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Salute

Condilomi, cosa sono e come si curano

di Domenica Servidio

I condilomi sono lesioni neoplastiche di tipo benigno, dette anche verruche genitali, ovvero escrescenze o protuberanze visibili su cute e mucose contratte attraverso il contatto sessuale e causate dal Papillomavirus (HPV). I condilomi si manifestano sui genitali e/o intorno all'ano, dove compaiono escrescenze a superficie irregolare, isolate o raggruppate, di colore rosa o bruno e di dimensioni variabili.

Cosa sono i condilomi e da cosa sono causati

Gli HPV sono oltre un centinaio e di questi solo alcune decine infettano i genitali. Tra essi, una minoranza ha però la capacità di determinare dei cambiamenti della cellula che possono predisporre al cancro quando associati ad altri fattori, quali ad esempio fumo di tabacco.

Si tratta di un’infezione che si manifesta specialmente nei paesi industrializzati, ma i fattori determinanti possono essere molteplici.

Studi scientifici hanno evidenziato come la malattia colpisca di frequente i soggetti immunodepressi e tra questi quelli che hanno avuto contatto con il virus dell'immunodeficienza acquisita (Aids), con frequenza stimata variante dal 60 sino all' 80% dei casi. I soggetti omosessuali ne sono maggiormente colpiti.

I condilomi si manifestano sui genitali e/o intorno all'ano, dove compaiono escrescenze a superficie irregolare, isolate o raggruppate, di colore rosa o bruno e di dimensioni variabili, associate spesso a prurito.

Sono dette "creste di gallo" a causa della loro superficie irregolare. Possono svilupparsi anche attorno o dentro la bocca nelle persone con difetti immunitari (ad esempio persone sieropositive per HIV). Sono in genere indolori e non sono pericolosi, ma possono essere esteticamente fastidiosi e spesso diventano causa di disagio psicologico e di imbarazzo.

Come si trasmettono i condilomi

I condilomi sono causati dall’HPV, un virus in grado di trovare un nascondiglio in pelle e mucose per proteggersi dai trattamenti in corso, per poi manifestarsi nuovamente in seguito.

Questa è la ragione per cui potrebbe essere necessario ripetere più volte il trattamento scelto prima di raggiungere una guarigione definitiva.

Trasmissione per via sessuale

Il contatto sessuale rappresenta la modalità di trasmissione principale. È opportuno al riguardo che venga controllato anche il partner e curato contemporaneamente.

Le lesioni tendono a diffondersi rapidamente e ad aumentare di dimensioni. Nella pratica clinica si osservano soggetti che hanno sviluppato la malattia dopo soggiorni in paesi extracomunitari, a seguito di rapporti sessuali occasionali.

L’infezione può essere trasmessa attraverso rapporti vaginali, anali o anche orali. A volte il virus può essere trasmesso attraverso il prolungato contatto mani-genitali.

Talvolta la persona stessa si auto-inocula l’infezione durante le pratiche di igiene intima: è il caso di chi ha l’infezione a livello genitale e "trasporta" l'infezione a livello anale, dove poi si sviluppano i condilomi.

In qualche caso c'è la possibilità di trasmissione attraverso oggetti. Può essere anche trasmessa dalla madre al neonato al momento del parto. Le probabilità di trasmissione da un partner infetto ad uno non infetto e la durata della contagiosità non sono conosciute con certezza.

Come si curano i condilomi

Per i pazienti affetti da questo tipo di infezione, possono essere messi in atto diversi tipi di terapie:

  • Applicazione locale di Podofillina (agente antitumorale)
  • Crioterapia (freddo) con azoto liquido
  • Asportazione locale con bisturi o Elettrobisturi
  • Asportazione locale con Laser
  • Terapia immunostimolante con Interferone, da utilizzare nei soggetti immunodepressi di base o nelle recidive, per via sottocutanea o via intramuscolare.

La decisione di effettuare le terapie previste deve essere valutata in rapporto alla sede ed al numero di lesioni. Sarebbe auspicabile una stretta collaborazione tra il colonproctologo e il dermatologo con esperienza specifica nel trattamento delle malattie trasmesse sessualmente (MTS) in modo da definire un unico protocollo terapeutico.

L’infezione è trasmessa più facilmente quando le lesioni sono di recente insorgenza e\o visibili; quindi è consigliabile l’uso del preservativo finché ci sia qualche lesione visibile; dopo l’asportazione dei condilomi si consiglia l’uso del preservativo per due-tre mesi a scopo precauzionale.

Inoltre è sempre consigliato l’uso del preservativo nei rapporti sessuali occasionali, qualunque sia la modalità di rapporto (vaginale, anale ed anche orale), anche per prevenire le altre infezioni sessualmente trasmesse (gonorrea, clamidia, mycoplasmi, sifilide, HIV ecc.)

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