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Vaccini: si allarga l'inchiesta sui furbetti di Oristano

di Redazione Roma

Sarebbero almeno 50 le persone coinvolte nell’inchiesta “Saltafila” avviata dalla Procura di Oristano. Tra loro anche chi, pur di ricevere il vaccino, si era iscritto alle associazioni di volontariato come “soccorritore”. Ma poi in ambulanza o ad accompagnare le persone fragili a vaccinarsi non c’era nessuno, le parole del procuratore Basso.

Furbetti del vaccino, corsa al volontariato per ottenere il siero

Sembra destinata ad ampliarsi l’inchiesta “Saltafila” relativa ai furbetti dei vaccini avviata dalla Procura di Oristano e coordinata dal carabinieri del Nas di Cagliari, che ha fatto notificare gli avvisi di garanzia a 15 operatori sanitari (4 infermieri e 11 medici) in servizio presso il Punto vaccinale territoriale di via Pira – nella stessa città di Oristano – che avrebbero abusato della propria posizione somministrando il vaccino Pfizer a propri familiari non facenti parte delle categorie prioritarie.

Abuso d’ufficio e peculato sono i reati ipotizzati nei confronti degli indagati. Nel frattempo, però, il nome di un altro sanitario che lavorava nel medesimo ambulatorio potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati. Ad illustrarlo, durante una conferenza stampa presso il capoluogo sardo, sono stati il procuratore di Oristano, Ezio Domenico Basso e la maggiore dei carabinieri Nadia Gioviale, comandante del Nas.

Secondo quanto emerso dalle indagini, le somministrazioni irregolari del vaccino avvenivano durante le prime ore del mattino. Non si trattava di vaccini rifiutati – hanno spiegato ai giornalisti il procuratore Basso e la comandante Gioviale – altrimenti si sarebbe potuto attingere dalle liste di riserva dei pazienti, invece venivano prenotate anche il giorno precedente.

Le vaccinazioni irregolari sarebbero avvenute nella prima decade di febbraio, ovvero dopo che le prime categorie avevano già ricevuto la prima dose. Ad ogni modo, ad allertare le forze dell’ordine è stato anche un altro elemento: tra chi ha usufruito del vaccino emergerebbero numerosi pseudo volontari. Su questo, il procuratore Basso ha dichiarato che c’è stata una corsa al volontariato, ma poi in ambulanza oppure ad accompagnare una persona fragile a fare il vaccino non è andato nessuno.

Non solo. A seguito delle indagini sarebbe emerso che taluni, pur di ottenere il vaccino prima di altre persone, si sarebbero iscritti ad associazioni di volontariato, per poi prestare servizio in modo occasione o per nulla. I volontari fanno parte della categoria “Altro” del piano vaccinazioni, che all’interno della Sardegna ha un valore elevato (è un indicatore che abbiamo tenuto in considerazione durate l’indagine, in questa categoria rientra di tutto, le parole di Basso). Al suo interno sono inserite persone dai 16 ai 69 anni che hanno acquisito già una dose di vaccino, non rientrano tra le categorie fragili e gli anziani ma che – stando al pano vaccinale – possono ottenere la somministrazione.

Allo stato attuale, sarebbero circa 50 le persone – tra le quali comparirebbero anche esponenti delle forze dell’ordine, con incarichi di vertice, e dirigenti pubblici – ad avere ricevuto le dosi di vaccini Pfizer senza (appunto) averne diritto, o dovendo ricevere l’AstraZeneca.

Acquisiti sia gli elenchi sia i certificati vaccinali. L’indagine è stata avviata agli inizi di marzo, nel momento in cui erano emerse presunte irregolarità nella somministrazione dei vaccini a determinate categorie di professionisti. Qualcuno, in particolare, avrebbe inserito negli elenchi delle persone che non avevano alcun diritto di priorità, agevolando amici, parenti e conoscenti. Ma l’indagine si sta allargando e le forze dell’ordine – dopo aver concluso gli accertamenti in via Pira – si stanno muovendo verso le altre strutture autorizzate a somministrare i vaccini a Oristano, Macomer, Ales, Ghilarza e Macomer (Nuoro).

Giornalista

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