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COVID-19

Almeno questa volta, prima noi

di Sara Di Santo

Avete presente che cosa significhi lavorare ore e ore con addosso uno strumento di tortura che ti piaga il volto? Avete presente che cosa significhi (anche a livello psicologico) lavorare senza quello strumento addosso, che in fondo è l’unico ad essere in grado di salvaguardarti la salute? Lo sanno bene i sanitari che sono finiti nel novero degli infetti - quando non in quello dei deceduti - Covid19.

Non siamo pedine sacrificabili

E quanti sono? È un dato ancora difficile da stimare (la Protezione civile parla di 651 infetti e 3 morti nella sola Lombardia), ma è un dato sul quale è d’obbligo puntare i riflettori, per un sacco di motivi. Il primo? Comprendere perché stia accadendo e metterci una pezza che non sia peggio del buco, una volta tanto.

Perché un infermiere, un medico, un’ostetrica, un operatore socio sanitario, un tecnico – quelli che da qualche giorno a questa parte sono assurti ad eroi della patria, mentre in tempo di pace sono perlopiù abbandonati a loro stessi – si infetta di coronavirus?

Non hanno seguito le procedure, tuonano alcuni. Ma quali procedure, verrebbe da chiedere? Quelle che sembrano aggiornarsi sulla base di esigenze più o meno circoscritte? O quelle che da tampone e quarantena di 15 giorni in caso di contatto con un caso sospetto sono passate a mascherina chirurgica e finché non hai sintomi fila in reparto, che il tampone non serve?

Ci sono militi che combattono da molto prima del covid-19 

Questo è uno spaccato di quello che sta succedendo al fronte. Ci sono militi che la guerra la combattono da molto prima del Covid19, ma ci sono professionisti che hanno bisogno di sentirsi al sicuro mentre si prendono cura della salute pubblica. Novità e continui ribaltamenti di fronte non li spaventano. Ci sono abituati.

Sono abituati a turni massacranti e a trascurare la propria vita privata. Sono abituati a lavorare duro, a stare tra l’incudine e il martello, a portare sulle spalle il peso di una responsabilità tanto grande quanto piccolo è il gruzzolo a fine mese. Solo che sono stanchi di tutto questo. Non sono ancora riusciti a farlo capire abbastanza bene, forse, perché danno precedenza all’assistenza. Alle persone.

Ma sono stanchi. E sentir parlare dell’impegno di distribuire gratuitamente a tutti i lavoratori dispositivi di protezione individuale (Giuseppe Conte dixit) sicuramente li farà sospirare: almeno questa volta, prima gli infermieri.

Corsi ecm fad, residenziali per sanitari

Commenti (3)

eric_moos

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prima gli infermieri?

#3

Ricordo fra l'altro il problema della formazione continua che è quasi sempre a carico nostro dal punto di vista economico ( equivalente a una tassa per poter lavorare ) e inoltre .... beffa nella beffa ..... se per la tua passione e buona volontà ti accolli i sacrifici di farti un master per crescere profesisonalmente , ai fini della carriera non conterà mai nulla e sarà solo grazie al buon senso di qualche coordinatore o direttore particolarmente illuminato se avrai modo di vedere valorizzata la specializazione acquisitia prima di tutto a vantaggi dei pazienti che arrivano alla ns osservazione.

alromano64

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eroi con contratto scaduto e stipendi miseri

#2

In questo periodo dove i sanitari vengono osannati dall'opinione pubblica, sarebbe utile ribadire che il nostro contratto è scaduto da tempo,i nostri stipendi sono i più bassi d'europa, e la nostra carriera è quasi azzerata.
I sindacati in questo periodo dove sono? Mi Auguro che stiano lavorando per noi per un "meraviglioso contratto".....o presto tutti si dimenticheranno di noi??

eric_moos

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prima gli infermieri

#1

Tutto sacrosanto.Si teme però che passata l'emergenza tutto tornerà come prima ...si accettano scommesse ???? Speriamo di no...la speranza è l'ultima a morire o forse è meglio cambiare Paese?