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COVID-19

Infermiera pro vax insultata e intimidita via social

di Massimo Canorro

Minacciata di morte dai no-vax e ritenuta una professionista non seria per il dovere che avverte nella divulgazione scientifica in favore dei vaccini. È quanto sta avvenendo a Stefania Piscopo, infermiera 47enne di Magenta (Milano). Mi inquieta il mix di violenza, arroganza e ignoranza degli attacchi che ricevo.

Shitstorm ai danni di un'infermiera perché favorevole al vaccino Covid

Minacce agli infermieri vaccinati da parte dei no vax. La violenza corre sui social e purtroppo sembrano non bastare neppure gli ammonimenti della Fnopi, che per voce della sua presidente, Barbara Mangiacavalli, ha comunicato l’intenzione, come Federazione, di denunciare i no vax che minacciano i professionisti sanitari vaccinati. L’obiettivo è quello di tutelare i colleghi presidenti e professionisti e, come infermieri, per assicurare ai cittadini di essere sempre in prima linea per garantire la loro salute, le parole espresse.

Minacce ai colleghi, ma non solo. Ed è il caso di Stefania Piscopo, infermiera (e scrittrice) di Magenta, nel milanese, che da oltre due mesi riceve ingiurie e minacce via internet. Il suo “errore”? L’impegno che la 47enne ha messo in campo nella divulgazione scientifica in favore dei vaccini.

Per aver espresso la mia opinione sull’importanza del vaccino Covid sono stata vittima (per la prima volta) di uno “shitstorm”. Ho cancellato molti dei commenti arrivati, segnalato e bloccato profili. Mi hanno augurato anche di morire con qualcuno che mi “inietta aria nelle vene”. Non ho risposto ai messaggi minacciosi in privato. Non avrei mai – e dico mai – pensato di percepire tanta violenza, anche se solo verbale, le parole che Piscopo ha scritto sulla sua pagina Facebook (“Stefania, infermiera). Ed effettivamente sono tanti i commenti violenti nei suoi confronti.

E se il più “edulcorato” è non è una seria professionista, statene alla larga, a leggere gli altri vengono i brividi: da guardati le spalle a spero che muori male. E ancora – seppur non rivolto direttamente a lei – dovrebbero arrestare tutti quelli che fanno figurare morti per Coronavirus quelle persone che in realtà non lo sono, per poter ricevere più sussidi dallo Stato.

Ecco, in tempo di pandemia di Covid-19 l’infermiera ha cercato – a questo punto, spesso senza successo – di offrire ai suoi lettori, sanitari e non, un punto di vista scientifico su quanto accade nel mondo. E a distanza di settimane – l’incipit di tutto è a fine luglio, quando la professionista sanitaria è incappata in un post no-vax che spiegava come aggirare il green pass (c’è anche chi minaccia gli infermieri per ricevere il certificato verde senza vaccinarsi); post che ha subito ricondiviso sulla sua pagina chiedendo ai propri contatti di segnalare “uscite” del genere – gli insulti nei suoi confronti non si placano.

Certo, sono tanti i messaggi di solidarietà che Piscopo ha ricevuto sia sui social sia di persona (con i colleghi e gli amici ci ridiamo su ma in effetti ciò che trovo più preoccupante è il mix di violenza, arroganza e ignoranza che traspare da questi attacchi personali), ma ciò conforta solo in parte, poiché a un certo punto l’infermiera ha capito che bloccare i contatti “malevoli” non era sufficiente, che le minacce di ogni genere proseguivano ad arrivare e dunque ha deciso di rivolgersi alla polizia postale: Mi è perfino sorto il dubbio di essere finita tra i bersagli in qualche gruppo social no vax, perché all’improvviso mi attaccano tutti insieme, come se fossero d’accordo.

E a chi le chiede se perseverare sia davvero la cosa migliore, Piscopo replica: Lo ritengo un dovere. Quelle che mi ritrovo a leggere sono parole dure, ma non sono spaventata e proseguo per la mia strada. E facendo notare, lei stessa, che non ho mai accusato nessuno di stupidità, ho solo affermato che il vaccino serve. Mi piace discutere con chi ha dei dubbi o non è d’accordo con me, ma determinati toni e certe affermazioni sono inammissibili.

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