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aggressioni in ospedale

Rovigo, infermiere aggredito nel Pronto soccorso

di Massimo Canorro

Calci, pugni e spintoni come su un ring e c’è voluto l’intervento dei carabinieri per fermare la vile e brutale aggressione nei confronti di un infermiere. Cornice dell’increscioso fatto, il Pronto soccorso della Casa di Cura “Madonna della Salute” di Porto Viro. L’Ad Mazzuccato: Episodio totalmente inaccettabile.

Prognosi di 20 giorni per l'infermiere aggredito in provincia di Rovigo

L'ennesima aggressione ai danni di un infermiere si è verificata al Pronto soccorso di Porto Viro (RO)

Quanto accaduto nel pronto soccorso della Casa di Cura “Madonna della Salute” a Porto Viro (Rovigo) è un fatto intollerabile e vergognoso, che condanniamo con fermezza, non solo come rappresentanti sindacali ma, in primis, come cittadini. Riprese da “Rovigo Oggi”, le parole di Attilio Minichini e Cristiano Maria Pavarin, della segreteria provinciale di Uil Fpl si riferiscono all’ennesima aggressione nei confronti di un infermiere. Un operatore sanitario che, come i suoi colleghi, svolge un lavoro tanto prezioso quanto insostituibile.

Ma riavvolgiamo il nastro: nella serata di mercoledì un maxi tamponamento sulla statale Romea, all’altezza di Rosolina, ha causato il ferimento di 8 persone, una soltanto in condizioni di media gravità. Dall’ospedale di Porto Viro sono partite le ambulanze disponibili, risultando però insufficienti. Così il personale medico, condotto al pronto soccorso i primi feriti, stava per rientrate sul posto. Ma ecco avvenire l’incredibile.

Un uomo – del tutto estraneo all’incidente – ha dato in escandescenze, prendendo di mira e picchiando un infermiere 30enne di Mesola che era appena rientrato per il trasporto di una persona ferita a seguito di un altro sinistro stradale e che sarebbe dovuto uscire di nuovo con l’ambulanza, perché c’erano altri feriti da soccorrere (il codice della chiamata – in questo caso – era rosso).

Tra calci, pugni e spintoni quello che dovrebbe essere un presidio di cura – ma qui le situazioni di violenze non sono sporadiche, basti pensare a quanto è avvenuto solo alcuni giorni fa a Napoli – è diventato un vero e proprio ring. A quel punto sono state chiamate le ambulanze dall’ospedale di Adria, a Porto Viro e congiuntamente sono arrivati i carabinieri, che hanno fermato e identificato l’aggressore, la cui condotta ha paralizzato a lungo l’attività del Pronto soccorso. L’infermiere aggredito ha una prognosi di 20 giorni.

Continuano Minichini e Pavarin: Rivolgiamo la massima vicinanza all’operatore sanitario, che è ancora turbato per l’aggressione subita. Da parte della Uil c’è il totale e completo supporto nei suoi confronti anche nell’intraprendere ogni iniziativa necessaria affinché l’aggressore non la faccia franca. Ma il sindacato va “oltre” lo stringente fatto di cronaca: Purtroppo la rilevante ed attesa legge – “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni” – entrata in vigore lo scorso settembre, pare non essersi rivelata un deterrente in grado di porre fine ad episodi come questi.

Sul caso è intervenuto Stefano Mazzuccato, l’Ad della Casa di Cura “Madonna della Salute”, ritenendolo semplicemente inaccettabile. Aggiunge: Manifestiamo vicinanza all’operatore sanitario rimasto vittima dell’aggressione nonché a tutto il personale del pronto soccorso che, ogni giorno, svolge un servizio essenziale per il bene della collettività.

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