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Rimini, infermieri minacciati da pazienti no vax

di Massimo Canorro

Il presidente dell’Ordine degli infermieri riminesi, Nicola Colamaria, ha scelto di affrontare pubblicamente la questione, considerando le segnalazioni che ogni giorno riceve dai colleghi. Ci troviamo ad affrontare arroganza e supponenza, maleducazione e, in certi casi, violenze verbali e minacce da parte di pazienti no vax e dei loro familiari.

Pazienti no vax minacciano gli infermieri di Rimini

A Rimini gli infermieri impegnati nella lotta al Covid sono stremati dalle condotte dei pazienti no vax e dai loro familiari. Così il presidente dell’Opi Rimini, Nicola Colamaria, a seguito delle ripetute segnalazioni ricevute dai colleghi. Non ce la fanno più, incalza.

Ogni giorno ci troviamo a fronteggiare l’arroganza, la supponenza, la maleducazione da parte di pazienti non vaccinati e dei loro familiari

Partiamo da un presupposto: larga parte dei malati Covid che hanno bisogno di cure ospedaliere non è vaccinata. E ciò sta ponendo sempre più in crisi i sanitari. Certo che oramai ci sono dei dati scientifici assoluti, solidi e inconfutabili, Colamaria è altrettanto convinto che coloro che non si sono vaccinati fino a questo momento, difficilmente decideranno di farlo. Ma allo stato attuale, va sottolineato anche il fenomeno dei no vax che minacciano gli infermieri. Spiega ancora il presidente di Opi Rimini: Ogni giorno ci troviamo a fronteggiare l’arroganza, la supponenza, la maleducazione e – in taluni casi – anche le violenze verbali e le minacce contro i professionisti sanitari, da parte di pazienti non vaccinati e dei loro familiari. E già a livello nazionale la violenza contro gli infermieri è un fenomeno in ascesa.

Colamaria ha deciso di affrontare in modo pubblico la questione, a fronte delle continue segnalazioni che gli sono giunte negli ultimi giorni dai colleghi. Gli stessi che, a loro volta, essendo rimasti nel loro luogo di lavoro sostituiscono i colleghi non vaccinati, e questo si riflette sulle giornate di riposo e sulle giornate di ferie. A fine novembre, un’infermiera no vax del riminese, poi sospesa, è balzata agli “onori” della cronaca locale – e non – dopo aver ammesso di entrare con orgoglio nel numerosissimo club dei lavoratori sanitari sospesi dall’Ausl perché non si sono piegati al ricatto del vaccino. Non lo ritengo necessario e dubito sulla sua sicurezza.

I professionisti sanitari stanno rinunciando a riposi e ferie per assistere chi non ha fiducia nella scienza e nelle cure

Ma il tema affrontato nello specifico, deve essere affrontato e risolto quanto prima. Gli infermieri di Rimini si trovano a curare persone che si sentono in diritto di replicare gli slogan delle piazze all’interno dell’ospedale, che è in sofferenza anche a causa delle loro scelte. Si tratta di pazienti, e qualche volta anche dei loro parenti, che pretendono venga somministrato loro il farmaco suggerito dall’antennista di fiducia, ma anche di pazienti che rigettano l’assistenza sanitaria poiché non rispecchia quella indicata da guru ripudiati dalla medesima comunità scientifica, illustra ancora Colamaria. E per i professionisti sanitari sta divenendo sempre più arduo avere a che fare con pazienti no vax aggressivi nei loro confronti. È inaccettabile – afferma ancora il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Rimini – che uno dei sistemi sanitari più apprezzati a livello mondiale debba essere costantemente contestato da persone che vedono nella loro scelta la ragione in senso assoluto. I professionisti sanitari stanno rinunciando a riposi e ferie per assistere chi non ha fiducia nella scienza e nelle cure.

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