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Patologia

Glaucoma, il silenzioso ladro della vista

di Domenica Servidio

Definito anche "il silenzioso ladro della vista", il glaucoma rappresenta una fra le prime cause di cecità a livello mondiale dopo la cataratta. Si tratta di una patologia oculare correlata generalmente ad una pressione dell'occhio troppo elevata che, se non trattata, causa una riduzione del campo visivo fino alla completa cecità. Secondo l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), ne sono affette circa 55 milioni di persone nel mondo.

Malattia cronica del nervo ottico: caratteristiche e fisiopatologia

Il glaucoma è una malattia del nervo ottico nella quale si verifica una perdita caratteristica delle fibre, con incremento dell'escavazione della papilla ottica e riduzione del campo visivo.

Si stima, in Italia, che il glaucoma colpisca circa un milione di persone, ma la metà di esse non ne sarebbero a conoscenza perché non effettuano visite oculistiche periodiche complete (con controllo del fondo oculare, del tono ovvero della pressione oculare e del campo visivo).

L'evoluzione naturale della malattia, non trattata, é progressiva: il campo visivo si danneggia inizialmente nelle sue parti più periferiche, poi anche nella parte centrale, fino all'esito finale, la completa cecità.

Se diagnosticata e curata tempestivamente, la disabilità visiva provocata dal glaucoma (compresa l'ipovisione) può essere prevenuta. Si tratta della seconda causa di cecità a livello planetario dopo la cataratta, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, ma è la prima a carattere irreversibile: si calcola che nel mondo dai 4,5 ai 9 milioni di persone siano cieche per glaucoma.

Fisiopatologia del glaucoma

In condizioni normali all'interno dell'occhio è presente un liquido (umore acqueo) che viene continuamente prodotto e riassorbito. Pertanto, l'occhio si può paragonare a un piccolo serbatoio con un rubinetto e una via di deflusso sempre aperti.

Se quest'ultima è però ostruita, si avrà un aumento di pressione all'interno del serbatoio ovvero una maggiore pressione intraoculare. Se la pressione è troppo elevata, a lungo andare il bulbo oculare si danneggia a livello della testa del nervo ottico (che si trova nella zona centrale della retina). Dato che si tratta di danni irreversibili, è fondamentale evitarli mediante un'opportuna terapia.

Ipovisione e cecità

Noi percepiamo un oggetto che fissiamo insieme a tutto ciò che lo circonda: l'area complessivamente percepita costituisce il campo visivo. L'immagine viene trasmessa dalla retina al cervello tramite il nervo ottico, che si può paragonare a un cavo elettrico contenente milioni di fili. Ciascuno di essi trasporta le immagini relative a una parte del campo visivo: le traduzioni di questi segnali bioelettrici vanno a costituire l'immagine nella sua interezza.

Tuttavia, l'aumento della pressione danneggia irreparabilmente i neuroni che trasportano il segnale bioelettrico; dunque è come se si logorassero. Inizialmente il danno colpisce i "fili" che trasportano le immagini relative alla periferia del campo visivo: chi è malato continua a vedere l'oggetto che fissa, ma non si accorge che l'area visiva periferica si sta riducendo progressivamente (con perdita della visione laterale).

Da ultimo vengono lesi anche i "fili" che provengono da quella zona della retina con cui si fissano gli oggetti (macula) e, se il glaucoma non viene trattato con successo, si riduce l'acuità visiva fino alla cecità completa (danno del fascio di fibre nervose papillo-maculari).

Diagnosi del glaucoma

L'unico modo per effettuare una precoce diagnosi di glaucoma è sottoporsi a una visita oculistica completa. Nel corso della visita i parametri che devono essere controllati sono essenzialmente quattro: la pressione dell'occhio, l'aspetto del nervo ottico, il campo visivo e la valutazione del disco ottico.

Parametri da osservare per la diagnosi di glaucoma
Pressione intraoculare Con il tonometro può essere valutata la pressione all'interno del bulbo oculare in modo da individuare tempestivamente un eventuale aumento
Aspetto del nervo ottico Con l'oftalmoscopio il nervo ottico può essere osservato direttamente dallo specialista: nel caso del glaucoma si evidenzia un aumento della cosiddetta escavazione papillare
Campo visivo L'esame per valutarlo si chiama perimetria computerizzata. È un metodo d'indagine con cui si misura la sensibilità delle diverse zone della retina. Permette d'identificare precocemente i danni e di valutare l'efficacia della terapia molto meglio che con i precedenti metodi di perimetria manuale.
Valutazione del disco ottico Oggi è possibile effettuare la valutazione anche con nuovi esami strumentali semplici da effettuare (non invasivi) che consentono lo studio dettagliato della papilla ottica e, soprattutto, la misurazione dello spessore delle fibre nervose attorno ad essa, il cui assottigliamento è dovuto alla perdita di cellule retiniche (in particolare di quelle dette ganglionari e dei loro assoni)

Alcuni metodi nuovi introdotti nella pratica clinica per la valutazione del disco ottico sono: il CSLO (Confocal laser ophthalmoscopy ossia oftalmoscopia laser confocale), l'SLP (Scanning laser polarimetry ossia la polarimetria a scansione laser) e l'OCT (Optical Coherence Tomography ovvero la tomografia a coerenza ottica).

Le informazioni ottenute da questi strumenti d'imaging dovrebbero essere considerate complementari alle altre valutazioni cliniche. La diagnosi di glaucoma, infatti, non può essere esclusivamente basata sull'uso di queste tecniche. Inoltre è stato ipotizzato persino che si possa verificare una neurodegenerazione neuronale più ampia.

Glaucoma: come si cura

Il glaucoma é una malattia cronica (come l'ipertensione arteriosa) e come tale non può guarire definitivamente, mentre può e deve assolutamente essere curato per evitare la progressione alla menomazione visiva ed alla cecità.

La terapia iniziale è abitualmente medica: il medico specialista oculista prescrive uno o più colliri che riducono la pressione intraoculare ed il paziente deve instillare una goccia di collirio nell'occhio una o più volte al giorno, secondo la prescrizione del medico, tutti i giorni. La regolarità nell'assunzione della terapia é fondamentale perché questa possa essere efficace.

Quando la terapia medica non è sufficiente a ridurre la progressione del danno (in qualunque fase, dal glaucoma iniziale a quello avanzato), si ricorre a trattamenti laser parachirurgici e/o all'intervento chirurgico.

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