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Infermiere sanzionato per il diritto al riposo

di Leila Ben Salah

Sanzionato per il diritto al riposo. Succede a un infermiere dell’ospedale di Torrette di Ancona.

Infermiere sanzionato per il diritto al riposo

infermiere di sala operatoria

L'infermiere che lavora in sala operatoria si è rifiutato di tornare al lavoro dopo aver coperto 16 ore su 24

Si tratta di un infermiere di 60 anni che è stato sottoposto a un provvedimento disciplinare perché si è rifiutato di andare al lavoro dopo aver già coperto 16 ore nell’arco di 24. A denunciare la vicenda è il Nursind di Ancona per bocca del suo segretario Giuseppino Conti.

Ecco come sono andati i fatti

L’infermiere che lavora in sala operatoria all’azienda ospedaliera Torrette di Ancona ha lavorato nel turno della mattina dalle 7,30 alle 14, durante l’ordinaria seduta operatoria mattutina. Poi dalle 19,45 era in reperibilità ed è stato richiamato in servizio da mezzanotte fino alle 8 del mattino. Evidentemente provato dall’aver lavorato per 16 ore nell’arco delle 24, l’infermiere informa per iscritto che quella stessa giornata non riuscirà a prendere servizio alle ore 13, praticamente cinque ore dopo. Va a casa e dopo poco viene svegliato dalla coordinatrice che gli chiede di tornare al lavoro. Ma lui invoca il diritto alle 11 ore di riposo. E non va al lavoro. Risultato? Viene raggiunto da un provvedimento disciplinare. Il tutto quando dall'altra parte d'Europa, in Svezia, ad esempio invocano turni di sei ore per far lavorare meglio l'infermiere.

È solo una goccia - tuona il segretario provinciale del Nursind -, ma capita puntualmente che il personale viene chiamato più volte durante la notte, quando solo sei giorni prima l'équipe ha lavorato 12 ore per l’intero turno di reperibilità dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Non è più possibile tollerare una situazione del genere. E non è un problema di organico. No - dice Conti - è proprio una questione organizzativa. Perché lì lavorano più di cento infermieri, possibile che non ce ne fossero altri da chiamare? Io come cittadino non mi sentirei sicuro ad essere operato da un’équipe che ha già lavorato per 12 ore nella notte. Ci vuole maggiore organizzazione. L’impressione è che si voglia dare un’impronta autoritaria, invece di tutelare cittadini e lavoratori.

Il prossimo 16 febbraio si terrà l’udienza per il procedimento disciplinare. L’infermiere sarà difeso dal Nursind, che non ha alcuna intenzione di passare sopra alla vicenda. La coordinatrice e la dirigente sono già state segnalate al collegio Ipasvi - dice ancora Conti - e di sicuro la questione non finisce qui. Siamo pronti anche a uno sciopero.

Giornalista
Corsi ecm fad, residenziali per sanitari

Commenti (1)

Giovanni73

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1 commenti

In consiglio disciplinare.....pretendi lecscuse

#1

.....Ogni tanto c'è un INFERMIERE che invoca il suo sacro santo DIRITTO e con il supporto sindacale avrà la sua personale VITTORIA.
Sta battendo I pugni per avere riconosciuto un suo diritto.....
RARAMENTE si trova in giro un INFERMIERE che reclama giustizia.
Solitamente sono abituato a vedere (nella mia azienda /presidio ospedaliero) infermieri che SUBISCONO con tacito assenso per la regola del "QUIETO VIVERE"....
I sindacati della mia azienda?
NO COMMENT