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Infermieri Forze Armate

L’Infermiere dell’Esercito Italiano

di Redazione

L’Infermiere dell’Esercito Italiano è un sottufficiale che per la sua formazione ha l’obbligo di seguire 4 anni di Corso. Non può ricoprire ruoli dirigenziali e la formazione post-base è limitata rispetto a quanto può fare un Infermiere civile. Di seguito le proposte di riforma del settore lanciate a Roma nei mesi scorsi dal 1° Maresciallo Tarquinio Fornari nel corso di un apposito incontro organizzato dalla Federazione IPASVI.

Esercito Italiano e lo sviluppo della professione infermieristica

Simulazione del soccorso in uno scenario di guerra

Prima di parlare del futuro possibile ruolo dell’Infermiere dell’Esercito Italiano occorre precisare che esso, nell’esercizio delle sue azioni assistenziali, non fa riferimento al Profilo Professionale dell’Infermiere (D.M. n. 739/94), bensì alla Legge n. 833 del 1978 (che ha dato vita all’attuale Sistema Sanitario Nazionale) e al D.Lgs 15 marzo 2010, n. 66 – Codice dell‘Ordinamento Militare.

Più nello specifico agli articoli:

  • 208 - Possesso abilitazione e titoli esercizio professione sanitaria;
  • 211 – Obbligo Formazione continua;
  • 212 – Legge 1° febbraio 2006, n. 43;
  • 213 – Speciali competenze nelle aree operative.
  • Quali sono le sue competenze?

A spiegare nei dettagli il tutto è stato recentemente il 1° Maresciallo Tarquinio Fornari, intervenuto come relatore al Convegno organizzato a Roma alcuni mesi fa sul tema “L’Infermiere Militare nelle Forze Armate e di Polizia: uno sguardo al passato, una riflessione sul presente ed una considerazione sul futuro”, voluto dalla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI.

Tra le competenze specifiche dell’Infermiere dell’Esercito Italiano vi sono:

  1. controllo vie aeree, anche mediante appositi presidi sanitari;
  2. ventilazione con pallone Ambu;
  3. incannulazione vie periferiche;
  4. tecniche di emostasi;
  5. impiego pantaloni antishock (MAST);
  6. gestione infusione continua di farmaci;
  7. massaggio cardiaco esterno;
  8. pulsossimetria;
  9. capnometria;
  10. ossigenoterapia;
  11. tecniche di immobilizzazione e procedure di recupero dei feriti/traumatizzati;
  12. conoscenza ed impiego D.A.E.:
  13. coadiuva l’Ufficiale medico per addestramento degli A.Sa. e Soccorritori Militari.

Attualmente offre sostegno nelle Operazioni di risposta alle crisi e nelle missioni internazionali.

Diventare Infermiere dell’Esercito Italiano

Chi volesse percorrere l’iter formativo per diventare Infermiere dell’Esercito Italiano (deve essere già militare) ha l’obbligo di frequentare un anno di corso propedeutico che parte nel settembre di ogni anno e vede il discente affrontare nove mesi di formazione su:

  1. sviluppo modulo tecnico professionale;
  2. sviluppo modulo comando;
  3. sviluppo 1° modulo universitario.

Dopodiché è chiamato a frequentare un corso di paracadutismo nel mese di giugno, nel mese di luglio frequenterà un campo addestrativo e nel mese di settembre la scuola guida, l’addestramento di tiro e l’assegnazione al settore sanitario.

Successivamente sarà chiamato a frequentare il triennio universitario presso il Corso di Laurea in Infermieristica presso l’Univerità “Tor Vergata” di Roma; dopo la laurea dovrà effettuare un Corso speciale di Traumatologia Operativa e un Corso intensivo di Lingua Inglese prima di essere assegnato al reparto d’impiego.

Al termine dell’iter formativo l’Infermiere dell’Esercito Italiano avrà le seguenti specialità tecniche:

  1. blsd (tecniche di supporto della funzione cardiorespiratoria);
  2. trattamento di emorragie delle estremità (con tourniquet, pressione diretta e bendaggio compressivo);
  3. preparazione di un accesso venoso e terapia infusionale (rilevazione segni di shock, infusione intra-venosa, preparazione accesso venoso, infusione intraossea);
  4. apertura e gestione delle vie aeree (manovra head-tilt chin-lift/jaw Thrust, uso cannula nasofaringea, uso cannula orofaringea J-tube, intubazione endotracheale);
  5. supporto respiratorio (uso pallone ambu, in alcuni casi decompressione con ago PNX iperteso, trattamento PNX aperto, bendaggio per ferita aperta torace, somministrazione di ossigeno);
  6. trattamento delle fatture (immobilizzazione, immobilizzazione con SAM Splint – collare cervicale – tavola spinale, immobilizzazione con trazione);
  7. trattamento di altre lesioni (bendaggio ferite addominali, ferite aperte del capo; trattamento ustioni e patologie da caldo e freddo);
  8. terapia farmacologica per os (antibiotici, analgesici ed antinfiammatori);
  9. terapia farmacologica intramuscolo (antibiotici e morfina);
  10. terapia farmacologica e.v. (antibiotici, analgesici);
  11. monitoraggio del ferito (polso, respirazione, pressione arteriosa);
  12. combact stress (riconoscimento e gestione reazioni acute);
  13. medevac request;
  14. tecniche di trasporto feriti (manuali con barelle, veicoli e di base per aeromobili).

Presso la Scuola di Sanità e Veterinaria di Roma (Sanivet) è possibile eseguire i corsi di aggiornamento su:

  • i principi e le modalità d’approccio e di trattamento del ferito;
  • la capacità di autodifesa dalle principali minacce;
  • l’acquisizione degli standard metodologici e procedurali per operare in sicurezza, del trattamento salvavita, dell’assistenza, della gestione e dello sgombero sanitario di paziente militare poli-traumatizzato in area critica.

I compiti del Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano

Il Corpo Sanitario, di cui l’Infermiere è parte integrante, all’interno dell’Esercito Italiano ha i seguenti compiti:

  • attività di diagnosi, cura e riabilitazione;
  • accertamento dell'idoneità al servizio;
  • attività medico-legali;
  • attività di medicina preventiva;
  • formazione sanitaria del personale;
  • supporto logistico alle Forze Armate;
  • concorso alle esigenze sanitarie di protezione civile.

L’Infermiere militare è il professionista che, grazie ai requisiti richiesti ed alle competenze acquisite, nonché al precedente addestramento militare - spiega il maresciallo Fornari - è dotato di propria autonomia operativa dal punto di vista funzionale all’interno della Sanità Militare.

Si occupa di:

  1. assistenza infermieristica ospedaliera e/o ambulatoriale a militari e civili;
  2. assistenza sanitaria nel corso di manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale;
  3. collaborazione e integrazione con il SSN;
  4. addestramento e formazione sanitaria del personale militare e civile;
  5. concorso sanitario in caso di calamità naturali o pubbliche necessità (maxi-emergenze).

Esso ha i seguenti requisiti specifici:

  1. capacità di operare in situazioni estreme;
  2. specifico addestramento tecnico/militare;
  3. gestione di pazienti critici;
  4. stress management – combat stress;
  5. supporto alle popolazioni civili colpite dalle emergenze.
  6. Nell’Esercito Italiano, presso il Policlinico Militare di Roma, operano i Dipartimenti Militari di Medicina Legale, i Corpi militari, gli Istituti Militari di Formazione e i Centri Selezione e Reclutamento.

All’estero l’Infermiere Militare può partecipare a:

  • strutture sanitarie campali (MTF’s);
  • supporto operativo avanzato;
  • sgombero sanitario feriti;
  • formazione/addestramento;
  • sostegno e aiuti alle popolazioni civili.

Finora gli Infermieri dell’E.I. hanno partecipato e partecipano a missioni di pace in: Namibia, Somalia, Albania, Bosnia, Haiti, Afganistan, Timorest, Libano, Kossovo, Pakistan, Ciad, Mozambico e Iraq.

L’Infermiere Militare può eseguire attività sanitaria per emergenze e traumi svolgendo funzioni di Pronto Soccorso e stabilizzazione, evacuazione verso strutture di livello superiore, Golden Hour, prossimità unità/zona operazioni, cure mediche di base, triage e primo soccorso, sale operatorie, teatro operativo, chirurgia avanzata – neuro, alta capacità di ricovero, pluri-specializzazioni mediche, sgombero sanitario ed altro.

Attese future

Il percorso di riconoscimento delle competenze avanzate passa dall’art. 4 della L. 12/2009 e dall’art. 213 del D.Lgs 66/2010. Anche in vista dell’istituzione dell’Esercito Europeo (2020) a Roma, nel corso dell’evento Ipasvi, è stato chiesto allo Stato Italiano di:

  • riconoscere la Laurea di 1° Livello;
  • collocare gli Infermieri dell’E.I. nella categoria “D” come avviene per i civili;
  • riordino dei ruoli (Legge Madia): istituzione del Ruolo Sanitario Ufficiali Infermieri e istituzione del Servizio Infermieristico Ospedaliero/Territoriale e in T.O.;
  • creazione di un percorso di formazione manageriale (Master di 1° e 2° Livello);
  • riconoscimento di un emolumento pensionabile;
  • applicazione retroattiva della Legge con possibilità di ricostruzione della carriera per i soli aventi titolo.

Per finire, Fornari è stato chiaro:

  1. le competenze dell’Infermiere dell’E.I. non si limitano esclusivamente al trattamento delle emergenze in contesti operativi;
  2. altre competenze devono essere sviluppate: relazionali, comunicative, medico-legali, tecniche specifiche per la peculiare professione in ambito militare;
  3. la percezione delle core competence passa anche attraverso la vision proposta durante il Corso di Laurea in Infermieristica e le materie proprie di ogni Anno Accademico la influenzano sensibilmente.
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