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COVID-19

Pordenone, 46 infermieri no vax sospesi e altri 12 segnalati

di Massimo Canorro

Sono 177, di cui 46 infermieri, i sanitari residenti in provincia di Pordenone che non hanno adempiuto all’obbligo vaccinale anti Covid e che adesso sono stati sospesi dall’Azienda sanitaria Friuli. Invitati attraverso una lettera a vaccinarsi, non si sono mai presentati. Il presidente Opi Pordenone, Luciano Clarizia ha convocato il consiglio direttivo per lunedì 19 luglio: per gli infermieri è in ballo anche la sospensione dall’Ordine professionale. E aggiunge: In queste ore ci sono arrivate in Opi altre 12 segnalazioni di infermieri da sospendere, totale ad ora 58.

Infermieri no vax, Clarizia: esempio scellerato per cittadini

Per gli infermieri che rifiutano il vaccino anti Covid è in ballo anche la sospensione dall’Ordine professionale.

Ci sarebbero anche 58 infermieri tra i sanitari no vax segnalati e sospesi a Pordenone. L’Azienda sanitaria Friuli, infatti, ha reso noto l’atto di accertamento dell’obbligo vaccinale, stilato dal Dipartimento di prevenzione.

Il provvedimento stabilisce la sospensione immediata dall’attività lavorativa fino all’avvenuta vaccinazione oppure al 31 dicembre 2021 (l’obbligo persisterà fino alla completa attuazione del piano strategico nazionale dei vaccini – art. 1, comma 457, Legge 178 del 30 dicembre 2020 – e in ogni caso resterà valido (appunto) fino al termine dell’anno. Circoscrivendo: la legge parla di sospensione o di demansionamento. Si è deciso per la prima nei confronti dei 177 sanitari residenti in provincia di Pordenone che non hanno adempiuto all’obbligo vaccinale.

Per l’art. 4, comma 1, Dl 44 del 1° aprile 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, la vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2 rappresenta infatti un requisito imprescindibile per l’esercizio della professione nonché lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati.

Come spiega l’Azienda sanitaria Friuli occidentale (Asfo) nel documento ufficiale, si è provveduto ad invitare formalmente 177 – tra esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario – a sottoporsi nel mese di giugno alla somministrazione del vaccino anti Sars-CoV-2, indicando termini e modalità, ma i medesimi non si sono presentati agli appuntamenti programmati. Da qui, appunto, il procedimento di sospensione nei confronti dei sanitari no vax del Friuli.

In merito all’accertamento dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale – prosegue la nota – sarà data immediata informazione all'interessato, al datore di lavoro (ove noto) e all’ordine professionale di appartenenza (ove presente), comunicando contestualmente la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2.

Sull’accaduto è intervenuto il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Pordenone e presidente del Coordinamento regionale Opi FVG, Luciano Clarizia, che alcuni giorni fa aveva risposto pubblicamente – decidendo anche di rivolgersi ad un legale – a una mail anonima ricevuta in sede: Ci vediamo in tribunale, preparate molti soldini e bravi avvocati. Sotto accusa il camion vela che promuove la campagna vaccinale contro Covid-19.

Relativamente ai 46 infermieri no vax (più i 12 delle segnalazioni arrivate nelle ultime ore), il presidente afferma: Finalmente sono giunte le sospensioni dall’attività lavorativa per gli operatori sanitari che ad oggi non hanno voluto sottoporsi a vaccinazione anti Covid. Con una nota invita via pec agli interessati e agli Ordini professionali di appartenenza, il dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale ha notificato – come previsto dalla Legge n. 76 del 28 maggio 2021 – la sospensione ai soggetti dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano qualsiasi altra forma di rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2.

Per lunedì 19 luglio - continua Clarizia - ho provveduto a convocare un Consiglio direttivo urgente e straordinario per prendere atto della comunicazione dell’Azienda sanitaria e conseguentemente dar seguito alla sospensione dall’esercizio professionale fino alla data del 31 dicembre o all’assolvimento dell’obbligo vaccinale dell’infermiere

Considerate anche le ultime 12 segnalazioni di nominativi di infermieri no vax giunte all'Opi, Clarizia ha precisato che comunque i numeri (dei no vax, ndr) sono bassi se si pensa che nella “Destra Tagliamento” abbiamo 2.200 infermieri iscritti all’Ordine, ma comunque è inaccettabile e vergognoso che alcuni, anche se pochi, facciano gli infermieri no vax dando un esempio scellerato ai tanti cittadini ancora indecisi. Mi auguro che questa sospensione che lascerà senza lavoro e quindi stipendio, faccia tornare sui propri passi questi colleghi che, contro ogni logica ed evidenza scientifica, hanno continuato ad opporsi alla vaccinazione.

Sull’accaduto si espresso anche il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi: Quando ci sono, le norme si applicano. È l’inizio di una procedura che sarà adottata, come previsto dalla legge, anche nelle altre aziende sanitarie della Friuli Venezia-Giulia. Aggiungendo che dobbiamo superare – anche grazie alla professionalità dei nostri sanitari – la ritrosia che permea ancora tante persone rispetto ai vaccini, per scongiurare il rischio di nuove misure restrittive e favorire il ritorno alla normalità.

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