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20mila fra infermieri, OSS e medici non ancora vaccinati

di Massimo Canorro

Lo certifica il report settimanale sulle vaccinazioni (aggiornato al 10 aprile) elaborato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. Intanto il dipartimento Salute della Regione effettua controlli incrociati per risalire ai no vax.

Puglia, ancora senza vaccino 20mila fra medici, infermieri e OSS

In Puglia sono circa 20mila i medici, gli infermieri e operatori socio sanitari tutt’ora fuori dagli elenchi del personale vaccinato delle Aziende sanitarie locali. Lo certifica il report settimanale sulle vaccinazioni – i dati sono aggiornati allo scorso 10 aprile – elaborato congiuntamente dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo.

Numeri alla mano, la tabella riporta che a fronte di 140mila operatori sanitari pugliesi, a ricevere la prima dose di vaccino anti-Covid sono state 119.457 unità (ovvero l’85.33% di medici, infermieri e oss). Dunque, sono 20.543 gli operatori sanitari in tutta la regione che mancano all’appello delle liste dei vaccinati

Occorre precisare che – rispetto al precedente report aggiornato al 26 marzo che in Puglia contava quasi 30mila unità non ancora sottoposte alla somministrazione del vaccino – risultano circa 10mila i medici, gli infermieri e oss che, nell’arco di due settimane, si sono gettati alle spalle qualsivoglia incertezza e hanno risposto “presente” alla chiamata delle Asl regionali. Un vero e proprio cambio di passo dunque, con grande probabilità dettato dalla doppia, decisa, serrata sia da parte del governo centrale sia delle Regione e delle Asl pugliesi. Preferibile, su questo, fare un po’ di ordine.

Da un lato, infatti, c’è il decreto del governo Draghi approvato dal Consiglio dei ministri nella serata del 31 marzo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’1 aprile che, a partire dal 7 aprile, ha reso obbligatorio il vaccino anti-Covid per tutti gli operatori sanitari al lavoro presso ospedali, cliniche private e Rsa (pena la sospensione dello svolgimento di prestazioni oppure di mansioni che prevedono contatti interpersonali o determinano il pericolo di diffusione del contagio), circoscrivendo che la vaccinazione rappresenta un requisito essenziale per l’idoneità all’esercizio della professione nonché per lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Senza dimenticare che per i sanitari restii a vaccinarsi c’è anche il rischio di sospensione dello stipendio qualora si verifichi l’impossibilità di assegnare al lavoratore mansioni alternative.

E ancora, il nuovo Decreto legge Covid conferma lo scudo penale dai reati di lesioni personali colpose e omicidio colposo per gli operatori sanitari che procedono alle vaccinazioni (tradotto: viene esclusa la responsabilità del personale sanitario in merito ai delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, conseguenti alla somministrazione di un vaccino anti Sars-Cov-2, in caso di osservanza delle regole cautelari inerenti l’attività di vaccinazione).

Dall’altro lato, in Puglia c’è la legge regionale che impone il medesimo obbligo di vaccinazione – approvata lo scorso 23 febbraio, la normativa amplia l’obbligatorietà di vaccinazione contro il Covid-19 a quanto previsto dalla legge regionale 27/2018, circoscrivendo l’accesso a determinati reparti agli operatori sanitari non vaccinati per differenti malattie – e prevede procedimenti disciplinari e sanzioni da 500 a 5mila euro a carico degli operatori sanitari che si oppongono alla somministrazione del vaccino.

Di fatto, il primo – tangibile – giro di vite contro i sanitari no vax era giunto proprio dal Consiglio regionale e dalle Asl pugliesi. Non solo. La settimana precedente, il dipartimento Salute della Regione Puglia ha chiesto ufficialmente alle Asl e agli Ordini professionali di medici, infermieri e farmacisti, la trasmissione delle liste degli operatori sanitari e socio sanitari per poter effettuare i controlli incrociati e risalire a chi ha rifiutato di vaccinarsi, per poter quindi adempiere a quanto previsto dal nuovo decreto del governo Draghi.

Ricordando, nella circolare firmata dal direttore Vito Montanaro: Il decreto stabilisce che gli operatori che non si vaccinano non potranno esercitare la professione e dovranno essere destinati a svolgere altri compiti. Se non ci dovessero essere mansioni alternative, scatterà l’immediata sospensione non retribuita. La sospensione finirà solo una volta effettuata la vaccinazione.

Sulla questione si è espresso anche il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd), promotore della proposta di legge regionale in merito all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari in Puglia: Auspico che si tratti di mancata trasmissione dei dati. Verificheremo con puntualità.

Nel frattempo le stesse Aziende hanno posto la lente d’ingrandimento su quanti operatori sanitari sono ancora assenti all’appello delle liste per il vaccino anti Covid. Qualche esempio? A Lecce il direttore generale della Asl, Rodolfo Rollo, ha inviato circa 200 lettere di diffida al personale impiegato presso gli ospedali del salento all’interno delle strutture pubbliche. Quando sono emersi problemi che hanno reso impossibile l’inoculazione del siero, siamo stati noi a concedere tempo – spiega Rollo – ma ci sono operatori che hanno evitato di presentarsi esponendo motivi legati alla privacy.

E mentre a Taranto, alla fine dello scorso mese, il direttore generale Stefano Rossi ha convocato per una verifica 48 tra infermieri, medici e operatori al lavoro nei reparti dell’ospedale “San Giuseppe Moscati”, nelle scorse settimane a Brindisi il direttore generale Giuseppe Pasqualone ha dato il là ad una serie di verifiche nei confronti di quattro infermieri no vax. Tutt’ora, presso la Asl di Brindisi, sarebbero in corso accertamenti verso 260 dipendenti, tra amministrativi e sanitari (di cui 34 medici, 83 infermieri e 14 oss), ai quali si aggiungerebbero 11 fra medici di base e pediatri, nonché 6 specialisti convenzionati non vaccinati.

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