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Sindacato

Calabria, sanitari senza indennità Covid

di Massimo Canorro

Ogni mese siamo costretti a venire sotto la sede della Regione, a Catanzaro, per ricordare all’ente le mancanze che sta avendo nei confronti dei sanitari. Così i rappresentanti dell’Usb Calabria, che senza troppi giri di parole lamentano: Non ancora avviate le procedure per la stabilizzazione del personale sanitario.

Assegnazione delle indennità Covid in ritardo in Calabria

I rappresentanti dell'Usb Calabria lamentano ritardi nell'assegnazione delle indennità Covid e le mancate procedure di stabilizzazione.

Precari Covid-19: stabilizzazioni in Emilia-Romagna e Piemonte. E in merito al sud Italia, con particolare riferimento alla Calabria? Tutto tace. Come hanno spiegato i rappresentanti dell’Usb comparto sanità durante una manifestazione, a Catanzaro, promossa per rimarcare i ritardi relativi all’assegnazione delle indennità da Covid.

Queste le parole espresse dal sindacato: Ad oggi la Regione non ha erogato i soldi del premio Covid, nonostante le promesse. La Calabria è l’unica Regione che non lo ha erogato. Siamo stati definiti eroi, tante belle parole, ma a conti fatti non abbiamo avuto nulla.

Secondo l’Usb Calabria la regione amministrata da Roberto Occhiuto è quella che, a livello nazionale, ha fatto più largo uso di contratti atipici e a termine: circa 1.800. Riavvolgendo il nastro, lo scorso 20 giugno una nota del Dipartimento tutela della salute della Regione Calabria riportava che facendo seguito agli incontri del 9 giugno, è stato sottoscritto – tra la Regione Calabria e le organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza area sanità – l’accordo per l’applicazione dell’articolo 1, comma 268, Legge 234/21(“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”).

Quindi proseguiva: Regione e sindacati, nella comune consapevolezza della necessità di un rafforzamento strutturale del Servizio sanitario regionale, hanno condiviso l’iter procedurale finalizzato alla approvazione di Piani assunzionali potenziati rispetto alle dotazioni vigenti e alle stabilizzazioni del personale in possesso dei requisiti previsti dalle disposizioni normative.

Per poi concludere: Il testo dell’accordo sottoscritto prevede, inoltre, al fine di garantire la continuità dei servizi e non compromettere lo svolgimento di attività essenziali, strettamente connesse alle esigenze di tutela della salute pubblica, l’emanazione di apposita circolare volta a disciplinare il mantenimento in servizio del personale precario coerente e correlato con i Piani dei fabbisogni e delle assunzioni.

Dalla diffusione della nota sono trascorsi tre mesi, con l’Usb Calabria che continua ad esprimere tutte le proprie perplessità. Sanità calabrese che è in crisi anche per la carenza di professionisti sanitari. Parola di Fausto Sposato, presidente dell’Opi Cosenza, che premette: Non servono conflitti professionali né tantomeno politici. Confrontiamoci sui temi reali e in rapporto ai bisogni delle persone e dei pazienti.

Da dove partire secondo Sposato? Dalla proposta della mobilità extraregionale per far rientrare i nostri giovani, spiega. E ancora, bisogna istituire un concorso regionale a tempo indeterminato, che allontana la precarietà e favorisce chi, invece, vuole partecipare.

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