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Medicina Narrativa: il vissuto di malattia come parte della cura

di Marco Alaimo

Il ruolo terapeutico del racconto e la condivisione dell'esperienza di malattia un nuovo approccio dai benefici risultati.

Ma cos'è e come si fa la medicina narrativa? Possiamo definirla come un approccio “olistico”: il paziente è al centro del processo di cura, ma soprattutto al centro si trova il vissuto di malattia. La medicina narrativa si concentra proprio sul ruolo terapeutico che hanno il racconto e la condivisione dell'esperienza di malattia da parte del paziente.

La medicina narrativa fortifica la pratica clinica con la competenza narrativa per riconoscere, assorbire, metabolizzare, interpretare ed essere sensibilizzati dalle storie di malattia. (Rita Charon)


Il 14 dicembre scorso, presso i prestigiosi locali del Centro di formazione “Il Fuligno”, si è svolto un seminario sulla medicina narrativa. Per spiegare questi concetti abbiamo avuto un relatore d'eccezione: Rita Charon che, medico e docente presso la Columbia University, è una delle pioniere della medicina narrativa.

Il seminario è stato preceduto da una breve introduzione a cura della Dottoressa Stefania Polvani, responsabile per l'ASF 10 dell'educazione alla salute, che ha illustrato il percorso italiano di tale filosofia e la collaborazione dell'illustre ospite americana.
Durante la mattinata la Dott.ssa Charon, attraverso la spiegazione di alcuni passi fondamentali del suo libro “Honoring the story of illness”, ci ha introdotto nel vasto e poliedrico mondo della medicina narrativa.
L'evento malattia ci porta a vivere un cambiamento: passiamo da uno stato di salute ed “autonomia” ad uno stato di malattia e “dipendenza” che crea una sorta di separazione fra il nostro mondo e tutto ciò che ci circonda: il mondo esterno.

Quando ci ammaliamo le persone intorno a noi cambiano atteggiamento nei nostri confronti e, prendendo in qualche modo le distanze, pensano: «Cosa gli posso dire?, come lo posso aiutare?».
Come possiamo poter rinsaldare questa frattura che si è venuta a creare con l'evento malattia? La risposta è semplice ma al tempo stesso estremamente articolata: la medicina narrativa.
La Dott.ssa Charon ha espresso tre concetti fondamentali attreverso i quali è possibile creare questa sorta di ponte fra noi curatori e gli ammalati.

  • Attenzione: il prestare attenzione al racconto ed alle sensazioni espresse del paziente può sembrare una banalità ma spesso durante la nostra attività lavorativa, cadenzata da tempi ristretti, carenza di personale ecc., non riusciamo a prestare la dovuta “attenzione” ai racconti dei nostri pazienti.
  • Rappresentazione: alcuni vissuti dei pazienti risultano essere molto complessi e risulta utile quindi, previa formazione e contesto favorevole, la scrittura. Scrivere significa rendere reale ciò che viviamo, significa dargli una forma e quindi capirlo meglio. La comprensione di ciò che ci sta accadendo come malati è fondamentale anche per chi ci cura.
  • Affiliazione: il racconto del vissuto di un paziente porta alla creazione di un legame, una complicità volta ad un obiettivo comune: la guarigione o comunque il raggiungimento di un goal terapeutico.
    Tale complicità che si viene a creare con il paziente sortisce inevitabilmente effetti positivi anche con tutto il personale sanitario che gravita intorno al paziente.

Vengono in qualche modo ad abbattersi tutti quei mecanismi gerarchici propri delle istituzioni sanitarie.

Tutti possiamo divenire testimoni dei racconti del vissuto di malattia indipendentemente dalla professione che facciamo in ambito sanitario.

Con questi tre concetti la Dott.ssa Rita Charon ha gettato le basi su numerosi spunti di riflessione. 

La medicina narrativa potrà diventare una nuova buona pratica clinica?

A mio avviso la risposta è certamente affermativa. Troppo spesso lavoriamo in contesti sovraccarichi, dati da carenze di varia natura quali l'omologazione di terapie, percorsi e trattamenti che fanno da padrone e spesso purtroppo ci sfugge l'individualità del singolo.
Un sincero grazie alla Dott.ssa Charon che ci ha regalato una mattinata illuminante.

(*)Irene Cecchini - Infermiera - Medicina d'urgenza P.O. Mugello (FI)

www.narrativemedicine.org

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