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Protocollo

Ittero e neonato asiatico, un protocollo dedicato

di Redazione

Il personale infermieristico e medico in tutte le fasi della gestione delle famiglie asiatiche devono confrontarsi con altre culture presenti nella nostra nazione, le quali hanno usanze e abitudini che possono contrastare con le nostre. Prende spunto da questo assunto lo studio di Chiara Selmi, infermiera dell’Asl Toscana Centro dell’Ospedale di Prato, e di Stefania Cozza, infermiera del Meyer, sull’ittero e il neonato asiatico.

Ittero e neonato asiatico, uno studio infermieristico

neonato asiatico cinese

Lo studio prende in analisi i neonati asiatici

L’ittero è una manifestazione molto comune in epoca neonatale presente in circa il 50% dei neonati a termine e nel 70% dei neonati pretermine; è caratterizzato dalla colorazione giallastra della cute e delle sclere come conseguenza dell’aumento del pigmento bilirubina; compare tra la 2° e la 3° giornata di vita.

Si tratta di una condizione benigna, dovuta a un accumulo del prodotto di degradazione dell’emoglobina, la bilirubina, contenuta nei globuli rossi deputati al trasporto dell’ossigeno. Durante la vita intrauterina l’escrezione della bilirubina del feto avviene attraverso il fegato della madre; alla nascita tale funzione dovrebbe essere svolta dal fegato del neonato che però è ancora fisiologicamente immaturo e quindi non in grado di svolgere appieno tale attività depurativa. La maggior parte della bilirubina viene trasportata nel plasma legata all’albumina e solo una piccola frazione non ne è normalmente legata; questa parte libera è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, causando danni neurotossici che, se non trattati tempestivamente, portano al kernittero.

Backgroud della provincia di Prato

Secondo i dati Istat, la provincia di Prato è la terza provincia a livello nazionale con il maggior numero di residenti cinesi in Italia con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. La provincia dalla quale proviene la maggior parte dei cittadini cinesi è quella dello Zhejiang, con una presenza del 48,9% di donne. Gli alunni di cittadinanza non italiana presenti nelle scuole toscane sono 62.449 di cui il 33,8% nelle scuole primarie; il 24% di alunni presenti nelle scuole italiane risiede nella provincia di Prato.

Scopo dello studio su ittero e neonato asiatico

Alla luce di queste considerazioni lo scopo dello studio è di evidenziare le differenze di valutazione e di gestione dell’ittero neonatale nell’unità operativa di pediatria e neonatologia dell’Ospedale di Prato tra i bambini europei e i bambini cinesi, tramite la stesura di un protocollo per la gestione del neonato asiatico in Italia, tenendo anche in considerazione l'ottica dell'infermieristica transculturale, esigenza attualmente fondamentale nel panorama assistenziale italiano.

La nostra attenzione è rivolta ai bambini di origine asiatica e in particolare ai bambini cinesi, per due motivazioni: la prima è resa evidente dal contenuto delle linee guida dell’American Academy of Pediatrics, che indicano come fattore di rischio maggiore l’appartenenza alla razza asiatica per lo sviluppo dell’ittero neonatale, la seconda è l'andamento dell'ittero nel paziente asiatico che differisce, rispetto al bambino europeo, in quanto il livello di bilirubina è riferito più alto rispetto ai bambini caucasici, con un picco manifestato al 5° giorno dalla nascita, rispetto al 3° giorno di vita dei bambini europei. Infine, la presenza dell'importante comunità cinese nel tessuto urbano di Prato impone di tenere in ampia considerazione i pazienti che necessitano di qualsiasi attività sanitaria.

I risultati dello studio

Il trattamento dell’iperbilirubinemia, secondo le linee guida Aap, consiglia l’inizio del trattamento fototerapico a 72 ore di vita a con valori di bilirubina compresi nel 95° percentile del normogramma secondo Buthani; nella nostra unità la bilirubina è rilevata quotidianamente dall'infermiere mediante l’utilizzo del bilirubinometro transcutaneo: nel caso in cui i valori siano superiori rispetto ai limiti previsti viene eseguito prelievo capillare per dosaggio della bilirubina sierica, rispettivamente nei neonati a medio e basso rischio.

Florence Nightingale

Per verificare se l’atteggiamento da noi adottato con i bambini di origine asiatica fosse correttamente rispondente alle esigenze del neonato, abbiamo contattato l’Ospedale Pediatrico di Zhejiang in Cina per ottenere informazioni sul protocollo da loro attuato per la gestione e il trattamento dell’ittero, in modo da potere mettere i nostri dati a confronto. Le indicazioni provenienti dall’ospedale di Zhejiang per l’inizio della Ft sempre a 72 ore indicano un valore di partenza ≥ 15mg/dl senza suddivisione sulla base del rischio, mentre le Aap indicano un valore di partenza superiore o uguale a 12 mg/dl. La tabella illustra le indicazioni fornite dall'ospedale di Zhejiang.

Vista la contrapposizione con le indicazioni fornite dalla struttura sanitaria cinese che non distingue fattori di rischio e, in considerazione del fatto che, negli anni scorsi non si sono verificati casi di kernittero nei bambini cinesi che hanno manifestato ittero in terza giornata, diventa necessario eseguire la valutazione quotidiana della bilirubinemia transcutanea in tutti i nuovi nati; da tenere presente che il colore base della cute varia nelle diverse etnie ed è condizionato dalla genetica e dall’ubicazione geografica, inoltre la variabilità individuale del colore cutaneo è funzione della quantità e della qualità dei pigmenti costitutivi e della loro distribuzione.

Così è stato messo in atto un protocollo operativo dedicato ai neonati asiatici che prevede i seguenti step:

L’infermieristica transculturale e il suo ruolo primario

Per l’infermiere, che è a stretto contatto con le famiglie, diventa obbligo mettere in pratica l’infermieristica transculturale, un'area di studio e esercizio professionale che pone il proprio interesse principale sul confronto delle differenze e le affinità esistenti tra le credenze, i valori e gli stili di vita delle culture, nell'ambito dell'assistenza agli esseri umani al fine di offrire un'assistenza sanitaria culturalmente congruente, utile e valida. Si prefigge lo scopo di formare una nuova generazione di infermieri preparati, sensibili, competenti e affidabili per assistere in maniera utile, esplicita e vantaggiosa persone con modi di vivere, valori, credenze e usanze simili o diverse, per acquisire la capacità di comprendere e rispettare un diverso modo di essere, abitudini e percezioni differenti, diversi modi di interpretare un sintomo o un malessere. Infine è da ricordare che in tutte le culture le dinamiche familiari si riflettono sulla salute dei figli e che ottenere il massimo grado di compliance è necessario per arrivare ai risultati terapeutici richiesti. In questo periodo di valutazione i casi di ricovero per fototerapia sono stati del 40% rispetto al totale, a dimostrare il buon grado di compliance e di empowerment che l'infermiere ha ottenuto attraverso il suo lavoro quotidiano.

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