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lettere al direttore

Attilio, Infermiere Militare: "vorrei precisare che anche noi siamo dei professionisti"

di Angelo

InfermieriMilitari

Missiva di esponente delle milizie italiane che difende la categoria: "noi siamo tutti formati presso le Università italiane". Nel documento si cerca di questo delicato argomento"

Gentile direttore,

sono un infermiere militare, da venti anni ormai svolgo la mia professione nell’Esercito. Finalmente si sta ponendo l’attenzione anche sulla nostra realtà, anche se purtroppo, ci si accorge che gli infermieri militari esistono solo nel momento in cui si prospetta, ed in alcuni casi è già realizzato, un contatto lavorativo fattivo con i colleghi del SSN.

Scrivo la presente perché nell’articolo del 24 agosto scorso ci sono delle inesattezze, riguardo la formazione e l’inquadramento normativo degli infermieri militari. E’ stato scritto che gli infermieri militari svolgono un percorso formativo differente da gli altri infermieri. Posso smentire questo indicandoLe che i corsi sostenuti da noi infermieri militari sono svolti presso le stesse Università in cui molti altri colleghi affrontano il loro percorso di studi e precisamente presso l’Università Tor Vergata di Roma per l’Esercito; l’Università La Sapienza (sede di Viterbo) per l’Aeronautica e Università di Bari per la Marina (Dlgs 66/2010 art 212 comma 2 - L 43/2006 art 2 comma1). Detto ciò, potete approfondire l’argomento chiedendo ai rispettivi Presidenti dei corsi di Laurea, se realmente la formazione degli infermieri militari differisce dagli altri colleghi o segue lo stesso identico iter.

InfermiereiMilitari

Infermieri Militari al lavoro.

E’ altresì vero che la formazione degli infermieri militari si differenzia nel periodo post Laurea, periodo in cui la rispettiva Forza Armata deve far svolgere dei corsi specifici in previsione di impieghi nei teatri operativi, così come previsto dalla legge (Dlgs 66/2010 art 213). Nell’articolo avete affermato che “nessun infermiere militare può ricoprire un ruolo nel SSN” anche questa affermazione è imprecisa in quanto gli infermieri militari per legge (Dlgs 66/2010 art 212 comma 1) per esercitare la professione infermieristica devono soddisfare gli stessi requisiti dei loro colleghi impiegati nel SSN, quindi non credo esistano motivi ostativi all’esercizio della professione infermieristica per un chi è in regola con la normativa vigente. Attualmente sono in atto varie esperienze in cui gli infermieri militari sono impiegati nel SSN, ad esempio il loro impiego è previsto da una recente convenzione tra il Policlinico Militare Celio e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. Dall’inizio del 2015 quotidianamente infermieri militari e non, lavorano gomito a gomito con reciproca soddisfazione nel reparto oncologia del San Giovanni, così come l’equipe di emodinamica del S. Giovanni lavora presso il Celio con il supporto del personale infermieristico militare. Non è raro che infermieri formati nelle Forze Armate hanno vinto concorsi nel SSN ed ora lavorano nel pubblico integrandosi perfettamente. Inoltre ci sono infermieri militari che, in possesso di laura Magistrale o Dottorato, insegnano nei corsi di Laurea, nei Master universitari, partecipano a conconcorsi per Dirigente delle Professioni Sanitarie e scrivono articoli di interesse disciplinare nelle principali riviste di infermieristica. Quindi, forse, le barriere tra infermieri militari e non, di fatto, non sono mai esistite in quanto siamo tutti infermieri e sarebbe bello non erigere frontiere dove la quotidianità non le ha edificate, ma piuttosto aprire le nostre esperienze per far crescere il nostro sapere disciplinare.

Intendo porre alla vostra attenzione che nelle Forze Armate è infermiere militare solo colui che è inquadrato nel ruolo sottufficiali nel grado di Maresciallo, così come previsto dal profilo di formazione (Dlgs 66/2010 art 208 comma a). La ragazza che avete intervistato era inquadrata nella truppa ed aveva l’incarico di Aiutante di Sanità. Questo incarico è conferito dopo un corso di 30 giorni presso la Scuola di Sanità ed ha mansioni di supporto all’infermiere ed al medico militare (Dlgs 66/2010 art 208 comma b). Nel selezionare il personale a cui conferire l’incarico di Aiutante di sanità, cercano di individuare militari in possesso di titoli di studio dell’area sanitaria, anche se nella stragrande maggioranza dei casi non è così. Gli Aiutanti di sanità sono un importantissimi nella Sanità Militare ma non sono, e non possono essere considerati, infermieri militari ne per formazione ne per inquadramento gerarchico ne per mansioni o responsabilità attribuite. Questo aspetto purtroppo molte volte è sottovalutato, e non considerato, anche dalle nostre aree di vertice creando confusione di ruoli. Come recentemente affermato dalla Presidente IPASVI evitiamo di fare confusione tra infermieri ed altre figure che potrebbero sembrare affini ma non lo sono, e ribadisco sia giusto rivendicare la nostra identità professionale. Il personale che avete intervistato non è un infermiere militare quindi non può aver avuto un esperienza compiuta di questo incarico. Altro punto non espresso compiutamente è il riconoscimento della Laurea in infermieristica conseguita presso le Università italiane da parte delle Forze Armate. Le Forze Armate riconoscono qualsiasi titolo di studio Universitario, ma chi ha la Laurea in infermieristica e vuole fare l’infermiere militare deve fare il concorso da maresciallo, e classificarsi in una posizione tale da consentirgli di scegliere la specializzazione da infermiere. Attualmente non esiste il concorso diretto per chi è già infermiere e la procedura, giusta o sbagliata che sia, è questa e non altra. Chi partecipa al concorso da Volontario in ferma prefissata ed ha l’ incarico di Aiutante di Sanità non può essere considerato o impiegato come infermiere militare solo perché ha la Laurea in Infermieristica, semplicemente perchè l’incarico di infermiere non è previsto per il ruolo di appartenenza. Per aiutare a comprendere meglio, immaginate che in una Azienda Sanitaria un dipendente, in possesso della laurea in infermieristica, è stato assunto come OSS, o come impiegato amministrativo poi desidera essere impiegato come infermiere solo perché ne ha i requisiti. Non credo che gli verrebbe concesso dalla direzione, così come immagino che non avrebbe la piena solidarietà ne degli altri infermieri ne degli altri dipendenti. Non commento e non sono in grado offrire un giudizio riguardo le tabelle comparative dei livelli che avete pubblicato, la loro determinazione spetta alla politica, ma ribadisco che noi infermieri militari abbiamo tutti i requisiti per esercitare la professione in Italia. Oltre a queste precisazioni che mi sembrava doveroso offrire a tutti i colleghi, tengo a rappresentare che noi infermieri militari siamo infermieri e come tutti gli altri colleghi italiani, ci impegniamo quotidianamente per svolgere al meglio la nostra professione, ci aggiorniamo e cerchiamo di crescere come professionisti. Qualora la commistione tra SSN e SS Militare nel tempo diverrà più compiuta secondo me sarà un bene per tutti, con l’auspicio per noi militari di sentirci sempre più inclusi tra gli infermieri italiani senza distinzione dell’uniforme che si indossa per offrire assistenza infermieristica ai cittadini.

Concludo invitandoLa a chiedere un’intervista ad un sottufficiale infermiere attraverso il canale istituzionale in modo che potrete avere risposte esaurienti e complete.

RingraziandoLa dello spazio, e dell’attenzione che porrà alla presente saluto Lei e tutti i colleghi lettori con i miei più cordiali saluti.

 

Attilio Friggeri

 

 

* * *

 

Caro Attilio, siamo dell'idea che il confronto fa sempre bene e le notizie da te fornite offrono ulteriore chiarezza su un argomento così importante e complicato, che ancora deve emergere chiaramente sui tavoli contrattuali di settore. Grazie.

 

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore Nurse24.it

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