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Infermieri in Inghilterra

Brexit, gli infermieri italiani non hanno paura

di Redazione

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Continua il boom di richieste, stando ai dati dell'agenzia per il lavoro Orienta

“In Gran Bretagna mancano migliaia di infermieri e, a meno che non si vogliano chiudere gli ospedali, ci sarà bisogno di noi per molto tempo. La Brexit non ci fa paura”. Questo il pensiero prevalente dei tanti giovani infermieri italiani che lavorano oltre Manica e dei quali l’agenzia per il lavoro Orienta Spa ha raccolto le testimonianze.

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Giuseppe Biazzo, amministratore delegato di Orienta Spa, assicura che la Brexit non ha fatto registrare alcun mutamento nel trend di reclutamento di infermieri italiani; "la vera difficoltà - spiega Biazzo - non è nel trovare occasioni di lavoro per questi giovani, ma coprire le tante richieste che arrivano. Ad oggi, solo il 15% delle richieste che provengono dalle strutture sanitarie inglesi vanno in porto. La principale difficoltà rimane la conoscenza della lingua inglese".

Ma cosa pensano i giovani infermieri italiani che si sono già trasferiti, a seguito del referendum che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea? Il loro pensiero, come si legge su Adnkronos, copre un'ampia gamma di fattori. Negli ospedali inglesi sembra non esservi traccia di favoritismi, chi vale davvero ha la possibilità di emergere, la meritocrazia è reale. Il rapporto con i superiori, poi, è fondato sul rispetto reciproco e si lavora con maggiore autonomia. C’è un vero lavoro di squadra e non pesa il rapporto gerarchico.

Le relazioni sociali non sono subito facili, ma una volta superata la fase iniziale in cui capita di essere guardati come alieni, si trova il modo per socializzare. Il contesto di lavoro, poi, è multietnico: si lavora insieme a ragazze e ragazzi provenienti da molti paesi, anche extra-europei.

C’è poi chi pensa di ritornare in Italia e considera l’esperienza inglese solo una tappa del proprio percorso di crescita personale e professionale e chi sogna altre tappe professionali verso altri paesi d’Europa. È la "generazione mobile": ciò che identifica maggiormente i giovanissimi infermieri italiani che lavorano in Inghilterra, come i loro coetanei europei, è il concetto di mobilità e non quello, diverso, di emigrazione.

La Brexit non fa paura. Qualcosa potrebbe cambiare, ma il posto di lavoro non è in pericolo. Prevale un senso di fiducia supportato soprattutto dalla consapevolezza che la Gran Bretagna ha bisogno di infermieri e farà di tutto per attrarli e trattenerli.

Le retribuzioni sono più alte rispetto all’Italia e permettono di sostenere le spese principali e anche di mettere qualcosa da parte. L’elevato costo della vita è un falso mito, o meglio, è vero a metà. Con le retribuzioni garantite agli infermieri si vive bene.

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