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COVID-19

Belluno, ultimatum dell'Ulss ai sanitari no vax

di Massimo Canorro

Il personale sanitario non vaccinato entro la settimana o adempie oppure verrà sospeso dal servizio. L’invito formale, firmato dal direttore generale, è stato consegnato “a mano” sul posto di lavoro. Il presidente dell’Ordine degli infermieri della provincia, Luigi Pais dei Mori: Non c’è più tempo per la tolleranza.

Sanitari no vax, Ulss Dolomiti ha presentato l'ultimatum

Si avvicina con rapidità il momento del “dentro o fuori” per il personale sanitario no vax dell’AULSS 1 Dolomiti nel bellunese. Negli ultimi giorni, infatti, il team multidisciplinare coordinato dal direttore del Dipartimento di prevenzione, Sandro Cinquetti, ha consegnato l’invito formale a vaccinarsi ai 162 dipendenti che non si sono ancora attivati in questo senso.

Sono coloro, appunto, che non hanno risposto al primo invito, fermi sulle loro posizioni. E che entro 5 giorni devono certificare i motivi di salute per cui non è consigliato il vaccino, o dimostrare di avere già prenotato la vaccinazione. Al contrario, andranno incontro alle sanzioni previste dal Decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44: sospensione dal servizio senza stipendio fino al 31 dicembre oppure assegnazione ad altra mansione.

Anche con riduzione dello stipendio, precisa Cinquetti. Che quindi – come riporta il “Corriere del Veneto” – ripercorre il tragitto che ha condotto all’attuale, paradossale, situazione. Con l’entrata in vigore del decreto spedimmo 382 inviti ad altrettanti dipendenti che non si erano ancora sottoposti alla vaccinazione.

Di questi, replicarono in vario modo – vaccinandosi oppure esibendo certificati medici – in 220. Ai restanti (162, appunto), in questi giorni è stato consegnato a mano l’invito formale firmato dal direttore generale. La consegna “a mano” può apparire una modalità quasi obsoleta, ma in effetti a ciascun dipendente è stata recapitata la lettera direttamente sul posto di lavoro, anche per evitare alibi di sorta (ritardi nella consegna oppure mancate ricezioni della missiva). Da parte sua, Cinquetti è cautamente ottimista: Ritengo che quasi tutti risponderanno in modo positivo. La maggior parte di loro esprime perplessità e i veri “irriducibili” sono pochissimi.

È questione di pochi giorni e già all’inizio della prossima settimana sarà possibile stilare l’elenco degli “inadempienti” che andranno incontro, ciascuno, al proprio destino professionale. Da parte sua, il presidente dell’Ordine degli infermieri della provincia di Belluno, Luigi Pais dei Mori, rimane in attesa. Fermo restando che, come più volte ha affermato, il tempo della tolleranza è finito. Gli operatori sanitari no vax non possono né devono recare pericolo agli altri. Chi non adempie sarà fuori.

Eppure nella regione continuano le forme di resistenza da parte dei cittadini no vax. Pochi giorni fa, al grido giovani non vendete la vostra vita ai carnefici per un viaggio, a Treviso si è tenuta una manifestazione (e non era la prima) organizzata dal movimento “I fuochi R2020” alla quale hanno aderito circa 200 persone, di cui la maggior parte senza mascherina. Il sit-in, per tutto il tempo monitorato dalle forze dell’ordine, ha avuto come epicentro la protesta contro l’attuale “dittatura sanitaria”.

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