paziente giusto, nel tempo giusto, nel posto giusto, secondo il livello giusto di assistenza di cui necessita, organizzando l'intervento successivo alla valutazione del caso, con una corretta gestione e ottimizzazione delle risorse, continua Ruggieri.

"In Italia, come nel resto del mondo, il triage è volto a standardizzare le procedure di valutazione e regolamentare in modo affidabile gli accessi dei pazienti che sopraggiungono nei Pronto Soccorso sempre più affollati. La standardizzazione aumenta la sicurezza dei pazienti e facilita l'equità d’accesso alle strutture di emergenza garantendo la qualità delle cure alla popolazione."

Quanto esposto appena sopra è stato contraddetto durante la trasmissione televisiva, sulla scia di opinioni personali che hanno creato falsa informazione destinata agli ascoltatori i quali, inevitabilmente, sono anche utenti del Sistema Sanitario Nazionale.

"La Società scientifica, che ha contribuito a stilare le linee di indirizzo oggi all'esame del Tavolo ministeriale sul triage - conclude Ruggieri - chiede una rettifica delle informazioni diffuse in occasione della trasmissione di venerdì 18 marzo, affinché un'errata comunicazione ai cittadini non metta in discussione la fiducia della popolazione nei confronti del Sistema sanitario nazionale, soprattutto in un momento di estrema necessità come è quello dell'accesso alle cure in urgenza".

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