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Salute

Disturbi alimentari, Governo ci ripensa e rifinanzia il Fondo

di Monica Vaccaretti

Il fondo per i disturbi alimentari - istituito per contrastare anoressia, bulimia e binge eating - che non era stato rifinanziato nell'ultima legge di bilancio, è stato nuovamente stanziato con un emendamento al decreto Milleproroghe. Lo ha annunciato il ministro della Salute Schillaci dopo la polemica delle opposizioni sul mancato rifinanziamento e le preoccupazioni espresse dalle associazioni che avevano organizzato manifestazioni di protesta contro la decisione del governo, chiedendo fondi strutturali e permanenti.

Annunciato il rifinanziamento con un emendamento al decreto Milleproroghe

disturbi alimentari

Stanziato nuovamente il fondo per i disturbi alimentari con emendamento al decreto Milleproroghe.

Il fondo non è stato dimenticato nel Bilancio, ha rassicurato il ministro spiegando che si tratta intanto di uno stanziamento di 10 milioni, messi a disposizione dal ministero, fino all'entrata in vigore dei nuovi Lea previsto per il prossimo aprile.

Da ora in poi i fondi saranno strutturali, le risorse ci saranno sempre. Sarà così garantita finalmente la piena copertura finanziaria per l'erogazione delle prestazioni a beneficio di tutti i pazienti affetti da disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, ha dichiarato il ministro ricordando che nel biennio 2022-2023 lo stanziamento di 25 milioni di euro stabilito dal precedente governo era stato dichiaratamente a carattere temporaneo proprio perché mancava ancora, dal 2017, l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza.

Il governo non ha ritenuto necessario intervenire ancora con una somma straordinaria, come finora sperimentato, ma piuttosto procedere ad applicare i Lea per i quali è stato previsto uno stanziamento di 50 milioni nel 2024 e 200 milioni nel 2025. Tuttavia, si è reso necessario rifinanziare il fondo temporaneo a favore dei disturbi alimentari, anche soltanto per pochi mesi, perché i Lea non sono ancora scattati per motivi organizzativi da parte delle Regioni che ne hanno chiesto unanime rinvio. L'entrata in vigore dei Lea è stata pertanto riprogrammata al 1° aprile 2024.

In attesa della piena operatività del nuovo Nomenclatore tariffario e dell'ulteriore aggiornamento dei Lea, atteso per il primo semestre 2024, al fine di garantire ai pazienti con disturbi del comportamento alimentare un'appropriata presa in carico da parte delle strutture regionali ho deciso, con un emendamento che sarà proposto in conversione al decreto Milleproroghe, di mettere a disposizione del Fondo straordinario dedicato, pur in assenza della completa rendicontazione da parte delle Regioni, un fondo pari a 10 milioni di euro per il 2024.

Così si era espresso il ministro lo scorso 17 gennaio durante il Question Time alla Camera illustrando le misure in corso di adozione per contrastare le problematiche relative ai disturbi alimentari.

I soldi arriveranno, dovranno essere spesi e soprattutto dovranno essere spesi bene, ha ammonito Schillaci. Ad oggi risulta che le Regioni e le Province Autonome hanno impegnato il 59% dei fondi stanziati per il 2022 e il 2023 e speso solo il 3% del finanziamento complessivo, ha sottolineato illustrando i dati di una relazione presentata da un apposito comitato tecnico-scientifico.

Intanto le risorse complessive sono state ripartite sulla base delle quote in eccesso di fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l'anno 2021 ed entro il 31 ottobre 2024 Regioni e Province Autonome dovranno trasmettere una relazione e una rendicontazione finanziaria sulle attività svolte e sulle spese sostenute con le risorse del Fondo.

Il ministro ha spiegato che, grazie all'adozione del DM 23 giugno 2023 che ha permesso di dare finalmente concreta attuazione al Dpcm LEA 12 gennaio 2017, gli assistiti affetti da anoressia e bulimia potranno veder soddisfatto il loro diritto di usufruire in esenzione di 32 prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate per il monitoraggio del disturbo, la prevenzione delle complicanze e degli aggravamenti della malattia.

L'aggiornamento dei Lea prevede di aggiungere infatti, alle 16 già esistenti, altre 16 nuove prestazioni, tra cui la visita di controllo e quella psichiatrica, il prelievo di sangue venoso e la psicoterapia. A seconda della gravità del disturbo e della complessità della condizione clinica, gli assistiti potranno inoltre beneficiare dell'assistenza distrettuale ad accesso diretto, nonché di quella residenziale e semiresidenziale.

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