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Competenze avanzate, impasse tra infermieri e medici

di Sara Di Santo

Scagliarsi contro la delibera che nulla tocca della professione medica, ma rilancia il valore formativo delle altre professioni, va nel senso diametralmente opposto rispetto alla proposta della creazione di una consulta tra professioni. Così la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) sulla presa di posizione del presidente FnomCeO che ha chiesto alla Regione Veneto di rimodulare la delibera, la prima ad avviare le procedure per dare attuazione alle norme contrattuali relative agli incarichi professionali di “professionista esperto” e “professionista specialista”. Per il presidente Anelli occorre regolamentare in modo uniforme sul territorio nazionale la suddetta materia.

Delibera Veneto su competenze avanzate, Fnopi: fuga in avanti dei medici

Filippo Anelli, presidente Fnomceo e Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi

Non più tardi di ventiquattro ore fa, seduti attorno allo stesso tavolo, avevano tracciato un percorso di sinergia alla base del futuro di un’assistenza a misura di cittadino.

Oggi una battuta d'arresto: se è questa la modalità di lavoro – scrive in una nota la Federazione degli infermieri - potrebbe avere poco senso la proposta di istituire una consulta delle professioni.

La questione è, ancora una volta, quella del riconoscimento delle competenze avanzate degli infermieri.

Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FnomCeO) si è scagliato contro la delibera della Regione Veneto - quella che funge da apripista nell'avviare le procedure di attuazione alle norme contrattuali relative agli incarichi professionali di professionista esperto e professionista specialista - chiedendone la rimodulazione.

Nella lettera indirizzata al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti, al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e a quello della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, Stefano Bonaccini, la Fnomceo chiede percorsi formativi standard, con criteri definiti a livello nazionale, per lo sviluppo di competenze avanzate da parte dei professionisti sanitari.

La delibera della Regione Veneto sulla valorizzazione delle professioni sanitarie - replica la Fnopi - ufficializza ciò che nei fatti già accade, rendendo possibile un riconoscimento non solo casuale, ma formale (ed eventualmente anche economico) per quanto riguarda lo sviluppo e il rafforzamento delle loro competenze. In sostanza ciò di cui c’era bisogno per evitare soluzioni arrangiate e per avviare la vera valorizzazione delle professioni, infermieri in testa.

Non c’è “invasione di campo”, non c’è appropriazione di competenze, non c’è alcun tentativo di sostituzione tra professionisti. Se è questa la modalità di lavoro potrebbe avere poco senso la proposta di istituire una consulta delle professioni

Colpisce la presa di posizione del presidente FnomCeO soprattutto dopo aver disegnato insieme un percorso di confronto e condivisone tra le Federazioni nazionali degli ordini, consolidato con la proposta di una consulta tra professioni dove tutti abbiano stessa dignità e stesso rilievo per realizzare percorsi di assistenza virtuosi.

Continua la nota Fnopi: scagliarsi poi contro la delibera che nulla tocca della professione medica, ma rilancia il valore formativo delle altre professioni - questo perché non si è ascoltata per farlo la professione medica - va nel senso diametralmente opposto.

Ci saremmo aspettati – conclude la Fnopi - che il confronto proprio sulla delibera della Regione Veneto fosse occasione del primo passo per lavorare fianco a fianco tra professioni, invece abbiamo assistito a una fuga in avanti dei medici.

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