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Operatori Socio Sanitari

La Spezia, per 120 Oss è l’ultimo giorno di lavoro

di Massimo Canorro

Gli operatori erano dipendenti della Coopservice, società che per molto tempo ha gestito i servizi Oss all’interno delle strutture dell’azienda sociosanitaria e il cui contratto con l’Asl5 è terminato proprio oggi. La rabbia dei sindacati di fronte ad un esito che più volte avevamo paventato. Inascoltati a tutti i livelli.

Scade il contratto di Coopservice con Asl, ultimo giorno per 120 Oss

Oggi è l’ultimo giorno di lavoro per i 120 operatori socio sanitari della Asl5 che, durante l’emergenza pandemica, hanno ricoperto un ruolo decisivo nella tutela della salute dei cittadini. Da domani, infatti, si ritroveranno a casa.

Si tratta di lavoratori che erano alle dipendenze della Coopservice, la cooperativa che per lungo tempo ha gestito i servizi Oss all’interno delle strutture dell’azienda sociosanitaria, la cui ultima proroga al contratto d’appalto termina proprio oggi, martedì 31 maggio.

Così, con la scadenza del contratto, le 120 famiglie interessate rischiano di vivere un vero e proprio dramma. Nell’agosto 2021, con il concorso di Asl5 che aveva appena dato il via al proprio percorso, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, Fials avevano sottoscritto un comunicato nel quale esprimevano timore per il rischio di una macelleria sociale che lascia a casa senza prospettive più di 100 lavoratori i quali, per anni, hanno svolto un servizio essenziale presso i nostri ospedali pubblici.

Parliamo, in larga parte, degli operatori che avevano tentato (senza successo) il concorso di Asl5 per l’assunzione di 159 Oss a tempo determinato nell’ambito dell’internalizzazione del servizio, e che si erano visti respingere anche il ricorso al Tar per ottenere l’annullamento delle procedure di gara.

In parallelo Coopservice, in occasione dell’incontro sindacale del 31 marzo, aveva comunicato l’apertura – nei giorni a seguire – della procedura per licenziamento collettivo per 120 unità lavorative. Da parte loro, i sindacati avevano fatto presente che sarebbe bastato incrementare il fabbisogno delle unità, come peraltro riconosciuto da Regione Liguria, e dare attuazione alle nuove norme per garantire continuità occupazionale presso l’Asl a tutti i lavoratori di Coopservice.

Oggi ad alzare la voce, in particolare, è Spezia Bene Comune – lista collegata alla candidatura a sindaco per il centrosinistra Piera Sommovigo – che ha organizzato un presidio per denunciare questa vergognosa situazione e per chiedere alla politica che ci governa di assumersi le sue responsabilità e salvare questi posti di lavoro tutelando così la salute dei cittadini spezzini che senza di loro sarebbe messa a repentaglio. Chiedendo, in particolare, interventi concreti e straordinari della Regione, che non possono più attendere.

E se prima l’obiettivo primario – purtroppo andato fallito – era la stabilizzazione (a maggior ragione per fronteggiare il fabbisogno di personale per gli anni a venire), adesso l’opzione è individuare un iter di ricollocazione che tuteli le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Non bypassando l’aspetto degli ammortizzatori sociali, che dovranno giungere – perlomeno, questo è l’auspicio – in mondo tempestivo ed esauriente.

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