Mentre per gli infermieri si prevede una riforma con percorsi specialistici per rendere più attrattiva la loro formazione, per gli Oss non si fa altro che consolidarne il ruolo di lavoratori sfruttati, privi di un adeguato riconoscimento giuridico ed economico
. Così Angelo Minghetti (Federazione Migep), Gennaro Sorrentino (Stati Generali degli Oss) e Antonio Squarcella (SHC Oss) commentano l'intervento alla Camera del ministro della Salute Schillaci durante il Question Time “Renderemo più attrattive le professioni infermieristiche revisionando i percorsi formativi”. Denunciando una crescente superficialità ed indifferenza della politica nei confronti dei 350mila Oss presenti su tutto il territorio nazionale, i rappresentanti sindacali chiedono alle istituzioni risposte concrete per salvaguardare il futuro di questa figura con un intervento strutturale, serio ed urgente, che riconosca anche valore degli Oss e promuova la loro crescita professionale attraverso percorsi formativi adeguati.
Sottovalutati e senza tutele, Oss si ribellano a politica che li ignora
Migep, Stati Generali degli Oss e SHC Oss chiedono alle istituzioni un intervento strutturale, serio ed urgente, che riconosca il valore degli Oss.
La politica si ostina ad ignorare gli Oss. Premia alcune categorie professionali mentre ne abbandona altre che da sempre garantiscono il funzionamento dell'assistenza sanitaria
, precisano.
Non sappiamo per quanto ancora questa professione riuscirà a reggere. Il rischio è quello di un sistema sempre più fragile, che mette sotto pressione gli Oss e compromette la qualità dell'assistenza - avvertono -. La politica vuole raggiungere lo standard europeo rilanciando la sola professione infermieristica a causa dei salari insufficienti.
Se gli investimenti o il raggiungimento di questi standard vengono destinati ad una sola professione e non a tutto il comparto, quale sarà il futuro dell'assistenza sanitaria italiana?
, si interrogano perplessi.
Spiegano che il Governo ha una doppia sfida da affrontare perchè non si trova davanti solo gli infermieri, che chiedono più investimenti e una revisione della loro formazione.
Ci sono anche gli Oss, che lottano per il riconoscimento della loro professione, per il chiarimento delle competenze, per normative certe e per una qualità dell'assistenza adeguata e un aumento stipendiale che vada a coprire l'inflazione.
La politica ha relegato gli Oss a semplici figure tecniche di interesse sanitario, negando loro perfino il diritto alla formazione continua ed obbligatoria - spiegano -. Dobbiamo purtroppo osservare che si continua ad assistere alla sottovalutazione dell'oss, al gravoso risparmio del personale e delle risorse sanitarie, alla mancanza di contratti nazionali adeguati e alla frammentazione del sistema pubblico e privato
.
Chiedono innazitutto un intervento urgente per garantire un nmero adeguato di Oss nelle strutture sanitarie, nelle Rsa, sul territorio e nei servizi sociali. Se ne conta una carenza di circa 70mila unità. Questa situazione rappresenta una criticità che incide negativamente sulla qualità dell'assistenza erogata e sul rispetto del Livelli Essenziali di Assistenza
, sottolineano. Eppure, spiegano, il ministero non ne ha stimato il fabbisogno come invece ha fatto per gli infermieri per i quali ha stanziato 250 milioni di euro per il 2025 ed altri 350 milioni per il 2026 al fine di potenziare le strutture sanitarie con altre 19600 unità.
È urgente promuovere altresì politiche salariali che valorizzino il ruolo degli Oss e la creazione di un contratto unico che stabilisca pari condizioni per tutti senza differenza tra pubblico e privato
, continuano illustrando che gli stipendi degli operatori sociosanitari oscillano tra i 900 e i 1350 euro. Sono cifre che non tengono minimamente conto dell'importanza vitale dell'Oss per la sanità pubblica e privata
.
Ritengono poi utile, anche alla luce dei numerosi casi di malasanità e in considerazione delle nuove reti territoriali e del crescente fabbisogno assistenziale, condurre un'analisi approfondita del rapporto Oss/posti letto in tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie.
Gli attuali standard sono obsoleti e inadeguati per garantire la continuità assistenziale nel nuovo assetto sanitario
, denunciano spiegando come il rapporto di 0,30 Oss per posto letto, previsto dalle attuali linee guida, sia del tutto insufficiente e necessiti pertanto di una immediata revisione.
Mentre si discute di competenze avanzate per gli infermieri e sul loro demansionamento in certi casi, gli Oss sono costretti a svolgere mansioni infermieristiche senza alcuna tutela giuridica ed assicurativa
, continuano affrontando anche questo aspetto.
Ormai il professionista sanitario non tocca più il paziente perché ritiene che farlo sia demansionamento per il proprio profilo. Il sentirsi demansionato è ormai radicato nella sua mentalità
, commentano sottolineando che non si tratta di una polemica ma di una realtà quotidiana che si verifica nei luoghi di lavoro. Nel frattempo le Regioni inventano nuove figure, come l'Oss strumentista o l'assistente infermiere, senza una formazione adeguata, sfruttando lavoratori senza riconoscimento e senza tutele
, aggiungono.
Parlare di opportunità per gli Oss significa pertanto parlare di un futuro migliore per tutta l'assistenza sanitaria italiana
, concludono auspicando che la situazione venga affrontata finalmente dai vari organi istituzionali. Continuiamo a vedere non la volontà ma soltanto dichiarazioni di facciata
.

MaxGen76
64 commenti
Non si può tacere oltre!!!
#1
Chi oggi pretende di paragonare la figura dell’OSS a quella dell’infermiere, compie un’operazione non solo ridicola, ma anche pericolosa: perché trasforma il dibattito in una “guerra tra poveri”, dove chi ha una formazione basilare reclama di sedere al tavolo dei professionisti!
L’OSS nasce come figura di supporto, non come professione sanitaria autonoma. La differenza non è un dettaglio burocratico, ma un fondamento giuridico e deontologico!
Invocare “pari dignità” tra OSS e infermieri equivale a confondere il muratore con l’ingegnere, il manovale con l’architetto: entrambi utili, ma non intercambiabili!
E qui sta il punto: i rappresentanti OSS, a mio parere, non difendono il valore reale della loro figura (che esiste e ha dignità nel suo ambito), ma tentano di scippare competenze che non possiedono, alimentando confusione e malasanità!
Il problema vero non è la politica che li ignora: è che essi stessi non accettano i limiti del loro ruolo. Gridano contro il “demansionamento” degli infermieri, ma dimenticano che il primo abuso quotidiano è proprio l’inverso: OSS che svolgono mansioni infermieristiche senza titolo, senza copertura assicurativa e senza competenze. Questo non è progresso, è sfruttamento, e a pagare è sempre il cittadino fragile, non tutelato!
Se gli OSS vogliono davvero migliorare la propria condizione, non devono usurpare la professione infermieristica, ma chiedere:
1. Standard contrattuali e salariali più equi
2. Definizione chiara delle competenze
3. Formazione continua adeguata, ma proporzionata al profilo.
Perché la verità è semplice e ineludibile:
•L’infermiere è una professione sanitaria laureata e autonoma.
•L’OSS è un operatore di supporto.
Chi nega questa realtà non difende i lavoratori, ma li illude con promesse impossibili, trasformando un legittimo bisogno di dignità in una sterile battaglia corporativa. I loro rappresentanti stanno conducendo gli OSS in una battaglia sbagliata, che non li renderà medici né infermieri!