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Visto dalle donne | Il wrestling in pronto soccorso

di Mimma Sternativo

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30033458e7237f5676a81459cd1e537bMILANO. Settembre è tempo di buoni propositi: dopo le vacanze estive si torna carichi di nuova energia, bisogna solo convogliarla dalla parte giusta prima che si disperda insieme col ricordo delle vacanze. E tra fitness, yoga, nuoto, scherma, pizzica ho deciso che quest'anno seguirò lezioni di judo. Si tratta di un'arte marziale, uno sport da combattimento ed un metodo di difesa personale giapponese. "E' Judo ogni volta che vi sentite sicuri e protetti dagli altri. E' Judo ogni volta che riuscite a trarre ordine dal caos... ".

Insomma quale sport e filosofia migliore di questa? Sono un'infermiera donna, alta...uhm diciamo che non sono propriamente alta. Non ho una grossa ossatura e non ho nemmeno unghia lunghe come arma di difesa, insomma diciamo che non incuto grande timore.

Si judo è la scelta giusta. Perché? Avete mai lavorato anche un solo turno in pronto soccorso? Se si, sapete di cosa parlo. 

Il codice bianco o verde non vanno di moda, eh no non è chic: tu lo pronunci e taaac rischi di essere aggredito, verbalmente e non. Il tempo d'attesa aumenta? Rischi di esser picchiato con calci, pugni e lesioni al volto (Policlinico di Bari 6/9/13). Medici e infermieri aggrediti, insultati e addirittura minacciati di morte, discussioni infinite per la richiesta di prestazioni non dovute (Pronto soccorso dell'ospedale Parini di Aosta 8/8/2013). Infermiere aggredito a calci e pugni perché accusato di essere "troppo lento" nei soccorsi (Bari. San Paolo 25/3/13).

Insulti, minacce, sputi, aggressioni vere e proprie: anche i colleghi del pronto soccorso dell’Ospedale di Piacenza denunciano "i loro pazienti difficili". Insomma le molteplici notizie di cronaca parlano chiaro: infermieri e medici state in guardia!

Qualcuno per rassicurarmi mi ha detto "i giornalisti si sa, esagerano,e poi basta saper gestire le situazioni, non rispondere alle provocazioni... essere educati". Sarà! Ma la cosa non mi convince. Mi affido a dati scientifici e scopro che la realtà è ancora più preoccupante.

"La violenza sul luogo di lavoro è ormai universalmente riconosciuta come un importante problema di salute pubblica nel mondo (World Health Organization, 2002). Per quanto riguarda gli infermieri (gli operatori di Pronto Soccorso sembrano essere più a rischio) il fenomeno raggiunge oramai preoccupanti dimensioni ancor più se si pensa alla scarsa propensione degli stessi a denunciare gli episodi di violenza. La violenza sul luogo di lavoro è definita come ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale contro persone che stanno svolgendo la propria attività lavorativa. Comportamenti violenti possono essere frutto di diversi fattori:abuso di alcol, tempi di attesa,abuso di sostanze stupefacenti,patologie organiche, problemi e disturbi mentali,percezione negativa sugli atteggiamenti dei sanitari, inadeguata formazione degli infermieri" (Ramacciati, Ceccagnoli 2011).

Potrei scegliere di seguire lezioni di judo quest'anno o potrei scegliere di richiedere alla mia organizzazione sanitaria, inclusi i colleghi infermieri e medici, i dirigenti, coordinatori e tutti i professionisti coinvolti, di identificare i fattori di rischio per la sicurezza del personale e attuare le opportune strategie preventive. 

Potrei chiedere la presenza di un agente di polizia in pronto soccorso, potrei avere una sorta di identikit del possibile aggressore, un sistema di registrazione dei pazienti aggressivi, una formazione appropriata.

Vorrei seguire lezioni di judo come donna, non come infermiera. "L’attacco migliore è quello che non fa capire dove difendersi. La difesa migliore è quella che non fa capire dove attaccare". Sun Tzu, L'arte della guerra, VI-V sec. a.e.c.

Sindacalista

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