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OSS: igiene perineale e genitale del paziente

di Redazione

Tra le mansioni dell'OSS vi è anche l’igiene del paziente e in particolare quella dell’area perineale e genitale. Scopriamo insieme a cosa deve fare attenzione l’OSS e perché è importante utilizzare i giusti presidi e passare sempre dal pulito allo sporco.

igiene-paziente-allettatoDal pulito allo sporto. Lo avranno ripetuto migliaia di volte al Corso di Formazione per Operatori Socio Sanitari. Spesso questa semplice regola viene trasgredita e le infezioni nelle aree genitali aumentato. Accade in tutte le strutture ospedaliere e di ricovero pubbliche e private, dove da molti anni si sta combattendo un’agguerrita battaglia contro le infezioni legate all’assistenza.

Gli Operatori Socio Sanitari sono delle figure di supporto all’Infermiere nelle attività di base

Gli OSS, come gli Infermieri e tutti i professionisti della salute che orbitano attorno ad un paziente, devono tenere bene a mente che una igiene fatta male può danneggiare anche seriamente l’assistito.

L’attribuzione del compito

Questo tipo di igiene può essere liberamente attribuito dall’Infermiere all’Operatore Socio Sanitario, ma preventivamente il primo deve essere cosciente delle conoscenze e delle abilità tecniche del secondo. Inoltre, in nessun caso quando la complessità assistenziale dell’utente richiede particolari interventi del Professionista Infermiere, si può delegare tale compito all’OSS.

Il comportamento corretto

L’Operatore Socio Sanitario, di cui ci occupiamo in questo servizio, deve saper compiere alla perfezione l’igiene perineale e genitale dell’utente e quando l’utente è autonomo insegnare allo stesso le regole fondamentali: mai contaminare! Questo per evitare infezioni e complicanze che spesso sono correlate alle condizioni di salute dell’assistito.

Non sono pochi i casi di infezioni gravi e setticemie derivanti dalla contaminazione di ferite chirurgiche, lesioni da pressione, deiescenze, stomie, PEG, cateteri vescicali. In molti casi l’esito finale è la morte del malcapitato.

Ecco perché, prima di iniziare qualsivoglia manovra, occorre informare il paziente sulla procedura che si andrà a compiere, creare il setting necessario, garantire il comfort, preparare il materiale occorrente e fare attenzione:

    1. alle capacità psico-fisiche dell’assistito di tollerare la procedura (comprensione e grado di autonomia, movimenti, circolazione, sensibilità degli arti e mobilità);
    2. ai parametri vitali (frequenza respiratoria, saturazione periferica di ossigeno, ritmo respiratorio, frequenza cardiaca, pressione arteriosa, ecc.);
    3. ad eventuali azioni di resistenza o non accettazione della procedura (in questi casi se non si è in grado di gestire l’utente occorre informare l’Infermiere e farsi aiutare, ricordandosi sempre di mettere in sicurezza il paziente);
    4. alle condizioni generali della cute (in presenza di lesioni, infezioni, flogosi, secchezza, macerazioni e qualsivoglia ulteriore anomalia occorre avvisare immediatamente l’Infermiere di turno);
    5. ai dati eventualmente registrati in precedenti procedure sullo stesso utente.

La fase dell’accertamento

L’igiene dell’area del perineo e dei genitali ha bisogno di attenzioni particolari.

Occorre, per esempio, valutare la presenza di:

    • lesioni;
    • infiammazioni;
    • infezioni;
    • gonfiori;
    • macerazioni;
    • escoriazioni;
    • irritazioni;
    • secrezioni;
    • presenza di feci e/o urine;
    • dolore;
    • disagio;
    • odori non avvertiti in precedenza.


In presenza di uno o più potenziali “eventi sentinella” occorre avvisare immediatamente l’Infermiere di turno.

Inoltre, è bene valutare la presenza di:

    • cateteri vescicali;
    • ferite chirurgiche al retto e al perineo;
    • qualsivoglia altra anomalia.

In tutti i casi si deve essere padroni di ciò che si andrà ad eseguire, conoscere minuziosamente la procedura è quindi fondamentale.

Se il paziente è autonomo, è possibile farsi aiutare, ma occorrerà preventivamente stabilire il grado di auto-sufficienza e il livello di comprensione della procedura corretta. A tal proposito bisogna ricordare che il paziente è un assistito e che le responsabilità in ogni caso sono di chi fornisce la prestazione tecnica o sanitaria, al di là se lo si fa direttamente o indirettamente (quando a igienizzarsi in autonomia è proprio l’utente).

Dal pulito allo sporco!

Durante il Corso di formazione per ottenere la qualifica di Operatore Socio Sanitario l’avranno ripetuto fino all’ossessione: “occorre proseguire sempre in un’unica direzione, ovvero dal pulito allo sporco”. Tale affermazione ha una valenza scientifica e logica particolare: non dobbiamo mai portare i batteri nell’area pulita, per cui da questa si deve passare all’area più sporca. Di conseguenza occorre muoversi sempre dal perineo verso l’ano e mai viceversa. Solo così si possono evitare infezioni all’area perineale e, per vicinanza, a quella genitale.

Quell’indispensabile materiale

Per eseguire una corretta igiene del perineo e della zona genitale al letto del paziente è necessario preventivamente procurarsi:

    • gel per l’igiene delle mani;
    • guanti monouso;
    • brocca o bacinella con acqua tiepida (pulita);
    • sapone con PH neutro;
    • asciugamani da bagno;
    • eventuale “padella” (e/o telini monouso);
    • eventuali pannoloni e pannolini.

Gli stessi materiali possono essere utili nel caso di igiene in bagno (sia in autonomia, che in sostituzione parziale o totale).

Al termine della procedura ricordatevi sempre di riporre negli appositi e rispettivi contenitori la biancheria sporca e i rifiuti prodotti.

Per concludere, operate sempre come se davanti a voi ci fosse un vostro familiare, per il quale dareste continuamente il massimo di voi stessi.

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