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Concorso Infermieri

Concorso Umberto I, al via la class action. Ecco cosa fare

di Leila Ben Salah

Si profila una class action contro il concorso per infermieri all’Umberto I di Roma. Secondo i legali che stanno seguendo la vicenda, ci sono tutti i presupposti perché i concorrenti che non hanno passato le prove preselettive possano essere riammessi dal Tar alla prova scritta.

Concorso Umberto I, scatta la class action. Ecco come fare

tribunale

Nurse24.it ha contattato uno degli studi legali che sta preparando la class action per gli infermieri che non hanno passato la preselezione a Roma il 3,6,7,8,9 e 10 marzo. Ebbene sembra che i presupposti ci siano tutti per un’azione legale.

Siamo a conoscenza di una serie di irregolarità segnalate nel corso delle prove preselettive svolte su sei giorni a Roma – dicono dallo staff dello studio legale Leone Fell -, irregolarità che comportano un’effettiva illegittimità della procedura concorsuale. Prima di tutto, secondo gli avvocati, c’è stata una divulgazione illecita delle domande nei giorni delle prove, con una vera e propria distorsione in favore dei concorrenti che hanno partecipato alla prova nei giorni successivi alla prima. Le domande non si sono ripetute in modo identico, questo è vero. Ma poco ci manca. Erano molto simili – dicono i legali – richiedevano lo stesso ragionamento logico o trattavano esattamente lo stesso tema tecnico, con un vantaggio evidente per chi ha sostenuto la prova nei giorni successivi. Da un’analisi abbastanza sommaria sui risultati della prova, effettivamente le percentuali di successo e di superamento sono aumentate con il passare del tempo. Tanto che lo studio legale ha richiesto una perizia tecnica e statistica proprio per dimostrarlo.

Con la class action si richiederà la ripetizione della prova preselettiva. Che secondo gli avvocati è stata irregolare anche perché in molti hanno introdotto i cellulari e hanno scattato le foto alle domande che poi sono circolate sui social. Ci hanno segnalato – dicono ancora dallo studio Leone Fell – che i concorrenti potevano scattare foto senza problemi e che in molti rispondevano anche alle chiamate sul cellulare durante la prova.

Insomma, secondo gli avvocati i fondamenti ci sono tutti per una buona riuscita del ricorso. In caso di accoglimento del ricorso da parte del Tar i concorrenti potranno ripetere la prova preselettiva oppure avranno accesso diretto alla prova scritta, comunque potranno continuare la selezione. I costi variano da studio legale a studio legale, ma si aggirano intorno ai 250 euro a testa circa. Il foro competente è quello di Roma. E a livello di tempi, il tutto si risolve in 40 giorni. In pratica, in caso di accoglimento la prova sarà fissata entro 40 giorni dalla proposizione del ricorso.

Le prove scritte non sono state ancora calendarizzate. Ma se dovesse capitare che vengano fissate le date per gli scritti e questi si svolgano prima del provvedimento del Tar, nessun problema. Perché il giudice fisserà una nuova data per la prova scritta, naturalmente diversa dalla prima, e solo per i ricorrenti.

Giornalista
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