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Gonfiavano il costo degli interventi, medici nei guai

di Redazione

Truffavano lo Stato gonfiando i costi, fino a oltre 10 volte, di visite specialistiche e piccoli interventi. Così le cartelle sanitarie venivano modificate per chiedere al sistema sanitario rimborsi anche da 8mila euro invece dei 400 euro standard. Questo l'esito dell'inchiesta “Ricoveri ordinari” della procura di Potenza che ha messo sotto osservazione amministratori e medici della clinica Luccioni del capoluogo lucano, struttura privata convenzionata.

Potenza, costi degli interventi gonfiati alla clinica Luccioni

potenza nas

Un momento della conferenza stampa (foto Dire)

Le indagini, svolte in collaborazione tra Nas del Comando meridionale e Guardia di Finanza, hanno portato all'esecuzione dell'ordinanza del Gip per sei misure cautelari, di cui quattro arresti domiciliari per Walter Di Marzo residente a Portici (Na), Mario Rocco Antonio Muliere residente a Pignola (Pz) Paolo Sorbo residente a Salerno e Archimede Leccese residente a Potenza. Divieto di dimora per Giuseppe Rastelli residente a Lauro (Av) e Lorenzo Tartaglione residente a Potenza. Di Marzo e Tartaglione sono rispettivamente amministratore unico e direttore sanitario della clinica Luccioni. Muliere e Sorbo sono chirurghi della struttura potentina.

Per i magistrati Leccese, medico dell'Azienda Sanitaria Locale di Potenza, modificava i controlli gonfiando i costi. I particolari dell'operazione sono stati illustrati oggi in conferenza stampa dal procuratore aggiunto Francesco Basentini, dal Pm Veronica Calcagno e dal tenente colonnello dei Nas, Vincenzo Maresca. Dalle ricostruzioni, che riguardano gli acquisti e le cartelle cliniche comprese tra il 2014 e il 2016, sarebbe emerso un meccanismo di falsificazione dei documenti talvolta addirittura grossolano con interventi di idrocele, che risultavano effettuati su donne (l'operazione consiste nell'ingrossamento di uno o di entrambi i testicoli, ndr). A dare il via all'indagine una denuncia dell'Asp, che ha anche emesso un procedimento disciplinare nei confronti del medico che effettuava i controlli. Oltre alle misure cautelari, la procura ha disposto anche il sequestro preventivo di due milioni e 525mila euro della clinica Luccioni. 

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