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Taranto. A rischio i corsi di laurea, la protesta degli studenti

di Ferdinando Iacuaniello

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TARANTO. Una città già martoriata da tantissimi problemi causati dall'ILVA, sta vivendo un ulteriore dramma tutto a discapito dei giovani, proprio loro che dovrebbero essere il futuro per una città che ha voglia di riscatto.

tre corsi di Laurea: Infermieristica, Fisioterapia e Tecnico della Prevenzione Ambientale, esistenti a Taranto, sono a rischio chiusura a causa di contenziosi tra ASL, Policlinico Universitario di Bari e docenti.


 

Se l'Università non riuscirà a risolvere le criticità emerse, a rimetterci saranno solo gli studenti, che si vedranno assegnati nelle altre sedi della Puglia, con un costo a carico delle famiglie.

 

Negli anni hanno affrontato diverse battaglie. Dapprima quella di riuscire ad avere una sede fisica a norma per poter svolgere le attività didattiche, in precedenza la struttura era per trequarti abbandonata e a ridosso dell'ILVA; dopo l'ordine di sgombro del Prefetto, protestarono presso l'Ateno barese riuscendo a ottenere le aule della sede di Taranto del Politecnico di Bari e l'impegno dell'ASL per la ristrutturazione delle stesse per renderle idonee.

 

Oggi la chiusura della sede è davvero imminente, il rischio è che si punti il dito dando la colpa ai 300 docenti che hanno fatto causa al Policlinico di Bari, sottopagati e senza il riconoscimento delle spese di trasporto, mai rimborsate. Il TAR, nella sentenza di marzo, ha deciso che l'ammontare del debito dell'Università con i docenti è pari a circa 33 milioni di euro.

 

Nel frattempo i mesi son trascorsi, ci sono stati i test di ammissione e tra l'opzione tra le scelte di sede, c'era anche Taranto, le graduatorie sono state stilate e le classi si sono formate. Ma ad oggi, non risulta che l'Università abbia saldato il debito.

 

Circa 76 docenti, stanchi di tutta questa situazione, si sono dimessi, questo ha dato come risultato la perdita del requisito previsto dalla legge per avviare un corso di laurea e cioè almeno il 50% dei docenti deve essere universitario.

 

Quindi la soluzione più semplice per l'Università è chiudere il polo Tarantino e smistare gli studenti tra le altre sedi della Puglia.

 

Ma loro non ci stanno e si oppongono. Con la manifestazione del 2 ottobre, sperano di far sentire la loro voce in ogni modo per chiedere al Ministero una proroga di 30 giorni per la presentazione delle schede SUA dei docenti, scaduto lo scorso 30 settembre 2014, nella speranza di trovare una soluzione.

 

"Il trasferimento – dichiara Noemi, studentessa al III anno creerebbe enormi disagi, alloggi, trasporti per i pendolari, spese per chi non ha disponibilità economica e ha scelto Taranto proprio per non spendere tanti soldi".

  

"Farebbero morire Taranto stessa, Taranto è una città martoriata da tantissimi problemicontinua Noemieliminare questa Università, di corsi sanitari per di più, significherebbe farla morire. Taranto che dovrebbe avere di più, come un ospedale specialistico per i cronici, un centro per i soggetti tumorali, un'Università propria con facoltà di medicina e chirurgia. Taranto tutto questo lo merita e potrebbe averlo!

 

Per ora hanno solo l'impegno del Preside di facoltà che ha rassicurato i ragazzi, garantendo che farà il possibile per trovare una soluzione. 

 

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