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Interventi privati in ospedale ai danni dei pazienti in lista

di Redazione

Truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Con questa accusa i Nas dei carabinieri di Palermo hanno denunciato 34 tra medici, infermieri e personale amministrativo della Fondazione ospedaliera Giglio di Cefalù e dell’assessorato regionale alla Salute.

Interventi fantasma a Cefalù, nei guai 34 tra medici e infermieri

sala operatoria

Nei guai gli infermieri e i medici del blocco operatorio

In realtà i capi di imputazione sono ben 87 in totale. Tra le accuse anche l’illecita gestione di specialità medicinali ad azione stupefacente. Secondo i carabinieri, medici, infermieri e impiegati di Cefalù agevolavano l’accesso di alcuni pazienti all’unità operativa di chirurgia generale della Fondazione ospedaliera a danno dei pazienti regolarmente in lista d’attesa per il ricovero e non assistiti direttamente da personale medico nella medesima struttura sanitaria,  in violazione sia delle normative nazionali e regionali relative alla prenotazione delle prestazioni sanitarie e accesso alle liste per poi essere sottoposti a intervento chirurgico, sia riguardo alla compartecipazione al costo delle prestazioni sanitarie - spiegano gli investigatori -. È stato pertanto leso, con il compimento deliberato di favoritismi e discriminazioni, il principio fondamentale dell'imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

In pratica, gli indagati usavano sale operatorie e farmaci dell’ospedale per interventi privati, agevolando i pazienti che pagavano e lasciando indietro quelli che accedevano con il normale sistema del servizio sanitario nazionale.

A far scattare l’indagine un sospetto sull’uso dei farmaci in dotazione al blocco operatorio e un intervento fantasma su una bambina, mai registrato.

Sono stati eseguiti interventi chirurgici privati utilizzando illecitamente le sale operatorie e i farmaci in dotazione all'ospedale – dicono i Nas - avendo cura di non lasciare traccia alcuna sui relativi registri. Inoltre, il medico utilizzava, in favore dei pazienti privati sottoposti ad intervento chirurgico nella struttura pubblica, alcune équipe mediche e infermieristiche che invece, in qualche caso, erano riservate per le urgenze.

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