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Fnopo: investire sull’ostetrica per la salute delle donne

di Massimo Canorro

Concreto sostegno alla sanità per la donna, il nascituro, la coppia e la famiglia. La Federazione nazionale ordini professione ostetriche abbraccia il discorso del premier Mario Draghi, intervenuto agli Stati generali della Natalità a Roma. Al contempo, però, la Fnopo lancia l’allarme sui gravi effetti legati alla denatalità.

Appello Fnopo a Draghi e Speranza: investire concretamente su ostetriche

Fnopo a Draghi e Speranza: investire sulle ostetriche per salute donne e contro denatalità

Un’Italia senza figli non ha futuro, dobbiamo supportare i giovani a tornare a credere nel domani, le parole del premier Mario Draghi nel corso del suo intervento alla prima edizione degli Stati generali della Natalità a Roma. Un evento organizzato per riflettere su un argomento in grado di unire tutto il sistema paese, cercando una serie di risposte concrete per invertire il trend demografico.

Senza dimenticare, per forza di cose, che il declino demografico iniziato dal 2015 è stato accentuato dagli effetti prodotti dall’epidemia Covid-19. Il nuovo record di poche nascite (404 mila, dati Istat 2020) e l’elevato numero di decessi (746 mila), mai sperimentati dal secondo dopoguerra, aggravano la dinamica naturale negativa che contraddistingue l’Italia.

L’intervento di Draghi, ben più ampio rispetto alla dichiarazione riportata, ha trovato il parere favorevole della Fnopo, che ha rilasciato un comunicato in merito: Il comitato centrale della Federazione nazionale ordini professione ostetriche esprime il proprio apprezzamento per le parole del presidente del Consiglio in tema di natalità, o meglio della denatalità che da anni ormai caratterizza il nostro paese, poiché denotano la sua attenzione a questo argomento.

Da tempo, infatti, la Fnopo ammonisce sui gravi effetti legati alla denatalità. E l’appello, indirizzato tanto al premier Draghi quanto al ministro della Salute, Roberto Speranza, è che si pianifichino investimenti sull’intero territorio nazionale in favore della professione ostetrica, che si concretizzino in un numero consono di ostetriche/i dedicati alla salute della donna, all’interno di strutture organizzate in modo adeguato. Sintetizzando: ogni donna deve potere trovare le migliori condizioni di accoglienza, preparazione e assistenza alla gravidanza.

In particolare, la Fnopo condivide il passaggio del discorso dove il premier evidenzia che le motivazioni per la scarsa natalità sono in parte di tipo economico. Esiste infatti un rapporto diretto tra il numero delle nascite e la crescita economica. Tuttavia, anche nelle società che crescono più della nostra, la natalità è in calo. Ciò indica come il problema sia più profondo ed abbia a che fare con la mancanza di sicurezza e stabilità. Per decidere di avere figli, ho detto spesso che i giovani hanno bisogno di un lavoro certo, una casa e un sistema di welfare e servizi per l’infanzia.

Nonostante questo, però, l’analisi (seppur condivisibile) approda a misure di tipo prettamente economico, previste anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che poco hanno a che spartire con un tangibile sostegno alla sanità che ci si aspetterebbe per le donne, i nascituri, la coppia e la famiglia, esplicitano le rappresentanti nazionali della professione ostetrica. Un ruolo, quello dell’ostetrica/o – l’unica figura professionale sanitaria non medica specificamente formata per la presa in carico della gravidanza – rilevante anche dal punto di vista psicologico nei confronti di donne che spesso affrontano la maternità da sole e/o vittime di violenza.

Altro aspetto preoccupante è che – numeri alla mano – si è ridotta l’età delle giovani sessualmente attive ed è dunque iniziando da loro che si rende basilare intervenire con una corretta informazione sulla prevenzione da malattie sessualmente trasmissibili, per la promozione dei vaccini Hpv nonché di sani stili di vita. Uno dei primi punti su cui intervenire riguarda la popolazione di riferimento dell’ostetrica/o – spiega la Fnopo – che ad oggi viene circoscritta tra i 14 e i 64 anni e che invece va rivista affinché tutti gli interventi riguardino le giovani a partire degli 11 anni e le donne oltre i 64 anni.

In tale ottica il consultorio familiare è il luogo naturalmente privilegiato, ma al contempo deve essere messo in condizioni di funzionare, adeguando il personale ostetrico alla reale richiesta di bisogni di salute delle giovani e delle donne che, all’interno della struttura, possono essere seguite durante l’intero periodo perinatale e supportate dopo le dimissioni dal parto per l’allattamento materno. Lo scorso 5 maggio si è celebrata la Giornata internazionale dell’ostetrica, che esordì nel 1991. C’è ancora molto da fare.

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