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editoriale

Conoscere culture e religioni significa assistere meglio

di Pier Raffaele Spena

Uno dei campi più affascinanti della conoscenza è sicuramente il rapporto tra l’uomo e il suo corpo, in particolare la relazione con esso durante un periodo, temporaneo o definitivo, con una patologia. Tra le variabili che spesso influenzano questo rapporto la religione è sicuramente quella più interessante, ma nello stesso tempo più difficile da indagare. Eppure in nome di essa si combattono guerre, si decidono le vite di molte persone, si prendono decisioni importanti. Non fa eccezione il mondo dell’assistenza sanitaria, dove la multiculturalità, e la diversità in generale, rivestono un’importanza fondamentale nel rapporto tra il professionista e la persona malata.

Diversità culturali e credenze religiose, conoscerle per assistere meglio

In un periodo in cui si parla tanto di umanizzazione delle cure, conoscere preventivamente le credenze religiose di un paziente può prevenire numerose incomprensioni che possono generare seri problemi dopo.

È una delle sfide più grandi che ci troveremo ad affrontare nel prossimo futuro, ignorare quest’aspetto corrisponde a negare i cambiamenti che sono già in atto nella nostra società.

La diversità culturale è parte della vita di ognuno di noi, in una società multietnica e multi fede, è essenziale promuovere la cultura del rispetto, in tutte le sue forme

In concreto, se dovessimo trovarci davanti a un paziente di fede musulmana, ortodosso osservante, sarebbe bene conoscere alcuni precetti e pratiche che la persona segue. Come molti sanno, per esempio, molti musulmani pregano cinque volte al giorno, è un atto intimo e importante che segue dei dettami. Normalmente la preghiera si esegue stando in ginocchio e chinandosi più volte.

Questo elemento permette di fare una considerazione: l’attenzione che si deve porre nel definire nel pre-operatorio la posizione dello stoma (disegno) è importante. I continui piegamenti, infatti, potrebbero rendere più complicata la gestione di una stomia, il giusto posizionamento, nei limiti del possibile, può migliorare significativamente la qualità di vita delle persone dopo un intervento di confezionamento di una stomia.

È bene sottolineare, comunque, che non tutti i musulmani sono cosi osservanti da farsi questi problemi religiosi riguardo alla stomia. Inoltre ci sono già da anni delle Fetwa in vari paesi (responsi per gli ortodossi osservanti) che esonerano gli stomizzati e incontinenti da alcuni rituali che potrebbero essere scomodi (arrivare puri alla preghiera, per esempio). 

Da queste semplici considerazioni si capisce, quindi, quanto sia importante - e necessario - prevedere un colloquio prima dell’atto chirurgico con tutto il personale sanitario; il confronto dovrebbe porre le basi soprattutto sulla reciproca conoscenza della vita religiosa delle persone e le eventuali prescrizioni ed abitudini.

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