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Wound Care

JWC Awards 2018: Trionfa l'Italia del wound care

di Redazione

JWC Awards, sono ricerche italiane sul wound care quelle che si sono posizionate su gradini più alti del podio dell’edizione del 2018: quella del gruppo di lavoro Mennini-Greco-Bellingeri-De Vita-Petrella - primi classificati - e quella di Massimo Rivolo (vincitore nel 2016), premiati lo scorso 2 marzo al Bankin Hall di Londra.

Wound Care, infermieri italiani trionfano ai JWC Awards 2018

vincitori jwc 2018

Il gruppo di lavoro guidato da Natascia Mennini ha trionfato ai JWC Awards 2018

Anche per il 2018 il JWC Awards ha riconosiciuto il duro lavoro svolto dagli operatori sanitari in tutti i campi della cura delle lesioni, stabilendo standard di riferimento ed evidenziando il grande contributo che infermieri, medici, scienziati, ricercatori e accademici fanno allo sviluppo di ricerca e pratica nel wound care.

Una giuria di esperti, rappresentativa della multidisciplinarietà del settore, ha scelto i vincitori per le diverse categorie e l'Italia ha ottenuto un grande successo, andando a coprire i gradini più alti del podio: un primo ed un secondo posto che danno lustro e orgoglio a tutta la professione.

Gli italiani sui gradini più alti del podio JWC Awards 2018

I° Classificato: Mennini, Greco, Bellingeri, De Vita, Petrella

Finalista per la categoria The Best Laboratory/Preclinical Study Award, il gruppo di lavoro interdisciplinare composto da Natascia Mennini, Alessandro Greco, Andrea Bellingeri, Francesco De Vita e Francesco Petrella del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze.

Uno studio, il loro, sulla qualità delle medicazioni avanzate e sull’importanza “dell’identificazione di criteri condivisi e procedure oggettive per la valutazione della loro performance”.

II° Classificato: Massimo Rivolo

Infermiere esperto in wound care, Massimo Rivolo (vincitore dell’edizione JWC 2016) era tra i finalisti nella categoria Chronic Wound Healing Award con il suo progetto di ricerca: un case report sul trattamento di pazienti affetti da ulcere degli arti inferiori causate dall’anemia falciforme (sickle cell disease, SCD).

Ho cominciato a seguire un giovane paziente – spiega Rivolo – che aveva un’ulcera che non guariva da 4 anni. Ho applicato una serie di procedure che si sono rivelate vincenti: si tratta di un insieme di passi da seguire per trattare localmente le lesioni più il follow-up.

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