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Concorso Infermieri

Potenza, via alle preselezioni ma senza mobilità

di Redazione

Da oggi e fino al 20 luglio l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza darà inizio alla preselezione del maxi-concorso che vedrà impegnati circa 10.000 infermieri. Così l’azienda San Carlo ha voluto dar seguito a una scelta che lascia perplessi tanti infermieri già di ruolo in altre eccellenti aziende sanitarie e ospedaliere che hanno acquisito esperienze professionali e formazione post-base di notevole importanza e vorrebbero lavorare e dare il loro contributo nella loro terra. A dar voce alla rabbia degli infermieri esclusi è Giovanni Franchino.

Maxiconcorso per infermieri al San Carlo di Potenza

infermieri coda concorso

Infermieri in coda per un altro maxiconcorso

Questo non è solo un pretesto – dice l’infermiere Franchino -, ma un diritto ben determinato dalle regole di assunzione di personale da parte delle pubbliche amministrazioni. Un settore quello sanitario dove la differenza la si fa proprio con i professionisti che vi lavorano. Ѐ chiaro che l’acquisizione di infermieri attraverso concorsi di mobilità extraregionali sia vantaggioso non solo per l’azienda e per l’utenza, ma anche in termini di economicità perché si eviterebbero i costi per espletare un maxi concorso. Invece secondo Franchino al San Carlo non è andata così. Imperterrita l’azienda San Carlo va avanti nonostante la sentenza del Tar della Basilicata che ha annullato il concorso da oss, pubblicato in concomitanza di quello per infermieri, in quanto prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali finalizzati alla copertura di posti vacanti in organico, si doveva attivare la procedura di mobilità.

La storia non è nuova e si ripete – continua l’infermiere - peggio fece nel 2013 il Crob di Rionero in Vulture che bandì ed espletò un concorso di mobilità per cinque infermieri, ma la commissione non ritenne idoneo nessuno dei 144 partecipanti al colloquio, perché secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda non possedevano i requisiti specifici per lavorare al Crob, seppure molti provenissero da rinomate aziende ospedaliere e da istituti di ricovero e cura a carattere scientifico del nord Italia. Via libera dunque. E dopo aver bandito ed espletato il concorso, il Crob ha assunto soprattutto infermieri da poco laureati con nessuna esperienza lavorativa. Forse erano più competenti e avevano le caratteristiche peculiari che cercavano?.

Niente contro i colleghi da poco laureati e vogliosi di lavorare – conclude Franchino -, che in questi giorni sono alle prese con i 5000 quiz pubblicati dall’azienda San Carlo per affrontare la preselezione, ai quali vanno i miei migliori auguri. Ma un dispiaciuto saluto va a tutti i colleghi di ruolo in altre aziende ai quali è stato negato un diritto.

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