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COVID-19

Gestione domiciliare pazienti con infezione da Sars-CoV-2

di Redazione

Il ministero della Salute ha pubblicato il documento che fornisce le indicazioni per la presa in carico dei pazienti Covid-19 in isolamento domiciliare. Le linee guida raccomandano un forte raccordo tra i medici di famiglia e le Usca, mentre evidenziano la non efficacia di vitamine, integratori alimentari e dell’idrossiclorochina, il cui uso non è raccomandato né a scopo preventivo né a scopo curativo.

Cure a domicilio dei pazienti Covid, le linee guida del Ministero

Misurazione periodica del grado di saturazione di ossigeno, cortisone solo per i pazienti gravi che necessitano di ossigeno, sì al paracetamolo, no ad eparina, antibiotici e idrossiclorochina. Sono alcune delle indicazioni fornite dal ministero della Salute nella circolare contenente le linee guida per le cure a domicilio dei pazienti Covid. Una corretta gestione del caso fin dalla diagnosi - si legge nella premessa - consente di attuare un flusso che abbia il duplice scopo di mettere in sicurezza il paziente e di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di Pronto soccorso.

È su questa scia che viene sottolineata la raccomandazione di un forte raccordo tra i Medici di Medicina Generale (MMG) e i Pediatri di Libera Scelta (PLS) con il personale delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) e con eventuali unità di assistenza presenti sul territorio.

Importanza del saturimetro a domicilio

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I pazienti affetti da Covid-19 a maggior rischio di mortalità sono quelli che si presentano con livelli più bassi di ossigenazione ematica.

La pulsossimetria domiciliare fornisce un’informazione medica di cruciale importanza per identificare la cosiddetta “ipossiemia silente”, cioè la condizione clinica caratterizzata da bassi livelli ematici di ossigeno in assenza di significativa sensazione soggettiva di dispnea e di rilevazione di segni di iniziale impegno respiratorio tipica di Covid-19 e il conseguente rapido peggioramento clinico del paziente.

L’utilizzo diffuso del pulsossimetro - continua il documento - potrebbe ridurre gli accessi potenzialmente inappropriati ai servizi di pronto soccorso degli ospedali, identificando nel contempo prontamente i pazienti che necessitano di una rapida presa in carico da parte dei servizi sanitari.

Saturazione: valore soglia di sicurezza per paziente Covid-19 al domicilio

Sulla base dell’analisi della letteratura scientifica disponibile ad oggi e sulla base delle caratteristiche tecniche dei saturimetri disponibili in commercio per uso extra-ospedaliero, il Ministero ritiene di considerare come valore soglia di sicurezza per un paziente Covid-19 domiciliato il 92% di saturazione dell’ossigeno (SpO2) in aria ambiente. Valori di saturazione superiori a questo limite, infatti, hanno una assai bassa probabilità di associarsi a un quadro di polmonite interstiziale grave.

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