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COVID-19

Bologna, aggredito infermiere nell’hub vaccinale

di Massimo Canorro

Non vuole che l’amica si vaccini e, per impedirglielo, aggredisce un coordinatore infermieristico nell’hub di Pianoro. L’operatore ha sporto denuncia ma i due non sono stati ancora identificati. A segnalare il grave fatto è la Uil-Fpl: L’ennesimo atto violento subìto dal personale sanitario. Restiamo senza parole.

Infermiere aggredito all'hub vaccinale di Pianoro

Non vuole che l’amica si vaccini e per questo picchia un coordinatore infermieristico all’interno dell’hub. Incredibile ma vero a Pianoro (Bologna) dove – segnala la Uil-Fpl – per impedire ad un’amica (se così si può definire) di vaccinarsi, un 40enne non solo l’ha inseguita e aggredita all’interno di un hub ma ha anche malmenato l’operatore sanitario che, nel frattempo, tentava di difendere la donna.

Tutto questo è avvenuto venerdì scorso, al termine dell’ennesima, dura giornata di lavoro per il personale dedicato. Avanzando una dose di Pfizer – per evitare, giustamente, di buttarla – si era cercato di trovare qualcuno a cui somministrarla. Non un mero “tentativo” bensì un’opportunità tangibile che veniva ben accolta da una donna all’esterno del centro, subito disponibile poiché da tempo era in attesa del vaccino.

Neppure il tempo di sedersi di fronte al medico per l’anamnesi, che nel centro entrava un uomo, il quale – dopo avere forzato il check-in – strattonava la donna, facendola cadere dalla sedia e urlandole di alzarsi e andarsene subito. Pronto l’intervento del coordinatore dell’hub vaccinale, che per dividere i due rimediava – in tutta risposta – pugni e minacce di morte.

Quando, insomma, per coprire l’esubero di una dose di vaccino si rischia l’incolumità. Come è andata a finire? L’assalitore e la donna se ne sono andati via insieme e non c’è stato modo di identificarli (neppure lei, poiché non era riuscita nemmeno a rilasciare le proprie generalità). L’infermiere aggredito non ha potuto fare altro che sporgere denuncia.

E la Uil-Fpl, che ha segnalato l’accaduto attraverso il segretario generale, Paolo Palmarini e il responsabile sindacale dell’Ausl, Massimo Aufieri, lancinoa l’allarme, invocando supporto fattivo e tutela per i lavoratori. Ci ritroviamo ancora una volta a denunciare atti di violenza nei confronti del personale sanitario che senza sosta, da ben oltre un anno, lotta contro il Covid-19 – spiegano – in questo caso garantendo quella campagna vaccinale che sta consentendo, con gradualità, un rientro alla normalità. Quindi affermano: Restiamo senza parole, è opportuno valutare – in tutti questi basilari contesti – la predisposizione di servizi di vigilanza a tutela del personale dipendente e dei cittadini tutti.

Medici e infermieri sempre più vittime di violenza. E non è una questione di nord o di sud – ci mancherebbe – poiché certe nefandezze “coprono” l’intero stivale. Come a Rovigo, nel pronto soccorso della Casa di Cura “Madonna della Salute” di Porto Viro, dove un uomo ha dato in escandescenze, picchiando un infermiere che era appena rientrato per il trasporto di una persona ferita. E ancora, nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, dove un uomo si è introdotto negli uffici della Croce Rossa e con minacce e percosse ha avuto ragione del personale, costringendo un dipendente a cedergli le chiavi di un’ambulanza. Per soccorrere personalmente un parente.

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