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Tromboembolia venosa: una malattia cronica

di Vladimir Guluta

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La trombosi venosa profonda (TVP) è una patologia comune, riscontrata sia nei pazienti ricoverati che trattati ambulatoriamente. TPV aumenta il rischio di embolia polmonare (EP) una complicanza grave e potenzialmente mortale.

Le due entità, TVP e EP sono conosciute anche con il termine di tromboembolia venosa (TEV). La TEV, spesso non correttamente riconosciuta è una causa maggiore di morbidità e mortalità sia nei pazienti ricoverati che in quelli ambulatoriali. I fattori di rischio acquisito della TEV sono il fumo di sigaretta, l’obesità, la stasi venosa (durante un viaggio di lunga durata, presenza di vene varicose, ecc), stati di ipercoagulabilità, recente chirurgia, trauma, e l’immobilità per lunghi periodi di tempo. Altri fattori sono l’età e l’anamnesi positiva di TEV in famiglia.

 

Dopo un primo episodio di TEV, il rischio di episodi ricorrenti di TVP è aumentato del 21,5% dopo un primo evento e di 27,9% dopo un secondo episodio. Il rischio di ricorrenza aumenta con il tempo: il maggior rischio si presenta nei primi 6 – 9 mesi dall’evento iniziale.

 

Nei casi di TVP, nel primo mese dalla diagnosi il rischio di morte è del 6%. Dal momento in cui si presenta un episodio di TVP, il rischio di un ulteriore episodio non scompare mai; in altre parole, TEV va essere considerata una malattia cronica e non esclusivamente un evento acuto.

 

Il personale infermieristico rappresenta un ruolo chiave nel team responsabile della terapia del paziente. Il suo ruolo è quello di identificare quali sono i soggetti a rischio di TEV, istituendo corrette misure di prevenzione e di terapia. Agendo in questo modo, la morbidità e la mortalità dovuta a questa grave patologia possono diminuire.

 

Mason, C. Venous Thromboembolism: A Chronic Illness. Journal of Cardiovascular Nursing; 2009:24:S4-S7

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19858962

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