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Dalla redazione

Vaccini, Lorenzin: tempi obbligatorietà maturi per altre Regioni

di Redazione

Quello dell'Emilia-Romagna può essere un esempio da copiare. I tempi sono maturi per anche altre Regioni. Lo ha affermato Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, in riferimento alla decisione della Regione Emilia-Romagna di consentire l'iscrizione agli asili nido solo a bambini vaccinati.

Beatrice Lorenzin

Una decisione nell'interesse della salute pubblica

Penso che la decisione dell'Emilia Romagna sia stata coraggiosa e giusta, a fronte di un calo vaccinale dei dati della Regione molto preoccupante, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie sia quelle facoltative. Quando nel '99 - ha proseguito Lorenzin - si abolì l'obbligo di vaccinazione, era perché si era raggiunta una tale copertura vaccinale nel Paese che non si poteva neanche immaginare che sarebbero nati dei movimenti 'no vaccino', fondati su motivazioni totalmente non scientifiche e che avrebbero portato un pericolo per tutta la popolazione.

Quella dell'Emilia-Romagna, dunque, secondo il Ministro è stata una decisione nell'interesse della salute pubblica, a fronte dei casi registrati quest'anno di bambini morti per pertosse, che pensavamo una malattia debellata, unitamente ad un'insorgenza preoccupante per il morbillo, con decessi dovuti alle complicanze e ad un caso sospetto di difterite, una patologia debellata da oltre 30 anni; senza dimenticare poi il problema meningite.

In risposta alla questione "liste d'attesa" per i vaccini sollevata da alcune famiglie, il Ministro ha ribadito che le liste di attesa sono ingiustificabili, perchè le vaccinazioni rispondono ad un calendario vaccinale. Si tratta dunque di un problema organizzativo delle Regioni, ricordando che nei nuovi Livelli essenziali di assistenza è stato inserito il nuovo Piano nazionale vaccini, il quale prevede gratuità anche per ulteriori vaccinazioni facoltative.

La posizione di Lazio e Lombardia

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, dopo il via libera all'obbligo delle vaccinazioni in Emilia-Romagna, attraverso Facebook ha affermato che Presenterò al Consiglio regionale la legge sull'obbligo dei vaccini per i bimbi che vanno al nido. Un passo avanti di civiltà per il Lazio.

Non la pensa così l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera: "La scelta della Regione sul tema delle vaccinazioni è quella di informare e convincere, non obbligare", ha ribadito a margine di un 'Bilaterale Welfare' con la Regione Liguria. Il nostro impegno è quello di continuare l'azione di sensibilizzazione e responsabilizzazione delle famiglie. Per questo partirà a breve una campagna di informazione efficace e capillare: nelle scuole, nei consultori, su Internet, anche attraverso l'utilizzo di strumenti innovativi come un'applicazione realizzata ad hoc.

I dubbi dei genitori

Dal 2012 ogni anno 3500 bambini mancano all'appello dei vaccini obbligatori e ben 10500 a quello dell'immunizzazione contro morbillo, rosolia e parotite. A dirlo è l'Istituto Superiore di Sanità. E mentre in Emilia Romagna per poter andare al nido i bambini dovranno obbligatoriamente essere vaccinati, i genitori si fanno mille domande.

Credo che sia sempre sbagliato generalizzare - spiega il dottor Maurizio Conte, pediatra esperto di danni da vaccini - La vaccinazione andrebbe individualizzata considerando innumerevoli varianti, dalla storia della famiglia con eventuali predisposizioni patologiche, le malattie avute dalla madre, la storia della gravidanza e del parto, la sofferenza perinatale e non ultime lo stato di salute del neonato e le condizioni ambientali in cui vive.

Non ci sono vaccini inutili - chiarisce il dottor Conte - non ci sono antibiotici inutili, ma entrambi sono farmaci e come tutti i farmaci dovremmo sempre considerare l'effettiva necessità e i possibili indesiderati, per usare un eufemismo, perché in alcuni casi potrebbero risultare gravi.

I vaccini sono sicuri, così come tutti i medicinali, perché sono oggetto di controlli rigorosi e costanti che l'Aifa applica quotidianamente - spiega Mario Melazzinidirettore dell'Agenzia Italiana del Farmaco - La strategia futura cercherà di promuovere interventi condivisi fra le Istituzioni e gli attori del sistema, per arrivare in modo semplice e diretto al paziente e interrompere il rumore sensazionalistico dei mezzi di contro-informazione.

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