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Assunzione 40 Infermieri a Foggia, l'ok dalla Direzione Generale

di Rosario Scotto di Vetta

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FOGGIA. 40 infermieri assunti a tempo indeterminato a Foggia. Dopo Bari, Lecce e Taranto è toccato anche alla città a nord della regione Puglia, così come si sperava da tempo. All’Ospedale Riuniti di Foggia arriverà una ventata di assunzioni che sicuramente farà almeno in parte decollare la sanità locale. Non solo medici specialisti, come fu concesso un anno fa con l’assunzione di quattro cardiologi e quattro anestesisti, ma soprattutto infermieri.

 

Assunzioni chiamate “in deroga” poiché frutto di una lunga trattativa avvenuta a Bari presso l’assessorato regionale che si è chiusa pochi giorni fa. Presenti il massimo dirigente del personale Michele Ametta e il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Tommaso Moretti.

 

Una valanga di assunzioni che alla cittadella ospedaliera di viale Pinto non avvenivano da tempo. Vengono definite “una boccata d’ossigeno di portata non indifferente” dagl’addetti ai lavori. Canta vittoria anche il commissario Tommaso Moretti ironizzando così: “Di questi tempi è manna dal cielo…”. Già, si tratta di assunzioni derogate nonostante le restrizione legate alle spending review e il blocco del turn over in ambito sanitario. In passato, in tempi non sospetti, il ministero si era già espresso stabilendo che solo il trenta per cento dei pensionamenti sarebbe stato rimpiazzato. E infatti così è stato. 

 

Forti già dell’accordo raggiunto, gli uffici amministrativi del presidio duano si sono messi a lavoro per l’allestimento dei bandi nel rispetto delle disposizioni ministeriali e regionali per i concorsi che dovranno essere pubblicati nell’arco dei prossimi sei mesi. Ovviamente, nel costatare la reale mancanza di organico tutt’oggi, le organizzazioni sindacali reclamano più collaboratori sanitari e ausiliari: si presume che a breve inizierà una trattativa interna che anche se in parte raccoglierà i suoi frutti. 

 

L’impressione è sicuramente positiva. Nel rispetto delle condizioni in cui giace il nostro paese, pian piano si sta cercando di uscire dalle reti del precariato e della carenza di personale che in tanti anni ha contraddistinto l’azienda ospedaliera costretta a lavorare in situazioni di difficoltà che spesso compromettevano seriamente i livelli essenziali di assistenza. Bisogna sicuramente non dimenticare che fino a poco tempo fa le sale operatorie, per la scarsità di fondi utili a pagare gli straordinari al personale medico e infermieristico, restavano chiuse nel pomeriggio. 

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