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Ocse

Malattie croniche, principali cause di morte nel mondo

di Giordano Cotichelli

Come mostrano i dati dell’ultimo Rapporto dell’Ocse: Health at a Glance 2019 il quadro attuale è abbastanza sconfortante, peggiorato poi da una longevità che non progredisce più, con un’aspettativa di vita che si è ridotta in ben 15 paesi, in particolare negli Stati Uniti, Francia e Olanda. In merito si possono prendere in esame alcuni degli indicatori considerati importanti per lo sviluppo di malattie croniche e di morti premature.

Ocse 2019: malattie croniche principale causa di morte nel mondo

Le malattie croniche rappresentano la principale causa di morte nel mondo, all’origine dell’80% dei decessi nei paesi più poveri. Molto spesso le vittime si ammalano già in giovane età, patendo una vita di stenti e sofferenze, cui sarà posto termine da una morte prematura, evitabile.

Nel 2013 l’allora Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan, affermò che gli sforzi per contrastare lo sviluppo delle malattie croniche trovano un forte ostacolo negli interessi delle grandi multinazionali del tabacco, dell’alcool, delle bevande gassate e dell’industria del cibo.

In più nei confronti delle malattie croniche ancora non si è assunta in maniera funzionale la stessa strategia di lotta, globale e sinergica, che portò alla scomparsa di molte malattie trasmissibili. Ciò significa che non si possono combattere le malattie croniche unicamente con interventi dei sistemi sanitari, ma è necessario coinvolgere le scuole, la politica, la grande distribuzione e così via.

Come mostrano i dati dell’ultimo Rapporto dell’Ocse: Health at a Glance 2019, il quadro attuale è abbastanza sconfortante, peggiorato poi da una longevità che non progredisce più, con un’aspettativa di vita che si è ridotta in ben 15 paesi, in particolare negli Stati Uniti, Francia e Olanda. In merito si possono prendere in esame alcuni degli indicatori considerati importanti per lo sviluppo di malattie croniche e di morti premature. Un rapido colpo d’occhio può essere fornito da una tabella riassuntiva.

Paese (45) Fumatori (%) Paese (45) Alcol (L./pers.)
Costa Rica 4,7 Indonesia 0,3
Messico 7,6 Turchia 1,4
Islanda 8,6 Israele 2,6
Brasile 10,1 India 3
Svezia 10,4 Costa Rica 3,8
Stati Uniti 10,5 Messico 4,4
India 11,2 Colombia 4,5
Canada 12 Cina 5,7
Norvegia 12 Norvegia 6
Australia 12,4 Brasile 6,3
Colombia 13 Grecia 6,6
Nuova Zelanda 13,8 Svezia 7,1
Finlandia 14 Sud Africa 7,1
Lussemburgo 14,5 Giappone 7,4
Olanda 16,8 Italia 7,6
Portogallo 16,8 Islanda 7,7
Danimarca 16,9 Cile 7,9
Israele 16,9 Canada 8,1
Irlanda 17 Olanda 8,3
Estonia 17,2 Finlandia 8,4
Regno Unito 17,2 Spagna 8,6
Corea 17,5 Corea 8,7
Giappone 17,7 Nuova Zelanda 8,8
Oecd 18 Oecd 8,9
Repubblica Ceca 18,4 Stati Uniti 8,9
Germania 18,8 Danimarca 9,1
Belgio 18,9 Svizzera 9,2
Slovenia 18,9 Australia 9,4
Sud Africa 19 Slovacchia 9,7
Svizzera 19,1 Regno Unito 9,7
Italia 19,9 Slovenia 10,1
Lituania 20,3 Estonia 10,3
Spagna 22,1 Belgio 10,4
Polonia 22,7 Polonia 10,6
Slovacchia 22,9 Portogallo 10,7
Lettonia 24,1 Germania 10,9
Austria 24,3 Ungheria 11,1
Cile 24,5 Russia 11,1
Cina 24,6 Irlanda 11,2
Francia 25,4 Lettonia 11,2
Ungheria 25,8 Lussemburgo 11,3
Turchia 26,5 Repubblica Ceca 11,6
Grecia 27,3 Francia 11,7
Russia 30,3 Austria 11,8
Indonesia 39,9 Lituania 12,3
Paese (37) Obesità (%) Paese (45) Inquinamento*
Giappone 25,9 Nuova Zelanda 14
Corea 33,7 Canada 15
Svizzera 41,8 Australia 17
Italia 46 Islanda 17
Norvegia 46 Svezia 18
Austria 46,7 Finlandia 19
Olanda 47,3 Norvegia 19
Svezia 48,2 Irlanda 20
Francia 49 Lussemburgo 23
Israele 50,9 Israele 23
Belgio 51 Stati Uniti 24
Danimarca 51 Francia 25
Estonia 51,3 Svizzera 25
Slovacchia 51,5 Costa Rica 27
Spagna 53 Spagna 27
Lituania 53,3 Portogallo 28
Polonia 53,3 Danimarca 30
Lettonia 54,6 Brasile 31
Repubblica Ceca 55 Olanda 31
Grecia 55 Regno Unito 32
Slovenia 55,6 Messico 33
Oecd 55,6 Colombia 34
Lussemburgo 58,1 Cile 35
Canada 59,1 Corea 35
Germania 60 Austria 39
Irlanda 62 Belgio 39
Ungheria 62,3 Oecd 40
Regno Unito 64,3 Giappone 43
Turchia 64,4 Germania 45
Australia 65,2 Turchia 46
Islanda 65,4 Italia 49
Nuova Zelanda 66,6 Slovenia 57
Finlandia 67,6 Slovacchia 59
Portogallo 67,6 Estonia 60
Stati Uniti 71 Sud Africa 61
Messico 72,5 Repubblica Ceca 64
Cile 74,2 Polonia 76
Indonesia Grecia 77
India Indonesia 81
Costa Rica Lituania 82
Colombia Ungheria 83
Sud Africa Russia 86
Cina Lettonia 98
Russia Cina 140
Brasile India 141

Nella tabella sono stati raggruppati cinque indicatori importanti per lo sviluppo delle malattie croniche e per l’aumento della mortalità: numero percentuale di fumatori, numero di litri di alcol puro consumati (i quasi 9 l. di alcol registrati come media Ocse, corrispondono a circa 100 bottiglie di vino per persona consumati in un anno.), percentuale di popolazione con problemi di sovrappeso od obesità, percentuale di mortalità correlata a cause da inquinamento ambientale ogni 100.000 abitanti.

In merito alle morti per inquinamento va sottolineato il fatto che, secondo quanto scrive il rapporto annuale “Brown to green” nulla è stato fatto da parte dei paesi aderenti agli accordi climatici di Parigi; di conseguenza il quadro finale mostra un aumento (anziché una riduzione) di ben 0,3% punti oltre i limiti internazionali fissati, per un totale di 1,8% di emissioni di gas serra, fatto che tradotto in termini di vita e salute significa ricadute tragiche sulla popolazione se si considera che in un ventennio circa (1998 – 2017) le morti per eventi climatici estremi sono state di circa 16.000 all’anno in tutto il mondo.

Il panorama finale a livello dei paesi dell’Ocse è drammatico

Se la tolleranza sanitaria nei confronti della cattiva abitudine al fumo è uguale a zero, considerando fumatore anche colui che si accende una sola sigaretta al giorno, tra i 45 paesi censiti, appena tre hanno valori ad una sola cifra percentuale: Costa Rica (4,7), Messico (7,6) ed Islanda (8,6), con una media Ocse del 18% di fumatori, 16 paesi, poco più del 33% supera il 20% della popolazione a partire da Italia e Svizzera che sono al 19,9.

Un segno non solo di cattive abitudini, ma di povertà diffusa di cui queste sono specifici indicatori. Al pari del consumo di alcol con circa 21 paesi sopra la media Ocse dove il valore medio è decisamente alto, con un 55,6% della popolazione.

Molti altri spunti di analisi possono essere ricavati da una visione più attenta della tabella presentata, ma il quadro finale sostanzialmente mostra un peggioramento dei fattori di rischio per le malattie croniche, in un mondo in cui i sistemi sanitari universalistici avranno sempre più difficoltà di rispondere ai bisogni di salute in maniera equa, facilitando la diffusione di coperture a pagamento sempre più scelte per sopperire alle carenze del pubblico e accentuando le disuguaglianze sociali e sanitarie.

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