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Infermiere

Minacciato per ottenere falso green pass senza vaccino

di Massimo Canorro

È caccia ai due aggressori no vax che nel pomeriggio di lunedì 20 settembre hanno intimidito un infermiere fuori dal centro vaccinale. La coppia intendeva ottenere il green pass senza vaccinarsi, ma il professionista sanitario è riuscito ad avvisare la polizia. Nel frattempo, a Rieti, l’Asl ha sospeso otto sanitari perché non vaccinati.

Minacciano un infermiere per ottenere il green pass senza vaccinarsi

Latina: intimidiscono un infermiere per ottenere green pass senza vaccino. Indagini in corso

Dopo l’infermiera che fingeva di vaccinare gli amici no vax, in quel di Treviso, un altro fatto di cronaca – altrettanto incredibile – arriva da Latina, dove un professionista sanitario è stato minacciato appena fuori dal centro vaccinale da due uomini. Che adesso le forze dell’ordine, che indagano sull’accaduto, cercano di identificare.

I due erano pronti a tutto pur di ottenere la certificazione verde che attesta l’avvenuta somministrazione del vaccino, ma – aspetto tutt’altro che legale – senza farsi di fatto vaccinare.

Con il documento falso avrebbero dunque potuto scaricare il green pass e “passare” per cittadini vaccinati contro il Covid-19. Così intorno alle 16.30 del 21 settembre entrambi, con atteggiamento sospetto, hanno avvicinato un infermiere fuori dall’hub vaccinale di Latina avanzando l’improbabile chiesta.

Senza giri di parole, i due sono andati dritti al punto: Quando entriamo per la puntura devi fare finta e firmare la carta. Una vera e propria intimidazione, dunque, accompagnata da pressioni e minacce. Fino a quando l’infermiere è riuscito a “divincolarsi” e, rientrato all’interno della struttura del centro vaccinale, ha dato l’allarme. Richiedendo così l’intervento della polizia.

Gli agenti della squadra volante, con la Digos, si sono subito precipitati sul posto ma i due aggressori no vax – vista la situazione – si erano già allontanati. Un fatto tanto incredibile quanto increscioso quello che si è consumato a Latina, dove intanto la Asl sta continuando con le sospensioni dei sanitari che non intendono sottoporsi alla vaccinazione anti Covid-19.

Fino a questo momento sono sei i dipendenti sospesi della sanità pontina, ma il numero è destinato a salire. Per fornire numeri certi, infatti, l’Asl aspetterà – come fatto fino a questo momento – che le sospensioni diventino ufficiali comunicando i dati dopo le decisioni. Essendo la questione molto delicata, le comunicazioni dei dati è bene che seguano quanto viene deciso dalla commissione aziendale, ha rimarcato il direttore generale della Asl Latina, Silvia Cavalli.

E restando nel Lazio, poche ore fa la Asl di Rieti ha sospeso otto sanitari che non si sono vaccinati. I lavoratori in questione sono stati sospesi con l’immediato blocco dello stipendio perché, scientemente, hanno deciso di non sottoporsi a vaccinazione. La sospensione potrà essere subito revocata presentando la certificazione di avvenuta immunizzazione. Il provvedimento è stato emesso dalla direzione aziendale a chiusura di un’istruttoria avviata sulla base delle disposizioni della Regione Lazio.

Ed è stato proprio l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato – sollecitato dal Coordinamento Regionale degli Ordini Professioni Infermieristiche del Lazio, e con lui il governatore Nicola Zingaretti, ad incrementare posti e fondi per Infermieristica – ad annunciare la sospensione di Mariano Amici, il medico noto alle cronache per le sue posizioni su pandemia, vaccini e coronavirus. Il medico di medicina generale, Mariano Amici, è stato sospeso, senza stipendio, dal servizio dalla competente Asl territoriale poiché, nonostante i ripetuti solleciti, non ha voluto sottoporsi alla vaccinazione, contravvenendo all’art. 4 del Dl n. 44/2021, le parole dell’assessore D’Amato.

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